sabato, gennaio 02, 2010

Il rientro, nel 2010

Ci sono momenti in cui sale a livelli intollerabili il disgusto ed il disprezzo per il Paese nel quale ho avuto la sfortuna di nascere e che non ho avuto la forza o la capacità di abbandonare al momento giusto.

Riorganizzare la propria vita in funzione di alcune boccate di ossigeno che altri chiamano "vacanze" è stato necessario per sopravvivere e per questo ringrazierò sempre chi ha inventato gli aerei ma anche chi ha rubato così tanti soldi nelle compagnie aeree nazionali da farle fallire facendo nascere le low cost e le offerte a tariffe stracciate.

Guardando dalla finestra che ho davanti stasera, quella dell'albergo di Shinjuku, sogno di rimanere e di nascondermi tra la folla silenziosa e colorata di questa città luna park, dove corpi così fisicamente diversi dal mio si aggirano con tempistiche ordinate e studiate in ogni minimo dettaglio, corpi così lontani da quelli che mi assomigliano e nei quali non mi riconosco eppure così accoglienti nel chiamarmi gaijin, ossia alieno.

Mimetizzarsi laddove si è riconoscibile come un puntino rosso su di un grande foglio bianco qui a Tokyo è possibile, perché a guardarlo bene quel bianco è piuttosto il sommarsi delle luci accecanti altrui, disegnati come dei cartoni animati nei loro abiti schiccosi o forzatamente di tendenze ancora non divenute mode. Il mio nasone e le orecchie a sventola sono nulla, diventano invisibili.

Vivere questi anni in un paese dove la criminalità organizzata, la corruzione e la mafia sono diventati il motore del paese e il suo governo stesso è ogni giorno più duro e pericoloso, perché ormai di molte delle persone che incontro io ho paura.

L'ignoranza, l'intolleranza, il banditismo becero e nauseante che oggi costituisce il dna ed il cervello di ogni italiano che vive in Italia, chi più chi meno, ha raggiunto e superato ogni livello di tollerabilità. Per questo, ogni volta il rientro mi appare sempre più doloroso. Sogno di rimanere qui, a fare l'omino che sta tutto il giorno con un cartello in mano a indicare la fine della coda alla cassa dei grandi magazzini. "Sono l'ultimo della fila", c'è scritto approssimativamente sul cartello enorme che tiene in alto nella folla, per farsi notare. I clienti lo cercano con lo sguardo e si mettono davanti a lui, che resta sempre l'ultimo. Tutti lo vedono, eppure nessuno lo guarda davvero. Presente ed invisibile. Così vorrei io.

Foto da http://www.photopasjapan.com/

lunedì, dicembre 14, 2009

Dopo dieci anni

Un nuovo pezzo di Sade, con un prossimo CD in uscita a Febbraio 2010. Anni fa la adoravo, ora chissà.

martedì, novembre 10, 2009

Lady Gaga - Bad Romance

martedì, ottobre 13, 2009

C'hai creduto, faccia di velluto!

Dopo mesi di dibattiti, la Camera ha affossato la debolissima legge di Paola Concia sul tema dell'omofobia, frutto dell'accordo "dichiarato" tra PD e PDL, gettando nello sconforto i tanti che "ci credevano". Io oggi ho ripensato subito a Massimo D'Alema.

D'Alema era un leader politico coi controcoglioni, che faceva bene il segretario dei DS e se la cavava in Parlamento. La sua carriera politica finì una sera a casa di Gianni Letta con il "patto della crostata", il vergognoso inciucio fatto con Silvio Berlusconi con il quale D'Alema, allora capo del Governo, prometteva di non toccare le aziende Mediaset e di non intervenire sul conflitto di interessi in cambio della non belligeranza e magari dell'uscita dalla scena politica di Berlusconi stesso. Un bell'accordo, di quelli costruiti sottobanco per mesi e mesi e poi pubblicamente durante la cosidetta Bicamerale. Al momento opportuno, ossia quando il suo Governo non aveva più tempo per legiferare alcunché, l'accordo saltò, tra le pernacchie e gli schignazzi dei deputati di Forza Italia. La carriera di D'Alema finì allora, quella di Berlusconi sappiamo tutti come è proseguita.

Se è comprensibile l'inesperienza e l'entusiasmo di Paola Concia, pronta ad andare a mangiare la crostata o la pizza coi camerati di CasaPound illudendosi di aver conquistato la loro stima, ciò che non si può davvero accettare è che ci sia ancora qualcuno di sinistra che crede ancora che coi fascisti, coi ladri, coi mafiosi e coi berlusconiani si possano fare degli accordi, sottobanco o alla luce del sole.

domenica, ottobre 11, 2009

Uguali ma ridotti all'osso

Facendo un po' di conti: se prendi il Gaypride nazionale e sottrai 10 Travestite con le tette di plastica scompaiono alcune decine di migliaia di persone, rimangono Quattro Gatti e zero giornalisti.

Ricordiamocelo quando l'anno prossimo qualcuno dirà che i Gaypride andrebbero fatti senza i carri e senza le trans: certo che si può fare, riempendo al massimo il circolo bocciofilo di quartiere. E soprattutto serva di lezione a chi si inventa manifestazioni politiche con l'unico scopo di lanciare la propria carriera politica auto-proclamandosi "portavoci" di una comunità. Amministratori di condominio, al massimo.

domenica, settembre 27, 2009

I razzisti padani e il finto animalismo

Da qualche tempo escono sui quotidiani italiani, in particolare su quelli allineati al regime berlusconiano, notizie che arrivano da una sedicente associazione animalista denominata "AIDAA", ossia Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente.

Le notizie ed i comunicati che mandano in giro hanno il tono e lo stile che in questi mesi abbiamo imparato a riconoscere: quello della Lega Nord e dei suoi adepti, pronti a mettere in giro qualunque menzogna pur di criminalizzare gli stranieri che vivono in Italia, razzisti pronti a stuprare la propria madre pur di andare in giro a dire che è stato un marocchino.

Ecco un esempio dei "comunicati" che emettono:

I Rom rubano i gatti a Parma

Albanesi e/o Rumeni rubano i cani a Collecchio

"Al via le Ronde antisgozzamento, per difendere gli animali dai musulmani in occasione del Ramadam"

"L'abbandono dei cani l'estate è un fenomeno che è praticamente scomparso al nord" (quindi è colpa soltanto dei terroni)


e infine un grande classico, che tirano fuori periodicamente ma che in questi giorni sono riusciti a piazzare bene su tanti quotidiani:

A Milano i cinesi - citati anche come generici Asiatici in alcuni comunicati - rubano i cani per mangiarli a casa propria

Chi c'è dietro questa "associazione"? Quanti iscritti ha? Purtroppo di comunicati sull'argomento non ce ne sono, non è dato sapere neppure se esiste veramente. C'è sicuramente un fondatore, Lorenzo Croce, colui che emette questi fantasiosi - per non dire completamente falsi - comunicati stampa di chiaro stile razzista. Poi c'è una sua amica di Parma, che protegge gatti e cani dai cattivi rumeni e dagli zingari ed ha avuto dall'assessore Cristina Sassi al Comune di Parma degli spazi comunali per mettere su un "Tribunale degli animali". Non si hanno dati su quanti zingari e rumeni siano stati processati e condannati in questo simpatico tribunale.

Diffidare, please. Le intenzioni di questi signori non hanno nulla a che vedere con l'animalismo. A meno che non si sentano gli eredi dell'animalismo nazista del sig. Hitler. Se è così allora sono sulla buona strada.

martedì, settembre 15, 2009

Foto dalle vacanze 2009

Come ogni anno, ecco il link per le foto delle vacanze di quest'anno. Ce n'è un bel mucchio: ne trovate almeno 400.

Foto dal SudEst Asiatico 2009

Inoltre, c'è anche questo set: Amici e persone incontrate

con le foto più allegre e con i volti delle persone conosciute in viaggio.

martedì, settembre 01, 2009

I templi di Angkor e la Cambogia

Difficile raccontare in breve le giornate passate in Cambogia. Siamo stati a Siem Reap, base ottimale per girare con tutta calma nei tempi di Angkor. Da li' si esplora la storia millenaria dei templi monumentali della civilta' Khmer e si scopre quanto complessa e' la storia umana. E si gioca anche un po', rivivendo nei posti visti in tanti film, da Indiana Jones a Tomb Raider. Scoprendo che i templi sono veramente come quelli visti in foto.

Da Siem Reap si puo' visitare anche il lago, il piu' grande dell'Asia indocinese, dove i villaggi galleggianti (intere cittadine composte da barche che si spostano a seconda della stagione e delle maree) e i coccodrilli convivono piuttosto amichevolmente.

I cambogiani sono diversi dai laotiani: in Laos la gente e' povera ma sincera, gentile, carina. In Cambogia invece sono come gli italiani, tutti piuttosto disonesti e pronti a fregarti anche sulle virgole dei resti. La gentilezza si paga.

venerdì, agosto 21, 2009

Luang Prabang e Vientiane

Il viaggio prosegue... abbiamo passato alcuni giorni a Luang Prabang e sono stati fantastici. Una prima giornata alle cascate, in mezzo alla giungla, con la riserva degli orsi asiatici (grassocci ma rapidi e scattanti a salire sugli alberi, quasi come scimmie) e ovviamente il bagno sotto la cascata. Poi siamo tornati al fiume Mekong, dove con pochi minuti si arriva sulla riva con le grotte piene di statue del Buddha.

Il giorno dopo elefanti: un tour piuttosto banale che si e' rivelato essere il piu' emozionante di tutti. Salire su di un elefante, con il laotiano esperto e noi due seduti dietro nel cestone di bambu' sembrava una sciocchezza, ma le cose si sono complicate - in meglio - quando a turno abbiamo preso il posto del guidatore. Imparare in pochi minuti a guidare un elefante, a sentire come reagisce, a dargli i colpetti giusti con le ginocchia dietro le orecchie, accarezzarlo e grattarlo in testa per dargli piacere e vederlo ringraziare con la proboscite alzata verso di te e' qualcosa che lascia il segno. Smetti di considerarli come grossi animali e diventano improvvisamente essere viventi intelligenti e saggi.

Oggi capitale, Vientiane, c'e' da vedere un templio dopo l'altro, il modesto Arco di Trionfo alla francese, i ministeri e il malaffare delle cosidette ONG e degli uffici UN, Fao, etc. che qui a Vientiane gozzovigliano coi soldi dei ricchi occidentali che agli aiuti umanitari ci credono ancora. In 50 anni di Unesco e compagnia non abbiamo fatto nulla per questa gente: il poco progresso gliel'ha portato la Coca Cola, libera iniziativa privata.