Dal Web

lunedì 17 maggio 2010

Bangkok e noi

Tutti buoni ad andare in vacanza a Koh Samui o a mignotte in Thailandia. Centinaia di migliaia di italiani ogni anno lo fanno (una delle due cose, prevalentemente la seconda). La Thailandia è una terra vicina culturalmente all'Italia, a Bangkok parlano italiano un po' ovunque, ci conoscono bene e magari ci stimano pure. Grandi amici della Thailandia, noi. Ma se si tratta di fare una manifestazione contro la strage del regime thailandese contro i cittadini che manifestano non si muove nessuno? PD, Radicali, SeL, IdV, Emergency, ma anche PdL, Fare Futuro, etc. : dove cazzo siete?
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mercoledì 7 aprile 2010

Ipad, ma a cosa mi servi?

Si parla in giro di questo benedetto Ipad. Per fortuna non se ne parla moltissimo, segno che anche tra gli adepti della setta Apple qualcuno comincia a rinsavire e nessuno si azzarda seriamente a tesserne le lodi. Piuttosto, tanti commenti perplessi e molte critiche. Qui si ha la sensazione che non si riesca ad arrivare veramente al punto... ed il punto è: a che cosa serve l'IPAD?

Il marketing Apple è stato disastroso, bisogna ammetterlo. Le finte file davanti ai negozi non hanno funzionato, le star di Hollywood si guardano bene di farsi fotografare con in mano quel robo lì, pure la Microsoft se ne frega abbastanza e nessuno si sta strappando i capelli per lanciare sul mercato l'anti-ipad.

Diciamoci la verità: la Apple ha messo in commercio un apparecchio per il quale si riesce soltanto a fare l'elenco delle cose che NON ha: non ha la webcam, non ha la presa USB, non ha la tastiera, non stampa, non telefona, non si infila in una tasca, non ha programmi gratuiti che servano a qualcosa ma è tutto a pagamento, non ha un programma valido per scrivere documenti, non legge i documenti PDF, non legge gli e-book nello standard che va per la maggiore in rete, non visualizza i siti web con animazioni o menu' in Flash - cioè la quasi totalità dei siti web nel mondo - non è multitasking, non è un computer, non è un portatile, non è un netbook, non è un frigorifero, etc.etc.

Nonostante i tanti militanti ed i tanti giornalisti pronti ad osannare qualunque oggetto della Apple ed a diffonderne i comunicati stampa come fossero il Verbo - qui non c'è traccia delle funzionalità che questo apparecchio svolge e della sua utilità. A cosa serve? Qualcuno è in grado di farci sapere un utilizzo serio e significativo di questo oggetto, e non soltanto come gadget per fare gli sboroni?

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domenica 28 marzo 2010

Exit poll e sondaggi regionali 2010 sul Lazio

Update delle 13.00 di lunedì: il post qui sotto è di domenica mattina, prima  che arrivassero i dati che evidenziano un enorme astensionismo, in  particolare nella Regione Lazio. L'unica news è che l'astensionismo avrebbe effettivamente danneggiato il Centro-destra per almeno il 2% in più rispetto allo schieramento avversario.

Per aggiornamenti, potete provare a seguire (se riuscite a capirci qualcosa ed a fidarvi) su siti come www.notapolitica.it o www.clandestinoweb.com oppure attendete le 14.58 quando i principali quotidiani online, come www.repubblica.it o www.corriere.it, pubblicheranno un paio di minuti prima del dovuto i dati degli "exit poll" ufficiali.

Cominciano a girare vorticosamente gli "exit poll" sulle Regionali 2010. Come da sempre accade qui in Italia, i dati che vengono spacciati per exit poll alla chiusura delle votazioni (ossia il lunedì alle 15) sono in realtà un mix statistico tra gli ultimi sondaggi telefonici ("intentional poll") effettuati uno o due giorni prima delle votazioni ed un frettoloso (poiché costoso) ed approssimativo test di controllo effettuato effettivamente fuori dai seggi elettorali.

Quindi, se quanto circola in giro è corretto, le informazioni sul Lazio sono queste: fino a mercoledì scorso Emma Bonino era in testa forse di un punto percentuale sulla candidata della destra Polverini. Tra giovedì e venerdì, complice anche la potente campagna elettorale del PDL (nella notte di giovedì in tutta la città sono stati nascosti e rimossi i manifesti della Bonino e del PD, nonché coperti dal simbolo PDL e Polverini), ai nuovi sondaggi telefonici il gruppo di "indecisi" avrebbe cominciato ad orientarsi verso la Polverini arrivando fino al sorpasso sulla Bonino.

Quindi, a parte la variabile legata all'astensionismo, dato imprevedibile per tutti, domani secondo ipotesi più o meno fantasiose alle 15.00 gli exit poll potrebbero annunciare un 50% di voti per la Polverini e un 49% per Emma Bonino o, per rischiare ancora di meno, un bel 49% a testa con una "linea di tendenza" a favore della Polverini. Ma il risultato vero non si saprà fino all'effettivo conteggio di tutte le schede.
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venerdì 26 marzo 2010

E se facciamo la rivoluzione online

La manifestazione di ieri sera organizzata da Michele Santoro e dall'Usigrai contro la censura sull'informazione TV, trasmessa via satellite da Sky ed in streaming da decine di Web informativi, ha aperto una strada importante per la comunicazione in Italia e forse anche per la lotta politica.

D'altronde, per un popolo di tele-dipendenti prima che cittadini, l'uso della televisione e di Internet può essere l'unico strumento di comunicazione che rimane. La TV già c'è, ma anche Internet è entrata in tutte le case con forza, grazie e soprattutto ai ragazzi più giovani ed alla generazione dei Digitla Native, ossia coloro che sono nati dopo l'avvento di Internet e che non lo vivono come uno strumento "innovativo" o futuristico, ma come quotidiana realtà.

L'evento di Bologna è stato gestito in maniera eccezionale ed unica, ma non "irripetibile": non è detto che lo stesso modello organizzativo e comunicativo non possa essere utilizzato anche per altre manifestazioni. Pensiamo a quelle più importanti, nazionali, su temi sindacali o politici, dove il fastidio dei cittadini bloccati nel traffico ed il disinteresse degli organi di stampa annullano di fatto quelli che sono gli effetti che una manifestazione dovrebbe produrre.

Forse una strada nuova si è aperta. La televisione non è più soltanto lo strumento col quale un regime di destra si è fatto strada nella testa degli italiani negli ultimi 30 anni, ma anche lo strumento che potrebbe risvegliare le coscienze. Non in poche ore o pochi giorni, ma nello spazio di anni necessari per rivoluzionare il cervello di tanti italiani.

Chissà: magari stavolta la rivoluzione la facciamo davvero. Per questo fra i tanti interventi della manifestazione TV/Internet di ieri, qui inserisco il migliore che c'è stato, che riassume la drammatica situazione italiana in poche parole e con una lucidità stravolgente: l'intervento di Mario Monicelli.

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venerdì 12 marzo 2010

Qui c'è puzza di un finto attentato

Ma che succederebbe, in questa violenta campagna elettorale per le Regionali 2010, se Silvio Berlusconi organizzasse un finto attentato contro di sé? Gli effetti dell'aggressione da parte del pazzo Tartaglia li abbiamo visti, dal punto di vista mediatico. Un graffio al viso per una statuetta lanciata a distanza da un metro è diventata un trauma cranico, una lesione permanente alla mandibola, un volto insanguinato esibito davanti alle telecamere come le stimmate di Padre Pio.

Da quanto dice oggi l'attuale dittatore italiano, in cerca di consensi presso i suoi elettori, sembra che stiano tramando qualcosa di brutto. Basta una molotov o una bottiglia incendiaria lanciata dalla mano da qualcuno dei loro servizi segreti, magari durante la manifestazione del 20 Marzo nella quale promettono di farci vedere le stelle, per provocare una tensione sociale difficilmente recuperabile e quell'aumento dello zero virgola qualcheccosa di voti verso il partito di Berlusconi, che è l'unica cosa che interessa a questa gente.

Ma esattamente, quali sono i numeri? Di sondaggi ne sono stati fatti tanti negli ultimi mesi. Qui, per una stima approssimativa, prendiamo le intenzioni di voto ai partiti raccolte dalla Digis Srl per SkyTg24. Il sondaggio di fine Novembre 2010, prima del cosidetto "attentato" a Berlusconi, dava la coalizione governativa al 48,6%. Il successivo sondaggio fatto il 18 Dicembre 2010, pochi giorni dopo l'accaduto, portava la coalizione governativa al 50,5%. Insomma, quasi due punti percentuale in più grazie all'effetto mediatico pro-Berlusconi.

Un 2% in più che porterebbe il PDL a vincere in tante regioni italiane dove, da sempre, le due coalizioni viaggiano su percentuali di voto molto vicine. Anche l'ultima circolare del capo della Polizia ai prefetti, perfetta per buttare benzina sul fuoco, sembra indicare da che parte va il vento. Perché un elettore spaventato dalla violenza vota più facilmente a favore dei governi reazionari, successe così anche il 6 Aprile del 1924 qui Italia.

Che ne dite, siamo pronti con gli occhialetti in 3D per vedere il nuovo "attentato" a Berlusconi?
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lunedì 1 marzo 2010

Se Sky Italia rinuncia alla programmazione di qualità

Da quest'oggi su Sky non c'è più il canale BBC Entertainment. A molti importerà poco, ma è un brutto colpo per chi aveva scelto di abbonarsi a Sky proprio per guardare quel gruppetto di canali televisivi di qualità che Sky distribuiva in Italia, canali che ogni mese diventano sempre di meno per essere sostituiti da canali replica o scimmiottamenti della programmazione Mediaset.

BBC Entertainment trasmette in tutto il mondo le fiction televisive inglesi, i telequiz e documentari di produzione britannica. Era insomma un piccolo gioiello di internazionalità in una televisione sempre più banale ed omologata. E che distingueva Sky dalla mondezza di Mediaset Premium o, peggio ancora, della Rai. Da oggi, non c'è più, per scelta di Sky (" Unfortunately, SKY Italia has decided not to renew carriage of BBC Entertainment and, as such, the channel ceased transmission on the platform from 28th February 2010 at 24.00 hours. This type of action is commonplace as contracts are considered and renewed by both parties every few years.", è la risposta di BBC alle email di protesta).

Per coloro che erano affezionati a questo canale, c'è solo qualche remota speranza: BBC promette di cercare nuovi operatori italiani interessati a distribuire le loro trasmissioni e, nel frattempo, continua a sondare la possibilità di trasmettere la sua programmazione via web anche all'estero, come già fa in Gran Bretagna con il suo Iplayer.
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venerdì 26 febbraio 2010

A morte la Metro C!

Sui quotidiani di questi giorni, a Roma, ha avuto una certa rilevanza la "notizia" che la nuova linea C della metropolitana, un'opera iniziata almeno 15 anni fa e non vedrà la luce se non fra tanti altri anni, potrebbe essere "un'opera inutile per i cittadini e costosa, secondo il giudizio di urbanisti e cittadini"

E' curioso come nasce la "notizia", che poi notizia non è. Si parte da un cittadino residente al quartiere Celio, uno che ha casa e studio di proprietà proprio lungo il percorso sotto il quale dovrebbe passare la nuova metropolitana. Il cittadino teme le vibrazioni della metropolitana sotto il suo appartamento. Condivisibile.

Cosa fa il cittadino in questione? Beh, si da da fare. Invece di scrivere a "Striscia la notizia" o di allungare una mazzetta di alcuni milioni di euro a chi può far cambiare il tracciato della metropolitana, cosa che farebbe normalmente un qualunque italiano, il cittadino si ricorda che questa sarebbe ancora una democrazia. Quindi prova a protestare, anche se magari tutto il mondo è contro di lui. Fa un comitato di quartiere, il "Comitato Progetto Celio", con qualche condomino e qualcuno del palazzo di fronte. Poca roba, insomma.

I suoi lamenti arrivano ad Italia Nostra, associazione cultural-ambientalista che adora schierarsi su temi ambientali con risvolti politici. Poi arrivano i giornalisti e la grancassa: quelli del Corriere della Sera, mi pare per primi, trovano la storia interessante e la fanno diventare una notizia coi titoloni. Dal "mi girano le palle perché tra qualche anno il lampadario mi vibrerà ogni tre minuti" al "la Metro C è una operazione costosa e inutile ".

Bello, si chiama democrazia. Un luogo dove le esigenze del singolo vanno ascoltate anche con attenzione. Dove si decide e vince la maggioranza. Quindi, grande rispetto per chi protesta. Ma poi i cinque milioni di restanti cittadini di Roma e dintorni che hanno bisogno come il pane di una linea metropolitana in più possono, democraticamente, prendere a sonore pernacchie il "Comitato" ed invitarlo a trasferirsi in campagna.
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