30 giugno 2004

Quattro omicidi per me, posson bastare?

Un signore che ha ammazzato quattro persone un po' di anni fa ed è successivamente scappato in Francia, viene riacciuffato. E' passato del tempo e, nel frattempo, è diventato uno scrittore di libri gialli di successo: viene chiesta l'estradizione per fargli scontare l'ergastolo nelle carceri italiane e questa viene concessa dalla Corte di Appello di Parigi. Ne seguono proteste nelle file dei parlamentari di sinistra, comitati per la libertà e mille altre simpatiche iniziative.



Qui su Sedna abbiamo qualche dubbio: in base a quale principio uno scrittore non deve scontare la pena per la quale è stato condannato da tutti i tribunali possibili, con tanto di prove e testimoni?

28 giugno 2004

L'autostrada è mia e la gestisco io: l'utero pigliatevelo pure.

Tra i tanti che, per una fetta di potere o per senilità disturbata, hanno scelto di rinunciare ai propri principi democratici per passare sul carro fascistoide di Berlusconi e dei suoi gerarchi, una varia umanità che va da Sandro Bondi a Giuliano Ferrara passando per Gabriella Carlucci, la vicenda di Ombretta Colli in Gaber è sembrata sempre particolarmente triste.



Una donna di teatro che aveva sostenuto grandi battaglie femministe, che aveva fatto delle cose tutto sommato belle e importanti con il suo lavoro artistico, ma che all'improvviso aveva buttato nel gabinetto idee e lotte personali gettando nello sconforto il compianto marito per una fetta di torta tutto sommato piuttosto modesta: la presidenza della Provincia di Milano, una roba che sulla carta vale meno di niente.



Ombretta avrebbe potuto fare delle cose interessanti, in politica, se avesse scelto la sua posizione politica coerentemente con il proprio percorso di vita. Non si passa dal femminismo alla cultura berlusconiana senza un perché: i motivi ci saranno stati pure, ma non è dato saperli. Quello che sappiamo è che all'Ombretta gli era presa brutta: aveva deciso che doveva diventare la donna più potente in Italia nel campo autostradale. E ci si è messa pure d'impegno in questi anni, conquistando la poltrona delle autostrade Serravalle, la presidenza dell'Unione delle Province Lombarde, quella della Ferrovia Transpadana e della Società Concessionarie Autostrade Trafori.



Una storia così, ovviamente, non può avere un lieto fine. Qualche mese fa i suoi colleghi di partito, quelli che fino al giorno prima facevano la fila per farsi fotografare accanto a lei, gli hanno fatto passare la voglia di asfalto autostradale sbranandola con le consuete maniere interne alla destra. Il colpo decisivo è arrivato però domenica sera, quando i cittadini di Milano e provincia le hanno dato il benservito: bye bye Ombretta.



Che dire? Per una che proclamava in piazza l'autogestione del proprio utero, essere trombata da milioni di milanesi in una sola serata non è proprio una bella cosa.

26 giugno 2004

Primo mare della stagione

Se vedere un peperone rosso ustionato aggirarsi per le spiaggie del Lido di Venezia, non preoccupatevi, sono io.

21 giugno 2004

Ancora su Totti

Ok, è iniziata la settimana. Godetevi un attimo di distrazione con Sputott, il gioco del momento: colpisci undici giocatori e vai in vacanza con Ilary, chiunque sia.

18 giugno 2004

Radioblog

Dalle parti di Sedna, questa sera, cercherò di stabilire una connessione telefonica per intervenire nel programma di Pietro B. sulla radioblog MieTerreRadio. Quindi, mentre vi preparate per la serata mondana, tra una lucidata alle scarpe e una strizzata alla panciera, potete approfittarne per sentirmi chiacchierare. Di cosa, non lo so mica.



MieTerreRadio, alle 21.30 (più o meno)





16 giugno 2004

Servizio accettazione scusanti

Si avvisa la gentile popolazione italiana che non è possibile assentarsi dal lavoro, rescindere contratti, rifiutare di fornire le generalità, non obliterare l'apposito biglietto, non assolvere ai doveri matrimoniali, non installare la nuova versione di Internet Explorer adducendo la scusa: "è colpa dei calzini".



E' inoltre espressamente vietato sputare sul conducente, pure se danese.

14 giugno 2004

Ripartire da Bologna

Nella prima pagina del programma elettorale di Cofferati c'è scritto: "L'antifascismo resta per noi un valore fondamentale, respingendo i tentativi di attenuare le responsabilità storiche del fascismo e di delegittimare la Resistenza, ma anche nell'attualità della vita delle nostre comunità, opponendoci ad ogni forma di violenza, di intolleranza, di razzismo e di xenofobia".



Oggi Bologna butta fuori a calci nel culo Guazzaloca e la sua corte di fascisti, intolleranti, razzisti, xenofobi e si riappropria della propria dignità. Saranno cinque anni molto belli ed intensi per Bologna, dalla quale potranno arrivare grandi cose: potrebbe diventare il prossimo place-to-be. Per me, che sono mezzosangue bolognese, è momento di grande gioia qui su Sedna.



Il programma elettorale di Sergio Cofferati



12 giugno 2004

Troppi verdi a Napoli, annulliamo le elezioni!

Ieri sera sono volate parole grosse a Napoli, dove il Consiglio di Stato ha annullato le elezioni provinciali posticipandole per due settimane. Il motivo? Una sentenza del Tar che esclude dalla competizione elettorale il simbolo della "Lista per l'abolizione dello scorporo - VerdiVerdi", obbligando quindi a ristampare tutte le schede elettorali ed i manifesti nei seggi. Tempo: due settimane. Ma leggete tutto, c'è il finale a sorpresa.



Da più di 15 anni la Federazione dei Verdi, quella del Sole che Ride, combatte contro un finto partito verde che si presenta regolarmente a tutte le elezioni con un simbolo pressoché identico al loro: è una lista civetta, poiché scompare il giorno dopo le elezioni e non fa alcuna attività politica.



La vicenda inizia negli anni 80, con la nascita della lista Verde in Italia. Le associazioni ambientaliste di allora (Lega Ambiente, Italia Nostra, Amici della Terra) decidono di seguire l'onda partita dalla Germania e presentarsi alle elezioni: sganciano un po' di soldi al Partito Radicale di Pannella per farsi cedere il simbolo del "Sole che Ride" che i radicali avevano registrato precedentemente e si candidano nel nome dell'ambientalismo puro.



Arriva il primo successo elettorale: i Radicali ci ripensano e alcuni di loro, con Francesco Rutelli in testa, escono dal PR e fondano i Verdi Arcobaleno, insieme a quelli di Democrazia Proletaria, una roba tipo l'attuale Rifondazione Comunista. Nuove elezioni e doppio successo per entrambe le liste: quella ambientalista e quella politica. Nel nome dell'ambientalismo si fa un congresso di unificazione, dal quale nasce l'attuale Federazione dei Verdi.



Tutto risolto? Eh no, perché alcuni degli ambientalisti storici non ci stanno e se ne vanno. Un nome per tutti: Rosa Filippini. Per anni il nome di riferimento degli Amici della Terra, associazione ambientalista degli anni 70, rappresentava quell'ambientalismo un po' snob e pariolino, robe del tipo "i nostri yacht inquinano, dobbiamo fare qualcosa!". Rosa, alle manifestazioni dove noi verdi eravamo in bicicletta, arrivava in taxi. Scendeva dove un militante verde l'attendeva con la bici pronta sulla quale, in tailleur marrone e tacchi alti, lei appariva davanti al palco della manifestazione. Questo il personaggio.



Di fronte all'unificazione con Democrazia Proletaria la Filippini non ce la fa proprio, perché i compagni puzzolenti dei Centri Sociali le fanno venire l'orticaria. Se ne va e forma una nuova lista, che è proprio alle origini dei "VerdiVerdi". All'epoca il pettegolezzo era che avesse avuto un sostanzioso finanziamento da Bettino Craxi con il suo Partito Socialista. Chissà: l'ultima volta che la Filippini fu vista sulla scena politica fu, dopo due anni, quando entrò trionfalmente a Via del Corso nella sede del PSI accolta da Craxi e dai fotografi che immortalavano il suo ingresso tra le fila dei socialisti. Mai fatta scelta peggiore: dopo poche ore quella stessa sede fu travolta dal lancio di monetine da parte dei cittadini.



Da allora, la storia di questa lista di disturbo VerdiVerdi è continuata. Ora non nasce più nel cuore del Partito Socialista, ma se ne occupa l'onorevole Gregorio Fontana, responsabile nazionale del tesseramento del partito Forza Italia. La federazione dei Verdi è riuscita solo in parte ad ostacolarla: ora ufficialmente si chiamano "Lista per l'abolizione dello scorporo" ma sul simbolo campeggia ancora, a caratteri cubitali, la parola "Verdi".



Ah, volete sapere com'è finita ieri sera a Napoli, dopo che il Consiglio di Stato ha annullato le elezioni provinciali ed ha ordinato di ristampare le schede elettorali senza il simbolo dei "VerdiVerdi"? Eh beh: ha telefonato il Ministro Pisanu dal Ministero dell'Interno ed ha detto che, nonostante il Consiglio di Stato, le elezioni irregolari ed annullate si fanno lo stesso.

Manipolatori pasticcioni

Vale la pena leggersi l'articolo di oggi di Beppe d'Avanzo e Carlo Bonini su Repubblica, che tra l'altro confermano la bufala della "rivendicazione" sul sito arabo. Qui su Sedna lo si sapeva già da ieri, comunque.

11 giugno 2004

Uno spot da nove milioni di dollari

Finalmente sappiamo quanto è costato il gigantesco spot elettorale del Governo con il finto rilascio dei tre italiani: nove milioni di dollari, pagati come riscatto ai "rapitori", come racconta Gino Strada.



Le informazioni ufficiali dicono che non c'è stato nessun ferito e nessuno spargimento di sangue, il che è vero, proprio perché non c'è stato alcun blitz, ma solo una messa in scena organizzata nella settimana precedenti alle elezioni Europee, come già accadde per la soldatessa americana qualche mese fa. Una liberazione dove non è stato arrestato nessuno dei presunti "rapitori", poiché gli stessi se n'erano andati già da un bel pezzo. Tanto è vero che adesso stanno spremendo i tre ragazzi affinché riescano a dare qualche identikit degli irakeni che li tenevano prigionieri.



Ciliegina sulla torta: la presunta rivendicazione trovata già pronta per l'uccisione degli ostaggi. Firmata dalla "Brigata Al Quds", è stata pubblicata dal sito Ansar Al Islam, "che era stato oscurato dopo la decapitazione dell'ostaggio americano Nick Berg". Ossia, è stata trovata su un sito che è sotto il controllo delle autorità informatiche americane, che se ne impossessata dopo l'uccisione del povero Nick Berg, e sul quale i "terroristi" non hanno ovviamente più accesso.



Brutte storie, insomma: la prossima settimana si parla del povero Nick Berg. Buon fine settimana!

09 giugno 2004

Bambini spioni!

Avete mai provato a rivelare un segreto ad un bambino dicendogli di stare zitto e di non rivelare il segreto a nessuno, poiché si tratta di una sorpresa? Si rischia di fare delle gran brutte figure e rovinare le sorpresone agli elettori, eh!

08 giugno 2004

Reality spot: i tre "prigionieri" escono dalla Suite

Et voila! Eccovi servito l'ultimo mega spot elettorale del Berlusca: la "liberazione" dei tre prigionieri. L'ultimo impegno televisivo dei tre ragazzotti era stato quello della ripresa video dell'ultimo "appello" per il 2 Giugno, quello maldestramente montato, nel quale per errore si sentivano pure le voci italiane dei probabili tecnici di Mediaset che riprendevano la scena. Ma assai probabilmente da diversi giorni i tre mercenari italiani stavano a riposarsi in una suite di qualche albergo a Bagdad in attesa dell'uscita pre-elettorale al momento giusto.



Il reality spot ora è giunto alle sue fasi conclusive: ci aspetta soltanto il gran finale, quello che vedremo ossessivamente trasmesso e replicato nei tg del fine settimana con Berlusconi che abbraccia i tre mercenari sul palco del comizio di Forza Italia, le mamme che piangono (esclusa quella troia che aveva osato lamentarsi del Governo nei giorni del "rapimento"), l'intervista con Daria Bignardi, etc.etc.



Quindi, arriverà il momento della democrazia: finalmente sabato e domenica potremo votare! Dall' 16488 sul telefono fisso, 48421 con un SMS, indicando la parola "Berlusconi". Un euro a voto, vietato ai minori di 18 anni.

04 giugno 2004

Due minuti e trentacinque secondi

Valeva la pena di resistere da quel 12 Agosto 1997: bisognava sopportare il più infimo brit-pop per tutto questo tempo, reggere l'onda d'urto della peggiore Mtv Generation, tenersi lo stomaco e non vomitare di fronte alle imitazioni degli Oasis, i mediocri tentativi dei ColdPlay e di mille altri, fino all'infamia tutta nostrana con le chitarre rubate e campionate da Le Vibrazioni.



Valeva la pena di vivere questi sette anni per attendere i due minuti e trentacinque minuti musicali più belli ed intensi che le nostre orecchie meritavano di sentire. Un nuovo singolo che in 2'35" dichiara tutto il suo "Irish blood, English heart", un nuovo CD con brani da fare impazzire le orecchie, concerti in tutta Europa tra cui, il 12 Giugno, a Bologna. Ladies and gentlemen: Morissey è tornato.



Il sito ufficiale con estratti video e audio



Il ritorno di Morissey