28 settembre 2004
25 settembre 2004
Qualche spiegazione da "Un ponte per"
Scrivo e riscrivo, ma non trovo il tono giusto. E allora mi incazzo e dico tutto d'un fiato: perché "Un ponte per" non chiarisce definitivamente la questione "FabrizioQuattrocchi-ValeriaCastellani-PaoloSimeone-SimonaPari-SimonaTorretta-DtsSecurity"? Aspettiamo che le ragazze tornino qui, eh? Vabbè forse è meglio, però poi...
24 settembre 2004
Fermate la guerra, che non trovo parcheggio
Bisogna avvertire gli irakeni e gli amerikani che devono temporaneamente interrompere la guerra, i bombardamenti e le decapitazioni perché ci sono questioni più importanti da affrontare. Alla redazione di La Repubblica stanno rifiutando l'aumento dei buoni pasto e i parcheggi gratuiti nella nuova sede faraonica di Largo Fochetti a Roma (a due passi dalle Terme di Caracalla, da Testaccio, dal Circo Massimo, in pieno centro storico insomma), nonché i pass per entrare in macchina al centro storico ed andare a fare shopping a Via Condotti (perché i giornalisti le interviste in centro le vanno a fare in taxi, non se n'è mai visto uno che va a farle con l'auto propria)
Il quotidiano probabilmente non uscirà domani e l'aggiornamento del sito Web è interrotto. La redazione ha dichiarato lo stato di agitazione e prepara altre durissime iniziative di protesta: quindi, signori musulmani, non fate casino oggi che i giornalisti hanno questioni più importanti alle quali pensare.
Il quotidiano probabilmente non uscirà domani e l'aggiornamento del sito Web è interrotto. La redazione ha dichiarato lo stato di agitazione e prepara altre durissime iniziative di protesta: quindi, signori musulmani, non fate casino oggi che i giornalisti hanno questioni più importanti alle quali pensare.
23 settembre 2004
Il dittatore che piace agli USA
Ha prodotto armi chimiche di distruzione di massa nell'impianto industriale e farmaceutico di Rabta. Ha fatto esplodere un Boeing 747 con 270 persone sopra Lokerbie in Scozia e un DC-10 nel Ciad. Ha finanziato per anni il terrorismo internazionale. Ha messo bombe in Francia, in Germania, in Italia. Continua ad acquistare con regolarità armi dalla Corea del Nord, il fornitore che è subentrato dopo la caduta dell'URSS. Ha ucciso e fatto sparire migliaia di oppositori interni e civili contrari alla sua dittatura. Ha tentato fino allo scorso 19 Dicembre di produrre la bomba "sporca", ossia armi nucleari per ammazzare chiunque gli fosse vicino. E' un feroce assassino senza scrupoli.Questo è l'uomo giusto che piace agli Stati Uniti ed all'Unione Europea, che piace al nostro Berlusconi e che piace anche alla unione Europea. E' quello prossimamente sui vostri schermi come esempio da imitare, quello in costume adamitico sul calendario 2005 a casa Feltri ed in DVD in regalo su Il Foglio, quello che vedremo pure da Simona Ventura la domenica pomeriggio (Forza Perugia, eh!). Quello che, per mantenere il suo potere e il suo violento regime, ha capito che bastava regalare un po' di petrolio agli americani. Adesso possiamo confermarlo: Saddam, non avevi capito proprio un cazzo.
L'ultimo report sulla violazione dei diritti umani in Libia di Amnesty International (Formato PDF)
Una notte infinita
E' apparso da poco più di un'ora un post su un forum Internet che dice, a nome della "Organizzazione Jihad Islamica", che le due volontarie italiane Simona Pari e Simona Torretta sono state uccisi dai terroristi. Si resta senza parole ovviamente sia che si tratti di un falso sia che la notizia si dimostri drammaticamente vera. Al Jazeera e l'altra TV araba filo americana, Al Arabiya, confermano la notizia del comunicato ma non possono ovviamente garantire sulla veridicità. Il nostro ministero degli Esteri e la nostra "intelligence" non hanno nessuna informazione, come non ne hanno mai avuti in questi giorni. Ma bisogna aspettare: minuti, ore, finché non arrivi una prova, una traccia, una notizia precisa che potrebbe arrivare in qualunque momento durante la notte. Che potrebbe arrivare, ma che probabilmente non arriverà.
Nei post precedenti immaginavo una dura sorte di "desaparecidos" per le due ragazze: nessuna immagine del rapimento fatto da qualche gruppo che sembra più vicino alle intelligence degli occupanti piuttosto che ai veri rapitori terroristi, nessuna notizia, nessun contatto. Un rapimento politico piuttosto che militare. Che ora qualcuno vorrebbe concludere con un messaggio e poco più. Perché la vita di due persone, per chi ha compiuto il rapimento, non vale di più.
Nei post precedenti immaginavo una dura sorte di "desaparecidos" per le due ragazze: nessuna immagine del rapimento fatto da qualche gruppo che sembra più vicino alle intelligence degli occupanti piuttosto che ai veri rapitori terroristi, nessuna notizia, nessun contatto. Un rapimento politico piuttosto che militare. Che ora qualcuno vorrebbe concludere con un messaggio e poco più. Perché la vita di due persone, per chi ha compiuto il rapimento, non vale di più.
14 settembre 2004
Lo show del ministro Frattini
Vale la pena di leggersi l'arguta e divertente riflessione, nonostante il momento drammatico, scritta da Paul Olden sul Barbiere della Sera, con le stupidaggini che sta collezionando in giro il nostro ministro Frattini nei Paesi Arabi in questi giorni.
13 settembre 2004
Nemiche combattenti per la pace
Abdul Salam al Kubeissi, docente di filosofia islamica nonché uno dei massimi esponenti del Consiglio degli ulema sunniti e grande mediatore nell'affaire degli ostaggi occidentali, compreso quello dei tre mercenari italiani rilasciati poco prima delle elezioni europee, ha raccontato oggi al TG3 RAI di aver incontrato le due ragazze di "Un ponte per Baghdad" il giorno prima che venissero rapite.Secondo il suo racconto, le ragazze erano tese e spaventate per via delle forti pressioni che stavano ricevendo da alcuni giorni da fonti "ufficiali". Non ha voluto rivelare molto di più, ma ha confermato che in Irak ormai ci sono forze che non accettano la presenza di NGO schierate contro la guerra e l'occupazione statunitense.
Alla domanda su chi avesse rapito le due ragazze italiane e i due colleghi iracheni, ha risposto: "gente dei servizi segreti, che ha l'obiettivo di mettere nell'angolo coloro che aiutano il popolo iracheno ma non accettano la presenza degli Stati Uniti in Irak".
Kubeissi conferma insomma quanto abbiamo sospettato sin dai primi momenti: per il rilascio delle ragazze bisogna bussare e a manifestare davanti alle Ambasciate Americane, ossia da coloro che al "governo iracheno" stanno dando lezioni di "democrazia", prima che l'Irak diventi la nuova Argentina dei desaparecidos.
E lo sappiamo bene: dai desaparecidos argentini alle "legali" detenzioni americane dove basta dichiarare due persone come "nemiche combattenti che arrecano grave pericolo alla sicurezza americana" (come accade per le centinaia di afghani ancora prigionieri del campo di concentramento americano a Guantanamo) la strada è molto breve. Forse troppo.
Le premesse della base
Finalmente la base elettorale della Casa della Libertà fa sentire la sua voce, e che voce!, nel dibattito sull'unità nazionale contro il terrorismo internazionale.
09 settembre 2004
Islamic Army
Il sito della sedicente "Islamic Army" dove appare quella che viene ritenuta la foto di Baldoni ucciso è stato costruito da poche ore. Basta girarci un poco sopra per trovare l'elenco delle poche directory presenti e verificare che l'home page e il resto portano la data dell'8 Settembre. E' curioso che un sito costruito alle sette del mattino sia stato segnalato dalla AdnKronos nel primo pomeriggio (agenzia che ha prontamente ri-diffuso la foto aggiungendoci sopra in grande il proprio nome, col carattere più grande di quello usato dai terroristi. Bel copyright, bella pubblicità)
Il sito e' composto da poche pagine: una home page con una animazione flash con le foto dei due reporter francesi e quella di Baldoni durante il rapimento, una pagina che riporta un paio di indirizzi email gratuiti su yahoo, dove contattare l'"organizzazione ed un'altra che porta alla cartella "France", dedicata ai due reporter francesi, dove troviamo le medesime foto prese dal filmato trasmesso in Tv. Non si vede il marchio di AlJazeera o di altri canali televisivi, e la qualità dell'immagine estratta dal video è piuttosto buona. Potrebbero essere state prese dal filmato passato alle agenzie internazionali da AlJazeera stessa.
La cartella dedicata all'Italia, "Italy", non è linkata in homepage. Ci si arriva soltanto con un po' di intuito, provando a scrivere altri nomi di nazioni dopo aver visto la presenza della cartella "France". Qui ci sono due foto, quella di Baldoni rapito e la presunta foto della sua uccisione. Se è autentica, è difficile dirlo: la posizione del volto è identica a quella del video, quasi perfettamente sovrapponibile, gli occhi ed il naso sembrano essere ritoccati con Photoshop per farli vedere meglio ma forse è solo un effetto dovuto alla bassa qualità dell'immagine stessa, il collo della maglietta non è quello che indossava nel filmato ma il terreno attorno sembra purtroppo raccogliere un corpo al suo interno. Mi piacerebbe avere a disposizione un database di foto, per cercare in giro se quel corpo appartiene a qualcun'altro e sto guardando solo un fotomontaggio. Ma non ce l'ho e temo comunque sia solo una illusione, una speranza che tuttora mi rimane in testa.
Difficile dire di più: la famiglia ha pietosamente chiesto di non mostrarla sui giornali, vera o falsa che sia. La troverete quindi, con grande probabilità, in prima pagina su Libero di Vittorio Feltri domani mattina.
Il sito e' composto da poche pagine: una home page con una animazione flash con le foto dei due reporter francesi e quella di Baldoni durante il rapimento, una pagina che riporta un paio di indirizzi email gratuiti su yahoo, dove contattare l'"organizzazione ed un'altra che porta alla cartella "France", dedicata ai due reporter francesi, dove troviamo le medesime foto prese dal filmato trasmesso in Tv. Non si vede il marchio di AlJazeera o di altri canali televisivi, e la qualità dell'immagine estratta dal video è piuttosto buona. Potrebbero essere state prese dal filmato passato alle agenzie internazionali da AlJazeera stessa.
La cartella dedicata all'Italia, "Italy", non è linkata in homepage. Ci si arriva soltanto con un po' di intuito, provando a scrivere altri nomi di nazioni dopo aver visto la presenza della cartella "France". Qui ci sono due foto, quella di Baldoni rapito e la presunta foto della sua uccisione. Se è autentica, è difficile dirlo: la posizione del volto è identica a quella del video, quasi perfettamente sovrapponibile, gli occhi ed il naso sembrano essere ritoccati con Photoshop per farli vedere meglio ma forse è solo un effetto dovuto alla bassa qualità dell'immagine stessa, il collo della maglietta non è quello che indossava nel filmato ma il terreno attorno sembra purtroppo raccogliere un corpo al suo interno. Mi piacerebbe avere a disposizione un database di foto, per cercare in giro se quel corpo appartiene a qualcun'altro e sto guardando solo un fotomontaggio. Ma non ce l'ho e temo comunque sia solo una illusione, una speranza che tuttora mi rimane in testa.
Difficile dire di più: la famiglia ha pietosamente chiesto di non mostrarla sui giornali, vera o falsa che sia. La troverete quindi, con grande probabilità, in prima pagina su Libero di Vittorio Feltri domani mattina.
07 settembre 2004
A chi fa comodo
Qualcuno, sull'onda del dolore per il rapimento e l'uccisione di Enzo Baldoni in Irak, capisce che gli torna comodo rapire dei pacifisti italiani. Non gliene frega niente di sparare a un militare americano o italiano che trucida quotidianamente la sua quota di iracheni e dorme tranquillo e beato. Il nostro "qualcuno" ha un progetto diverso, legato ai pacifisti italiani ed a ciò che rappresentano per una parte dell'opinione pubblica italiana.
Forse è italiano o forse legge i giornali italiani e conosce bene i nostri media, forse è uno che odia l'Italia o forse odia i pacifisti, forse odia gli iracheni e coloro che li aiutano.
Si informa sui nomi giusti a Baghdad. Probabilmente scorre una lista di nomi e sceglie: due donne, italiane, in un edificio con tre associazioni umanitarie zeppo di gente, facili da acchiappare e rapire come e quando gli fa comodo.
Forse è uno che ha a disposizione la lista degli italiani presenti in Irak o forse è uno che sa chi sono gli stranieri in Irak, forse è uno che si muove liberamente nella Baghdad occupata, forse è uno che odia le donne o forse è uno che odia le pacifiste.
Con la sua organizzazione, una quindicina di persone con tre macchine e delle divise militari, entra nella sede delle tre associazioni umanitarie e, siccome gli fa comodo, non spara un colpo. Dichiara di agire per conto del "governo" irakeno, da' un paio di schiaffi alle donne arabe che lavorano nell'associazione e si porta via senza troppi problemi le due italiane che non fanno alcuna resistenza.
Forse è qualcuno che non vuole fare vittime se non quelle che ha deciso di fare, forse è qualcuno ben organizzato, forse è qualcuno che può procurarsi a Baghdad divise militari ed attrezzature con facilità, forse è uno che non ha bisogno di sparare colpi per farsi valere o forse è un galantuomo.
Partono in queste ore verso l'Irak gli appelli degli imam, della comunità irachena, dell'Unione delle comunità Islamiche, dei leader palestinesi, della croce Rossa e quant'altro diretti tutti a qualche ipotetico terrostista iracheno. Ma al nostro "qualcuno" di questi appelli magari non gliene frega nulla, ma speriamo non sia così.
Forse mi sbaglio, ma forse stavolta ci vuole proprio un segnale forte, chiaro ed unitario. Non diretto a Baghdad, però. Ma forse qui, qui in Italia.
Forse è italiano o forse legge i giornali italiani e conosce bene i nostri media, forse è uno che odia l'Italia o forse odia i pacifisti, forse odia gli iracheni e coloro che li aiutano.
Si informa sui nomi giusti a Baghdad. Probabilmente scorre una lista di nomi e sceglie: due donne, italiane, in un edificio con tre associazioni umanitarie zeppo di gente, facili da acchiappare e rapire come e quando gli fa comodo.
Forse è uno che ha a disposizione la lista degli italiani presenti in Irak o forse è uno che sa chi sono gli stranieri in Irak, forse è uno che si muove liberamente nella Baghdad occupata, forse è uno che odia le donne o forse è uno che odia le pacifiste.
Con la sua organizzazione, una quindicina di persone con tre macchine e delle divise militari, entra nella sede delle tre associazioni umanitarie e, siccome gli fa comodo, non spara un colpo. Dichiara di agire per conto del "governo" irakeno, da' un paio di schiaffi alle donne arabe che lavorano nell'associazione e si porta via senza troppi problemi le due italiane che non fanno alcuna resistenza.
Forse è qualcuno che non vuole fare vittime se non quelle che ha deciso di fare, forse è qualcuno ben organizzato, forse è qualcuno che può procurarsi a Baghdad divise militari ed attrezzature con facilità, forse è uno che non ha bisogno di sparare colpi per farsi valere o forse è un galantuomo.
Partono in queste ore verso l'Irak gli appelli degli imam, della comunità irachena, dell'Unione delle comunità Islamiche, dei leader palestinesi, della croce Rossa e quant'altro diretti tutti a qualche ipotetico terrostista iracheno. Ma al nostro "qualcuno" di questi appelli magari non gliene frega nulla, ma speriamo non sia così.
Forse mi sbaglio, ma forse stavolta ci vuole proprio un segnale forte, chiaro ed unitario. Non diretto a Baghdad, però. Ma forse qui, qui in Italia.
05 settembre 2004
Il trionfo della linea dura
Qui da Sedna non li sentiamo più parlare. Giusto il più spavaldo si è fatto sentire in giro: il Vittorio Feltri che esprimeva tutta la sua felicità per il rapimento e la prevedibile uccisione di Enzo Baldoni in Irak. Ma tutti gli altri sono scomparsi, nascosti come dei vermi nella immondizia dei loro discorsi di qualche mese fa ed uniti da un patto di omertà criminale ed assassino: Giuliano Ferrara e la sua ciurma di inutili figli d'arte riciclati al giornalismo, Ernesto Galli della Loggia, Paolo Guzzanti e gli altri intellettuali di destra, i fascio-radicali di Daniele Capezzone, i neo-conservatori, i liberal e tutti gli altri. Ehi! Ragazzi del KKK nostrano, che fine avete fatto? Dove vi siete nascosti?Voi che ad ogni richiesta pacifista rispondevate con una pernacchia ed un bombardamento, voi che avete fatto le manifestazioni dell'Israele Day e dell'Usa Day e che adesso siete moralmente responsabili di decine di migliaia di morti in Irak ed in Afghanistan con le vostre armi, voi che avete gioito per i bombardamenti su Gaza, che godete per ogni volta che viene ammazzato un musulmano perché tanto è sicuramente un terrorista, che sostenete la linea dura contro l'indipendenza cecena, dove siete adesso? Proprio ora che le vostre idee trionfano e l'escalation di violenza senza più alcun limite che avete sognato con la vostra cultura assassina sta producendo i risultati che volevate non vi fate più sentire?
Che succede? Siete imbarazzati, per la prima volta nella vostra vita, delle vostre mani sporche di sangue di questi bambini ammazzati in Ossezia nella guerra che avete voluto contro i ceceni e sostenuta dai vostri giornali e dai vostri partiti, oppure siete ancora sullo yacht in Costa Smeralda e non sentite i Tg? Dove vi siete nascosti? Perché nessuno di voi parla più?
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