18 novembre 2004

Lezioni di economia da Roma

Che fate stasera sotto la Madunina che te brila de luntan? Tutti a casa a far audience al Grande Fratello? Bravi, bravi, fate il vostro dovere... che qui al Colosseo invece ci si diverte un sacco.



Concerti e presentazioni, appuntamenti in strada e nei negozi: Roma è stata coinvolta per due settimane dal ciclone MTV che, con il suo Music Award ha fatto esplodere eventi pop un po' ovunque, fino ad arrivare al concertone al Colosseo ed alla serata televisiva all'ippodromo di Tor di Valle. Roma ed MTV si vogliono molto bene da qualche anno: la voglia di stare all'aperto e la musica dei teenager si incontrano bene e non c'è occasione in cui MTV Italia non approfitti degli spazi che il Comune gli mette a disposizione. Il Comune offre tutto lo spazio che c'è e ne propone pure di nuovo, sponsorizza, spende ed incassa.



Tanti anni di buon governo cittadino, con il sindaco Rutelli e con Weltroni, hanno abituato Roma a vedere milioni di persone in strada che partecipano alle Notti Bianche, al World Gay Pride, all'estate Romana con le sue rassegne musicali, cinematografiche e culturali. Feste di quartiere e maxi-eventi del Capodanno, inaugurazioni di musei e festeggiamenti religiosi che significano gente in movimento, negozi aperti fino a tarda notte, gente che mangia e beve, organizzatori che lavorano e pagano stipendi: Roma dimostra che la cultura paga, fa felici le persone e fa muovere l'economia molto di più delle tristi strade dello shopping milanese, dove si sopravvive con gli acquisti delle veline e dei parlamentari leghisti e manco più i giapponesi vanno volentieri. E dico sul serio: una economia vera di spazi all'aperto, locali, associazioni culturali, musei temporanei, maxieventi e concertoni che poche città nel mondo possono vantare. Una macchina per l'intrattenimento che genera milioni di euro di fatturato ogni anno ed ha creato decine di migliaia di posti di lavoro fissi e stagionali.



Una capitale viva e vegeta, insomma, alla faccia di chi la vorrebbe grigia e moribonda sotto i colpi dei tagli al Bilancio comunale imposti dal governo di centro-destra. I romani ci sono abituati, dicevo: ma i duecentomila ragazzi quest'oggi saltellanti a Via dei Fori Imperiali (la Via dell'Impero nel ventennio fascista, che un deputato di AN stamattina voleva "proteggere" nei suoi gagliardi ricordi) che cantano ed applaudono davanti al palco del Colosseo per il concertone e per la serata degli Oscar di MTV strapperebbe via le budella dalla commozione a chiunque.



Per me poi, che negli anni '80 avevo gli stessi capelli e lo stesso nichilismo di Robert Smith dei The Cure, è una roba che non si descrive.

17 novembre 2004

Donne di questo mondo

A Washington Condoleeza Rice, ex consigliere di amministrazione della compagnia petrolifera Chevron, è stata nominata segretario di Stato americano. La Rice è nota per essere una delle principali sostenitrici della guerra di occupazione dell'Iraq ed è arrivata nello staff di Bush dopo molti anni all'interno della compagnia petrolifera Chevron, ora impegnata in prima linea nell'estrazione del petrolio iracheno in base alle autorizzazioni fornite dal governo americano stesso che con la guerra ha preso possesso dei territori e di tutte le risorse irachene.

Link al sito Chevron.



Contemporaneamente a Baghdad Margaret Hammas, operatrice umanitaria della associazione CARE international in Irak, è stata uccisa con un colpo di pistola alla testa dai suoi rapitori, sulla cui identità non ci sono informazioni. La Hammas viveva da trent'anni in Iraq: ha dedicato la propria vita ai poveri ed ai bambini, principali vittime delle emergenze umanitarie e delle guerre, collaborando nei progetti di Care International.

Care è una delle principali organizzazioni mondiali che lottano quotidianamente contro la fame nel mondo.

Link al sito Care International

11 novembre 2004

BlogFest

Un po' di foto dalla Festa dei Blogger di Milano della scorsa settimana con le facce più interessanti che ho beccato. Appro', le macchine fotografiche sono riuscite a catturare anche me in compagnia di Clone n.1 dalla riviera Sednagnola.

Poveri razzisti, vittime di noi democratici

E' arrivato anche su Newsweek di questi giorni il "caso Buttiglione", con parole molto dure che raccontano l'ennesima figuraccia italiana. Dalle parole razziste contro i diritti civili degli omosessuali di Rocco Buttiglione spacciate per cultura religiosa all'allucinante campagna stampa della destra che ha cercato di far passare Buttiglione per un martire cattolico attaccato dai culattoni europei, sino al dietrofront di Barroso che, per salvare la poltrona, si libera dell'estremista cattolico italiano che piaceva tanto a certe aree del Vaticano, che nel loro integralismo religioso corrono ormai su binari paralleli a quelli islamici. Una vera e propria crociata contro le libertà civili, come la definisce Newsweek.



E' di questi giorni un altro caso tutto interno al Senato italiano che mostra ulteriormente quanto sia difficile in questo momento difendere i diritti civili di tutti, anche quando non vogliono: il capo della segreteria particolare del senatore Domenico Fisichella dopo otto anni lavoro è stato licenziato in tronco perché, a sua insaputa, era stato fotografato al Gay Village di Roma ed il caso ha voluto che la foto uscisse a Luglio su "Panorama". Licenziato perché sospettato di essere omosessuale.



Il signore in questione, che lavorando dentro AN da otto anni certe idee dovrà pure averle, non si è rivolto ai sindacati per difendere i propri diritti di lavoratore o alle associazioni gay per difendere le proprie scelte sessuali ma ha preferito piuttosto tenere nascosto l'accaduto scegliendo di protestare con i suoi datori di lavoro per il fatto che non meritava il licenziamento: giurando di non essere gay, ha tirato fuori amiche e sorelle a giurare sulla sua "virile" maschilità, confermando e condividendo l'opinione che l'omosessualità possa essere causa di licenziamento da quelle parti ma che, nel suo caso, questa edificante regola "civile" non doveva essere applicata.



Veniamo ad oggi: fallita la riconciliazione coi datori di lavoro, che evidentemente non si sono fatti commuovere dalle ex-fidanzate, ad Ottobre fa una regolare causa di lavoro ricordandosi di avere dei diritti da difendere. Ne approfitta però per fare "scoppiare il caso", parlando con l'amico Daniele Scalise, uno dei pochi giornalisti di destra dichiaratamente gay che ovviamente provvede a raccontare la vicenda a modo suo dalle pagine del "Foglio": magicamente i razzisti sono quelli dell'Arcigay, i sindacati e i deputati di sinistra che non sono intervenuti per difendere i diritti del licenziato. La grancassa parte: la sinistra non difende i presunti omosessuali di destra! Razzisti, razzisti!



Verrebbe da chiedersi: ma come? Questo signore è d'accordo col licenziamento dei gay e vuole essere difeso dai gay stessi? Secondo "Il Foglio" è proprio così. Insomma: Fisichella licenzia un presunto omosessuale. Lui condivide il licenziamento per gli omosessuali ma gioca la carta delle ex-fidanzate per farsi riassumere. Fisichella non gli crede e lui si "rassegna" alla causa legale per difendere i suoi diritti di lavoratore. Chi è il razzista? La sinistra, ovviamente.

07 novembre 2004

Hic!

Il teletrasporto mi ha portato qui:

BlogFest 2004: Questo blog ci sarà!

Niente male, devo ammettere :-)

03 novembre 2004

SOS Smagliature

Certo di offrire un ottimo servizio ad una amica in difficoltà, della quale ovviamente non farò il nome (chiamiamola D.), vi linko un interessante servizio di KwSalute dedicato alle smagliature.

(Trattamento Trilix - Svariate centinaia di €)



Ops. Ve l'avevo detto di aspettare ancora cinque minuti.

La notte delle elezioni:
Il giorno dopo:

02 novembre 2004

Manca un giorno

Entro domani sapremo se Bush è riuscito di nuovo a truccare le elezioni americane e ad imporsi, come è probabile, come Presidente degli Stati Uniti.



Si vota da poche ore: 13.000 voti in Florida sono già stati annullati e dovranno essere ricontati alla maniera che si usa in Florida. In Pennsylvania agli anziani viene comunicato di andare a votare il prossimo mercoledì. In South Carolina gli afro-americani ricevono telefonate che minacciano di togliergli la carta verde se andranno a votare. Altrove vengono distribuiti volantini che spiegano che per votare è necessario presentare due foto, il libretto degli assegni, certificato di lavoro e un'autocertificazione.



Vale la pena di andarsi a leggere la lettera aperta di Michael Moore a tanti cittadini americani, per commuoversi un po' e sperare. E se le speranze non bastano, c'abbiamo pure i soldi: Kerry ha messo da parte 51 milioni di dollari per le cause legali per sostenere il probabile ri-conteggio dei voti. Non si sa mai.