23 maggio 2005

Avercela d'oro

Com'è che si dice? Ma quella lì, ce l'ha solo lei? Ce l'ha mica d'oro? Ecco, questo è un caso che conferma certe teorie.

Mi è capitato di vedere in Tv un po' di sere fa l'attrice Anna Falchi che si presentava da Chiambretti come produttrice cinematografica e presentava la sua ultima produzione. Ora, da quel che ricordavo io, Anna Falchi era una delle migliaia di attricette che, dopo i consueti cinque minuti di celebrità, erano finite nel cassonetto differenziato delle veline che nulla sanno fare e quindi rapidamente dimenticate. Una in attesa di reality-show, insomma.

Mi sono chiesto: come ha fatto a resuscitare? Chi diavolo le ha dato i soldi per produrre addirittura un film e distribuirlo nei cinema, con quello che costa? E' venuto in soccorso l'amico che si nutre di pane e Dagospia, il quale mi ha spiegato: la signorina in questione è la compagna (forse moglie, boh) dell'imprenditore che in questi giorni sta scalando il gruppo editoriale RCS-Corriere della Sera, tal Stefano Ricucci. Tutto chiaro, insomma, da dove arrivino i soldi per produrre film.

Io mi sono immaginato il sig. Ricucci mentre gliela lucida col Sidol per tenerla brillante come fosse nuova. Come scena non è niente male, la racconterò al prossimo che viene a parlarmi delle donne come soggetto debole della società moderna.

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