22 giugno 2005

La rivoluzione gaia di Judy Garland

Il 22 Giugno di trentasei anni fa moriva Judy Garland, come mi ricorda anche il blogger Tod. Judy era stata famosissima negli Stati Uniti per la sua interpretazione, da ragazzina, de "Il mago di Oz" e poi di "E' nata una stella" e per la canzone "Over the rainbow", ma qui in Italia i più la conoscono solo solo come la madre di Liza Minelli. Fu una brutta morte: suicidio con barbiturici e taglio delle vene in una casa di Chelsea a Londra.

A Judy Garland il mondo gay deve moltissimo, perché la sua morte ha scatenato una serie di eventi che hanno portato alla liberazione omosessuale che consente ora, in buona parte del pianeta, di vivere liberamente la propria vita e la propria sessualità. Sembra incredibile, ma è così. E questa è la storia.

Nel 69 in Canada l'omosessualità era già stata depennata dalla lista delle "malattie" da un anno, ma negli Stati Uniti l'argomento era ancora tabu' e i pestaggi da parte della polizia nei bar per gay erano all'ordine del giorno. Finché Judy, una sera di Giugno, decide di ammazzarsi. I gay l'adoravano come un'icona: lei, d'altronde, aveva sposato almeno cinque mariti, tutti in odore di omosessualità, e lei stessa non nascondeva (ma certo non poteva dichiarare ufficialmente) le sue amicizie lesbiche.

La salma di Judy rientrò a New York per il funerale del 27 Giugno 1969 all'Eastside, accolta da una folla di vip di Hollywood e dai suoi fans. Quei fans che al funerale si riconobbero e probabilmente si contarono: si dice che fossero almeno 15 mila gay.

La sera del 27 Giugno al principale gay bar di NewYork, lo Stonewall, ci fu la consueta retata e le solite botte della polizia. Erano ancora travolti dall'emozione del funerale di Judy Garland, quella sera, e si racconta che la canzone "Over the rainbow" suonasse di continuo allo Stonewall. Chissà; ma fu proprio quella sera che i gay ebbero uno scatto di orgoglio: per la prima volta i gay si ribellarono e cominciarono a difendersi. Anzi, ad attaccare. Riempirono di botte i poliziotti, che furono costretti a chiudersi dentro al locale in attesa dei rinforzi per evitare quello che stava per essere un vero e proprio linciaggio.

Dopo quella sera gli scontri ci furono ad ogni tentativo di retata. Ed a fine di luglio, il Fronte di Liberazione Omosessuale era stato fondato. Judy ne sarebbe stata fiera. Da quel giorno, anzi da quella notte del 28 Giugno ogni anno gli omosessuali nel mondo festeggiano la Giornata dell'Orgoglio omosessuale, con le bandiere rainbow con i colori dell'arcobaleno (con soli sei colori, da non confondere con quella pacifista).

Purtroppo quest'anno il World Gay Pride avrebbe dovuto essere celebrato in Israele a Gerusalemme, ma le minacce di morte degli integralisti ebrei agli organizzatori e le pressioni politiche contro la manifestazione sono state troppo forti, e le celebrazioni sono state annullate. Da qualche parte le botte vincono ancora.

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