28 giugno 2005

Le vittime del fuoco amico

E' difficile non associare le brevi dichiarazioni della vedova di Nicola Calipari, che chiede di accertare la verità sulla morte del marito con la ricorrenza di questi giorni della strage di Ustica.

Rosa Capipari vuole sapere perché gli americani in Iraq hanno atteso per ore il passaggio dell'automobile di Nicola Capipari con Giuliana Sgrega e poi, quando questa è arrivata, gli hanno scatenato contro un fuoco "amico" di proiettili che hanno ucciso il funzionario italiano e ferito gravemente la giornalista Sgrena appena liberata.

Venticinque anni fa, proprio in queste ore, un aereo di linea da Bologna a Palermo con a bordo 81 passeggeri veniva abbattuto a poche miglia dall'aeroporto da un missile "amico", durante una azione di guerra sulla quale non è mai stata accertata definitivamente la verità.

Molto è stato ricostruito: l'aereo è stato abbattuto da un missile lanciato durante una azione di guerra insabbiata da anni di depistaggi, cancellazioni maldestre di tracce radar, misteriosi suicidi e "incidenti" mortali per i testimoni dell'epoca. Molto è stato ricomposto con un paziente lavoro giudiziario del giudice Priore che ha chiarito con certezza l'accaduto e le dinamiche, senza però poter accertare con esattezza da chi fu lanciato quel missile.

C'erano in quel momento navi ed aerei americani, francesi ed inglesi sui cieli della Sicilia. C'erano aerei libici che, sorvolando la Sicilia con la copertura dello Stato italiano per andare a fare esercitazioni in Yugoslavia, furono anch'essi abbattuti e, almeno in un caso, ritrovati distrutti sulle montagne siciliane calabresi nei giorni successivi. C'era, anzi avrebbe dovuto esserci, anche il leader libico Gheddafi a bordo di un aereo che lo portava ad un congresso nel nord Europa, anche lui su una tratta non autorizzata dalla Nato ma "consentita" dagli amici italiani.

C'era sicuramente un aereo con 81 passeggeri che fu autorizzato a passare di lì proprio in quel momento dall'Aviazione italiana, che fu visto dai radar di tutti (italiani, francesi, americani, inglesi) e che nonostante questo fu colpito da un missile e non fu soccorso da nessuna delle tanti navi presenti in quel momento, sebbene ci fosse la possibilità di trovare dei sopravvissuti.

Fuoco "amico" e fuoco "punitivo" (in stile mafioso) si incontrano spesso nei rapporti tra Italia e Stati Uniti: la vicenda Capipari non è stata certo la prima.

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