13 giugno 2005

Pierferdinando e gli altri vincitori

Niente quorum: i referendum sono andati male. La maggioranza degli italiani, ancora una volta, dimostra di fregarsene altamente delle malattie altrui, delle coppie sterili e del futuro della scienza. Più in generale, se ce n'era bisogno, abbiamo l'ennesima conferma che in questo paese il qualunquismo è l'unica maniera di vivere che la maggior parte dei cittadini conosce. Gente che ha dimostrato, ancora una volta, che non è in grado di capire cosa significhi il diritto di voto e di partecipazione alla vita politica della comunità nella quale vivono. Uno spettacolo misero e vergognoso, in particolare per quelle donne, che a conti fatti risulteranno essere almeno 17 milioni, che non sono andate a votare: parafrasando un vecchio slogan, "l'utero era vostro e avreste dovuto gestirvelo voi".

Questa gente si merita il carro dei vincitori di questo referendum: la nuova Democrazia Cristiana ed il suo leader Pierferdinando Casini che, insultando il Parlamento e le istituzioni del quale era simbolo istituzionale, ha invitato i cittadini a non andare a votare come in una repubblica delle banane e si è definitivamente lanciato nella campagna elettorale per le prossime elezioni politiche, in attesa della completa dissoluzione dell'elettorato di Forza Italia e con la prossima abdicazione di Re Silvio.

L'altro vincitore è il demitiano Francesco Rutelli che, rinnegando 25 anni di carriera politica democratica e referendaria, ha dimostrato agli amici e prossimi alleati dell'UDC che anche lui è pronto a vendersi tutta la sua dignità in cambio di un piatto di minestra nella nuova Democrazia Cristiana governativa nella quale, con il piede sbagliato, sta tentando di salire frettolosamente anche Gianfranco Fini.

Sul carro dei vincitori, in prima fila, ci sono anche i baroni universitari e i primari delle cliniche private cattoliche, quelli che prendevano e prenderanno ancora la maggior parte della torta dei finanziamenti pubblici per la ricerca scientifica. Quelli che ora sono più forti nella loro battaglia contro la Sanità pubblica ed a favore delle proprie cliniche private. Quelli che per ogni gravidanza difficile indirizzeranno le donne verso quel centro privato a Lugano, a Parigi o a Londra dove, guarda caso, faranno qualche consulenza in nero.

Ha vinto l'Italia dei cittadini idioti e dei malandrini che li manovrano come pupazzi. E abbiamo perso noi, ancora una volta.

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