29 marzo 2005

Da Roma a Madrid in metropolitana

Da qualche tempo, se si è un po' fortunati, la linea rossa della metro di Roma offre la possibilità di fare un trip istantaneo verso Madrid in pochi minuti. Ecco come accade: voi attendete la solita metro stracolma di gente con le consuete vetture arancioni distrutte da quegli infelici dei writers, che so, a Piazzale Flaminio ed invece vedete arrivare un treno misterioso, bianco e candido come un giglio, semivuoto e profumato di nuovo.

Ci salite sopra e gli occhi vi confermeranno che siete in un universo parallelo: seggiole e corrimano sembrano usciti da una puntata di Star Trek, con la loro forma così moderna. Pareti pulite: nessuna traccia dei tipici graffiti affettuosamente dedicati a Totti ebbreo demmerda. Non siamo già più a Roma, questo pare chiaro. L'unica presenza inquietante sono i monitor accesi ed appesi a decine in tutte le vetture , segno tangibile del gate verso un universo parallelo distante da quello romano, che ripetono ossessivamente le stesse immagini per tutto il tragitto. Uno spot di trenta secondi dove un uomo corre per le strade con un giornale in mano. "Atico con vistas al retiro", dice l'inserzione che si legge sulla rivista, e dalle scene si capisce che la città è Madrid. Ecco la sorpresa: siete entrati, non si capisce bene quando, in uno StarGate, un buco nero che vi ha trasportato istantaneamente nella Metropolitana di Madrid. La conferma arriva se cominciate a guardarvi con attenzione all'interno della struttura iperspaziale travestita da metropolitana. Tutte le scritte, le segnalazioni, i marchi di fabbrica sono in perfetto castellano.

Questo trip a Madrid è una sorpresa che la metro di Roma regala a pochi fortunati. Leggende metropolitane narrano già di alcuni passeggeri che, di comune accordo, sono scesi tutti insieme alla fermata "Spagna" per andarsi a rimpinzare di tapas a Plaza Major e a farsi un giretto al museo del Prado, per poi rientrare in vettura e scoprire che il tempo non era mai passato. Ma appunto, trattasi di leggenda.

25 marzo 2005

Quarantanove a quarantasei

L'ultimo "segretissimo" sondaggio di queste ore sulle elezioni regionali nel Lazio da' come vincente il gerarca Storace con un bel 49 % dei voti. Il Marrazzo sta messo assai male: certo che se avesse fatto una qualsivoglia campagna elettorale qualcuno magari l'avrebbe visto e forse, ma dico forse, pure votato.

22 marzo 2005

Però non ti voto

Sono proprio contento di poter non-votare quella stronza della Mussolini alle elezioni regionali nel Lazio, ecco.

Bang bang: il nuovo sport pacifista

Anche ieri, come accade con costante frequenza negli Stati Uniti, un ragazzo americano ha preso un bel fucile ed è andato a scuola con l'intenzione di usarlo contro un po' dei suoi compagni di classe. E' stato un successone: ha fatto fuori otto compagni di classe, una insegnante e per concludere la giornata s'è sparato pure lui.

Dunque: visto che almeno trent'anni di pacifismo, di lotta contro le armi libere, di film, di dibattiti, di appelli, di comitati dei sopravvissuti e dei parenti delle vittime non sono serviti assolutamente a nulla, non sarà il caso di cambiare strategia?

Questa la mia proposta: l'uso di armi nelle scuole, nei supermercati, negli uffici pubblici e nei tribunali lo facciamo diventare il grande sport nazionale americano. Fanculo il baseball e il Superbowl: ogni americano col suo bel fucile in mano spara contro tutti gl altri, con tanto di classifiche, reality show e competizioni nazionali. Se la media aritmetica rimane quella di 1 a 10 (ogni cojone USA ne ammazza altri 10), diciamo che nel giro di un due-tre settimane ci ritroviamo una America tranquilla composta da una trentina di milioni di persone, non di più.

Un 30milioni di persone che, magari, tra uno schizzo di sangue e l'altro avranno trovato pure il tempo di rimettere in funzione il cervello ed avranno capito che forse è il caso di smetterla di spararsi addosso come cani. Finalmente qualcuno che crede nei valori del pacifismo anche negli Stati Uniti, insomma. Una specie di miracolo.

Vi piace come soluzione, eh?

13 marzo 2005

Pagherete tutto pagherete caro

Ultimamente sono circondato da amici e amiche che si dedicano a questa orribile attività di riproduzione cellulare di esserini viventi e mangianti. Stefania l'ha fatto 20 mesi fa, Cinzia lo sta covando nella panza, l'altro c'è riuscito la scorsa estate, fino ad arrivare a quel fetente di Enrico che non ci crede nessuno.

Sappiate che passerete i vostri prossimi giorni a pagarla cara. Le spese per l'asilo nido e i vestitini celestini ini ini, le scarpette Nike for Kids a 250 euro, i pennarelli per le elementari, le vaccinazioni a otto anni, i libri delle medie, gli spinelli di nascosto delle medie, il motorino a quattordici anni, la macchinetta a sedici, la Smart a 18, l'università a 21, la bustarella all'assessore a 28 per farlo lavorare, etc.etc.etc.

Io, mentre voi starete con gli occhi strabuzzati sull'estratto conto, io con quegli stessi denari andrò in vacanza. Londra, a New York, a Pechino, a Oslo, nella Nuova Guinea e a Il Cairo. Quest'estate io in Patagonia per 20 giorni, per esempio. E voi?

07 marzo 2005

Ah, saperlo prima!

Io non ne conoscevo l'esistenza, ma pare che vadano di gran moda di questi tempi i cellulari spia. Basta lasciarli inavvertitamente su una scrivania dove è in corso una riunione o regalarli all'ignara vittima che volete spiare per avere 24 ore su 24 una radiocronaca di tutto quello che accade. Conversazioni ed orgasmi adulterini, per esempio. Mica male!

Io sono rimasto affascinato dallo slogan di uno dei siti che vende questi apparecchi, che mi sembra eccezionale: "Proteggi tuo figlio dalla droga e dalle cattive compagnie con i nostri cellulari spia". No dico, come possiamo farne a meno?

Il cellulare-spia

05 marzo 2005

La Sgrena e' viva, gli americani sbagliano mira.

Ogni tanto qualche errore capita. Quello fatto ieri dalle truppe americane è piuttosto grave, perché ha fatto trapelare qualche briciola di verità su quanto accade in Iraq: le truppe americane uccidono quotidianamente centinaia di iracheni che non obbediscono al regime di terrore instaurato dai marines e dagli altri occupanti internazionali. E questa è roba che non bisogna far sapere in giro.

Giuliana Sgrena questa mattina ha già raccontato, su RaiNews 24 ed altrove, quanto è successo: nessuna alta velocità, tenendo conto della strada particolare che stavano attraversando. Non c'è stato nessuno sparo in aria. Nessuna segnalazione di stop, perché non ce c'è stato il tempo. Lei stava parlando con l'agente del Sismi quando è partita la raffica di fuoco assassino, senza alcun motivo. L'agente si è accasciato su di lei per difenderla dal fuoco di mitragliatrici in grado di sparare mille colpi al minuto.

Anche quando l'autista dell'auto, come racconta Giuliana, ha cominciato a gridare che erano italiani il fuoco non si è interrotto. Ho proseguito, per la gioia di coloro che sfoggiano la loro bandiera americana come simbolo di libertà e democrazia, una bandiera che dice: "Dio salvi l'America e fulmini tutti gli altri, senza pietà".

L'unico errore americano è stato quello di lasciare Giuliana Sgrena viva ed in grado di raccontare cos'è successo. Le decine di migliaia di persone massacrate a Falluya dagli americani, per esempio, ora riposano in qualche fossa comune e non racconteranno ne' ora ne' mai quanto è successo in quella città. Inutile tentare di intervistare i sopravvissuti, come anche Giuliana aveva tentato di fare.

Anche in questo caso si poteva fare una bella operazione all'americana o alla berlusconiana. "Il Sismi ha cercato di liberare Giuliana Sgrena ma i feroci iracheni li hanno sterminati tutti sull'autostrada". Un bel lieto fine, che faceva contenti tutti, da Bush a Berlusconi. Purtroppo per loro Giuliana è ancora viva (se nell'ospedale militare romano dove la stanno operando stamattina non le fanno qualche "scherzetto"), insieme agli altri due agenti del Sismi che erano con lei, ma quelli non contano perché parlano solo quando devono.

La morte delle vittime è l'unica garanzia per gli americani di restare impuniti per i loro feroci crimini. E per consentire alla stampa internazionale di continuare a raccontare quelle menzogne che leggiamo tutti i giorni, dalle finte elezioni democratiche alla finta liberazione di un popolo con le bombe intelligenti. Quindi: scusateci per l'errore, purtroppo la Sgrena non l'abbiamo ammazzata.

04 marzo 2005

Sciabàtt

Dunque: la settimana è stata una durissima concatenazione di ore lavorative, viaggi e presentazioni che non ve la racconto neppure. Sono distrutto e non ho trovato manco il tempo x scrivere due cazzate per il blog. Quindi vi avverto che per tutto il weekend:
- non andrò a Rimini dal mio amore;
- non passerò l'aspirapolvere a casa;
- non toglierò le cacchine dalla sabbietta di Càmila;
- non andrò alla posta a pagare il condominiò;
- non farò la spesa al mercato di frutta fresca;
- non andrò al supermercato per la spesa settimanale;
- non mi recerò a pranzo da mammà;
- non andrò al cinema con Dolcelula;
- non sgambetterò al Circolo degli Artisti;
- non applaudirò la vittoria di Renga a Sanremo e/o fischierò quella di Totocotugno.

Mi nutrirò solo di mozzarella di bufala e confezioni di Danette Danone or ora acquistate. Se avessi pure lo schiavo palestinese che fa tutto al posto mio sarebbe uno Shabbat perfetto, ma non ce l'ho e quindi mi accontento di sciabàttare a modo mio. Ah, il weekend!

P.S. Tutto il tempo libero, a parte le ore di sonno, le dedicherò a saltellare di gioia per la liberazione di Giuliana Sgrena :-)
P.S. 2 Gli Americani sono degli assassini, non è una novità. Stiamo ancora aspettando che ci spieghino perché hanno ammazzato 90 persone con un missile a Ustica, non vorrette mica che spieghino perché hanno sparato ad una macchina di agenti italiani?