22 aprile 2005

La Sanità che lui ucciderà

Affidare il ministero della Sanità ad un personaggio come Francesco Storace equivale ad affidare ad un nazista assassino con un fucile in mano la gestione di una scuola elementare in Israele. Sembra pazzesco, eppure in queste ore Silvio Berlusconi ci sta seriamente pensando.
Francesco Storace, nei cinque anni di malgoverno della Regione Lazio, ha distrutto le strutture sanitarie pubbliche della Regione come nessuno mai era riuscito a fare. Vale la pena ricordare:

  • la chiusura di decine di ospedali di provincia (Viterbo, Bracciano, etc.) e lo smantellamento di interi reparti ospedalieri a vantaggio delle strutture sanitarie private a pagamento

  • il 20% in più di fondi pubblici agli ospedali privati in mano agli amici degli amici contestualmente al blocco delle assunzioni della sanità pubblica (terapia intensiva senza personale al San Camillo di Roma, per esempio)

  • le liste d'attesa più lunghe d'Italia per degenze mediche e visite ambulatoriali (a Roma centoventi giorni di attesa al San Filippo Neri per una vista cardiologia e cento per un'ecografia mammaria al San Giovanni)

  • la creazione, all'interno di ospedali pubblici, di cliniche private per 'vip' (in alcuni ospedali pubblici i pazienti, se pagano 150 euro a notte, ricevono un trattamento sanitario migliore di quello di tutti gli altri)


Francesco Storace è l'uomo che, perse le elezioni, in questi giorni ha fatto nominare in tutta fretta 13 nuovi alti dirigenti con stipendi da 250mila euro l'anno nell'ospedale romano S. Camillo-Forlanini affidandogli reparti inesistenti nell'ospedale stesso. Tutto questo tramite Domenico Alessio, un suo luogotenente che pur non essendo ne' medico ne' manager capace di gestire aziende è stato comunque piazzato da Storace a dirigere l'ospedale. Quello stesso ospedale per il quale erano stati stanziati dalla precedente giunta ben 1400 miliardi di lire per l'edilizia ospedaliera, denari per i quali non si riesce a sapere dove sono finiti.

Un uomo pericoloso per la Sanità Pubblica italiana è il Ministro che potrebbe arrivare, poiché non è il generico incompetente del centro destra, ma piuttosto qualcuno che ha l'obiettivo (purtroppo già raggiunto nel Lazio) di distruggere la sanità pubblica, di raderla al suolo senza pietà.

Tanto poi Bossi & company vanno in Svizzera a curarsi, mica son coglioni come noi che andiamo al Policlinico cittadino.

19 aprile 2005

Simbolicamente parlando

Non si sceglie un nome come Benedetto XVI senza un riferimento preciso con la storia del predecessore, in questo caso il genovese Benedetto XV. Si da il caso però che questo Papa, in carica negli anni della prima guerra mondiale, ha fatto ben poco di significativo e non se lo ricordava nessuno, se non Ratzinger. Io provo però a fare qualche ipotesi sul nome scelto e su quello che ci aspetta:

Benedetto XV, papa dal 1914 al 1922 aveva cercato di riportare la pace all'interno della Chiesa dopo la crisi del "modernismo", il tentativo filosofico e religioso di attualizzare il messaggio cristiano affossato a bastonate dal Papa precedente.

Come Benedetto XVI il feroce Ratzinger vuole riportare la pace all'interno della Chiesa tra conservatori e progressisti, che sembra essere il vero grande problema interno al clero. Conosce nomi e cognomi dei progressisti presenti e li sistema lui per le feste.

Benedetto XV ha tentato di ristabilire il primato della Chiesa al di sopra degli Stati nazionali che si stavano scannando con la prima guerra mondiale, ma fu preso a pernacchie e cacciato dalla conferenza di pace.

Quindi il parruccato Ratzinger vuole tentare di ristabilire il primato della Chiesa al di sopra degli stati nazionali che si scontrano nella guerra occidentale contro i paesi arabi. Sarà preso a pernacchie da Bush, Bin Laden e tutta l'allegra comitiva.

Benedetto XV ha autorizzato la nascita del Partito Popolare, ossia i cattolici nella politica italiana, con l'obiettivo di imporre le posizioni cattoliche nella politica e con i risultati che abbiamo visto con la DC.

Benedetto XVI come primo passo invita a cena Pierferdinando Casini, Marco Follini, Francesco Rutelli, Massimo Cacciari per convincerli a rifare la DC. Con sede provvisoria presso il Comune di Venezia, già resosi disponibile.

Benedetto XV ha proposto trattati di pace agli Stati nazionali, ha scritto accordi, convenzioni, aperto ambasciate, ha tentato disperatamente di riportare in auge la Chiesa cattolica infilandosi nelle leggi e nelle costituzioni altrui.

Benedetto XVI continuerà a fare, ma pure peggio, quello che già faceva finora. Ma non come negli ultimi 10 anni passati a fare il ghostwriter a quel polacco rimbecillito, ma stavolta comanda lui. E son cazzi amari per tutti.

Disordinati!

Ecco qua le opinioni di Benedetto XVI sulle unioni omosessuali. Tanto per ricordarcelo da subito.

Considerazioni sulle disordinate unioni omosessuali

14 aprile 2005

Robe mai viste

L'UDC minaccia di abbandonare le poltrone al Governo. Meno di un mese fa la minaccia di dimissioni era arrivata da Calderoli che, giurin giurello, assicurava dell'irrevocabilità delle dimissioni. Ovviamente sta ancora là.

Questo governo, insomma, va avanti da quattro anni a forza di dimissioni annunciate e mai confermate. L'UDC esce? Robe mai viste.

13 aprile 2005

Il ritorno della new economy

Mi ero ripromesso di non scrivere più nulla sull'argomento "Internet e dintorni", perché l'argomento mi provoca conati di vomito, forse anche a causa dei mesi di mobbing e schifezze varie che ho dovuto mandar giù nella fu Kataweb. L'intenzione sarebbe di scrivere una robbona bella tosta sulle cazzate che leggo in giro relative al presunto rilancio dell'e-commerce, della e-economy e tutte queste cagate. Però, visto che il solo ricordarmi la brutta esperienza sopraccitata mi fa rivoltare la bile ora come allora, sintetizzo il tutto con un paio di frasi e chiudo la questione.

Sinteticamente: cerchiamo di non farci prendere per i fondelli dagli articoli giornalistici che narrano di un presunto rilancio dell'e-commerce. Le aziende hanno semplicemente scoperto come fregare gli utenti online proponendogli prodotti a finti low cost, vendendo servizi a prezzi virtualmente stracciati ma a prezzo pieno nella fattura finale, facendo insomma tutti quei giochetti commerciali che a breve termine aumentano il fatturato e fanno notizia. Non comprate azioni Internet quindi. Fidatevi delle cose sicure, che so, delle cose che mangiamo. Boh, il latte, il pane, la pizza col pomodoro....... Cirio, Parmalat, cose così insomma.

06 aprile 2005

Aveva ragione Tremaglia

Uno zero virgola qualche cosa laggiù, un Ranieri in meno lassù, e le peggiori paure di Buttiglione & Tremaglia cominciano ad avverarsi.

Non è ancora una maggioranza ma la potente lobby è sulla buona strada. E ora si punta in alto: il 18 Aprile si aprono le candidature per la presidenza di un altro staterello piccolo piccolo ma tanto importante, dove i culattoni sono sicuramente già in maggioranza. Tremate, gente!

04 aprile 2005

Due o tre cose che direi sul Papa

Siamo tutti commossi per la morte del Papa della chiesa cattolica romana: con una Tv che su tutte le frequenze nazionali ed internazionali trasmette da giorni la stesse immagini di disperazione dal Vaticano, con i giornali che fanno pubblicazioni monotematiche con la stessa notizia su pagine e pagine, nessuno può essere messo in grado di provare sensazioni diverse da quelle della tristezza nelle sue varie tonalità che il grande fratello mediatico ci propone e ci impone. "Un grande Papa", "un grande politico", etc.etc.; quando parlano certe voci così forti e potenti il nostro cervello come può non essere d'accordo?

In un mondo migliore, però, non dominato dalla dittatura mediatica che decide cosa dobbiamo pensare e dobbiamo vivere in ogni momento della giornata, in una democrazia - quella della Polis greca, non quella della FoxNews americana - ci dovrebbe essere anche qualche spazio di riflessione, di libertà di opinione, che in queste ore ancora sta mancando. Quello spazio in cui, dopo i ricordi sulla grande vita del grande Papa che tante cose grandi ha fatto, arriva un po' di silenzio e si dice: "c'è qualcuno che vuole dire qualcosa?". Ecco, in questo momento qui io alzerei la mano e direi.

Direi che ho visto milioni di bambini morire di fame in Africa per via di un controllo delle nascite che la Chiesa cattolica romana e questo Papa hanno impedito con tutte le loro energie. Bambini fatti nascere e fatti morire nel nome di un sedicente Cristo che proibirebbe l'uso di anticoncezionali.

Direi che ho visto una campagna assassina contro l'uso del preservativo condotta da questo Papa che ha provocato centinaia di migliaia di morti di Aids fra gli eterosessuali, perché per fortuna i gay non si sono fatti fregare e il preservativo l'hanno usato lo stesso. Ma le prostitute brasiliane sono tanto cattoliche, come i mariti italiani che le frequentano, ed al Grande Papa gli hanno creduto.

Direi che ho visto la Chiesa cattolica romana degli Stati Uniti travolta fino alla bancarotta dagli scandali di pedofilia con centinaia tra vescovi e preti sotto processo, e ho visto questo Papa che insabbiava scandalosamente tutta la vicenda, perché tanto c'è quella di Michael Jackson a fare ascolto in Tv.

Direi che gli ho visto fare anche un sacco di brutte cose insomma, che nessuno ora pare ricordare. Ma state tranquilli: la mano non me la fa alzare nessuno. E ora silenzio, la TV dice che è giornata di lutto nazionale.