Se non fosse per l'immunità istituzionale dei capi di Stato, come papa Ratzinger è attualmente per lo Stato pontificio, in questi giorni il sig. Ratzinger sarebbe incriminato per complicità in reati di pedofilia.
Questi i fatti: come sapete, la Chiesa cattolica negli Stati Uniti è stata travolta negli ultimi tre anni da una lista infinita di denuncie e processi per abusi sessuali fatti da preti, vescovi e quant'altro a danni di minori. Una situazione che ha portato le Chiese cattoliche americane alla bancarotta per i continui risarcimenti danni in tribunale ed extra-giudiziali, nello stile di Michael Jackson per capirci.
Nei vari processi, è saltata fuori una lettera: una lettera del cardinale Ratzinger scritta come capo della Congregazione per la dottrina della fede e diretta al clero che, nel 18 Maggio 2001, avverte che i casi gravi di violenza sessuale su minori che coinvolgono la Chiesa debbano rimanere segreti all'interno della Chiesa stessa ("segreto pontificio") e da questa giudicati.
Questo, secondo l'avvocato dell'accusa Daniel Shea che difende tre bambini vittime dei preti, è chiaramente una indicazione di conoscenza da parte del Vaticano di quanto accadeva in Chiesa negli Stati Uniti ma anche la esplicita indicazione di Ratzinger in particolare di coprire con omertà i reati dei preti, impedendo alla giustizia (quella reale, non quella "vaticana") di intervenire.
Complicità, insomma. Un reato bello grosso. Per il quale il sig. Ratzinger è stato citato in giudizio in uno dei processi americani. Ovviamente, senza nessuna speranza: l'ambasciata vaticana a Washington, già il 20 maggio ha inviato un memo al governo USA ricordando che il Papa è soggetto ad immunità come capo di Stato e che quindi, ad appena un mese dalla sua nomina, l'ex cardinale Ratzinger non può più essere processato.
Nei suoi primi trenta giorni di pontificato, insomma, il sig. Ratzinger ha pensato bene di pulirsi la coscienza e la fedina penale a colpi di immunità. Sembra Berlusconi, non è vero?
Fonti:
http://www.signonsandiego.com/news/world/20050816-1726-vatican-popesued.html
http://www.anticlericale.net/modules.php?name=News&file=article&sid=399
http://ahimsa.splinder.com/post/5493714
31 agosto 2005
30 agosto 2005
Tante grazie a New Orleans
In queste ore gli stati della Florida, Louisiana, Alabama e Mississippi, facenti parte degli Stati Uniti d'America, stanno subendo i danni di uno dei peggiori uragani di questi ultimi anni, l'uragano "Katrina". Si parla di almeno una settantina di morti e di danni per milioni di dollari.
Sembra uno scherzo cinico del destino: gli USA sono i principali inquinatori del pianeta. Sono i principali nemici dell'ambientalismo e della tutela della natura in tutte le sedi internazionali ed istituzionali, dall'ONU in poi, fino al trattato di Kyoto.
Gli scienziati statunitensi, quelli che fanno ricerca grazie unicamente ai finanziamenti delle industrie americane private, concordano da anni nel dichiarare che lo sconvolgimento del clima del pianeta non dipende dall'inquinamento delle industrie americane stesse. Ci sarebbero gli scienziati non-statunitensi, quelli che lavorano nel resto del mondo, che affermano esattamente il contrario. Ma i loro dati scientifici sulle riviste "internazionali", tutte americane, non arrivano.
Qui da ZonaSedna pensiamo che in questo momento a Washington sarebbe giusto se ci fossero milioni di persone a manifestare contro la politica criminale e suicida del proprio governo che se ne frega dell'ambiente della propria nazione e dell'intero pianeta e che non si preoccupa della salute dei propri cittadini. Così non è: lo spettacolo in TV è molto più piacevole con tutte quelle case allagate e quella gente immersa nel fango, che sembra di guardare una puntata dell'Isola dei Famosi o di Survivor. Nel frattempo, a Washington si festeggia: il prezzo del petrolio è salito a 70 dollari al barile; Bush e il suo governo composto dai manager delle principali industrie petrolifere americane ringraziano. Grazie, Katrina.
Sembra uno scherzo cinico del destino: gli USA sono i principali inquinatori del pianeta. Sono i principali nemici dell'ambientalismo e della tutela della natura in tutte le sedi internazionali ed istituzionali, dall'ONU in poi, fino al trattato di Kyoto.
Gli scienziati statunitensi, quelli che fanno ricerca grazie unicamente ai finanziamenti delle industrie americane private, concordano da anni nel dichiarare che lo sconvolgimento del clima del pianeta non dipende dall'inquinamento delle industrie americane stesse. Ci sarebbero gli scienziati non-statunitensi, quelli che lavorano nel resto del mondo, che affermano esattamente il contrario. Ma i loro dati scientifici sulle riviste "internazionali", tutte americane, non arrivano.
Qui da ZonaSedna pensiamo che in questo momento a Washington sarebbe giusto se ci fossero milioni di persone a manifestare contro la politica criminale e suicida del proprio governo che se ne frega dell'ambiente della propria nazione e dell'intero pianeta e che non si preoccupa della salute dei propri cittadini. Così non è: lo spettacolo in TV è molto più piacevole con tutte quelle case allagate e quella gente immersa nel fango, che sembra di guardare una puntata dell'Isola dei Famosi o di Survivor. Nel frattempo, a Washington si festeggia: il prezzo del petrolio è salito a 70 dollari al barile; Bush e il suo governo composto dai manager delle principali industrie petrolifere americane ringraziano. Grazie, Katrina.
Se mi lasci ti sputtano
Mi inquieta un po' la vicenda pettegolosa della lite tra il cantante Eros Ramazzotti e la sua ex Michelle Hunziker, famosa credo come valletta televisiva. La Michelle sulle copertine dei giornali minaccia di rivelare "il vero motivo per il quale si sono lasciati", lasciando intendere che si tratta di qualche cosa di terribile per il quale lei potrebbe addirittura negare al cantante la possibilita' di vedere la propria figlia. E lui contrattacca con la stessa moneta, ovviamente.Il fatto è che il vero motivo lo sappiamo tutti da sempre. Ad Eros le donne non sono mai piaciute molto e, per questioni di opportunità commerciale e di immagine, ha fatto con la valletta un matrimonio dal quale è saltata fuori una figlia. Non conosco personalmente il cantante, ma so che per molti degli anni del "matrimonio", più che la presentatrice Tv accanto a lui c'era lo stilista Giorgio Armani al quale, come si dice, "è unito da una lunga e profonda amicizia".
Dei due personaggi, come si può capire, me ne frega meno di niente. Però mi sembra si parli di una ex moglie che minaccia di impedire la relazione tra l'ex marito e la loro figlia perché il marito è gay o bisex. Insomma la questione mi fa venire il voltastomaco. Il cervello bruciato dalla cocaina di certi vip's gioca brutti scherzi, ultimamente: gira roba cattiva in Mediaset a Milano ultimamente, eh?
28 agosto 2005
Buenos Aires, al final.
Siamo praticamente alla fine: domenica notte si parte per l'Italia. Giusto il tempo di rimanere un ultimo weekend nella capitale argentina, ripassare davanti alla brutta Casa Rosada laddove Madonna Ciccone ha cantato affacciandosi dalla finestra come faceva pure non-mi-ricordo-chi, tanto shopping a casge (calle) Florida e Cordoba, una splendida cena al ristorante italiano migliore della citta' per ringraziare gli amici argentini che ci hanno accolto con una cordialita' ed una disponibilita' che noi pezzi-di-merda-italiani non ci ricordiamo neppure, un poco di sushi scemo nel centro commerciale di Palermo Viejo e altre passeggiate in questa citta' enorme e casinara, un misto di Napoli e Madrid, con palazzi decandenti e grattacieli lucidati.
Mi manca la mia gata che sta a Roma e mi aspetta, affidata alla preziosa custodia di Dolcelula ma l'idea di tornare a lavorare e ad indossare la faccia da cazzo che necessito per la sopravvivenza in ufficio mi fa rabbrividire.
Do cry for me, Argentina.
Mi manca la mia gata che sta a Roma e mi aspetta, affidata alla preziosa custodia di Dolcelula ma l'idea di tornare a lavorare e ad indossare la faccia da cazzo che necessito per la sopravvivenza in ufficio mi fa rabbrividire.
Do cry for me, Argentina.
25 agosto 2005
La Estrella de Argentina


Ragazzi, non ho parole per raccontarvi a sufficienza del mio viaggio in Argentina. Qualcosa ho scritto qui, qualcos'altro lo vedrete nelle foto e tutto il resto verra' raccontato a voce agli amici piu' intimi. Ma soprattutto, mai e poi mai potro' spiegarvi che cosa e' in questo paese Susana Gimenez.
Una roba che la cantante Cher e Raffaella Carra' messe insieme non rendono l'idea. Con l'Argentina finalmente dopo 37 anni di ricerca, passando maldestramente dal buddismo a induismo alle terapie alternative alla scientologia ed al modernariato, ho finalmente trovato la religione nella quale credere: la divinidad de Susana.Per leggerne un estratto della biografia, passate di qua. Qualcosa si capisce andando qui, ma vederla in televisione nel suo salotto fa parte di una esperienza trascendentale che proprio non vi riesco a raccontare.
Besos.
Ushuaia y la fin del mundo

Siamo arrivati alla fine del mondo: Ushuaia, un paradiso del Sud gelido ad un passo dall'Antartide. Un fuoco di escursioni al Canal Beagle a vedere le lontre i leoni marini e i cormorani (i pinguiuni stanno al caldo in Brasile in vacanza e tornano a settembre, sti cafoni...), visita al parco nazionale sul treno a vapore ricostruito uguale a quello dei carcerati a vita dei primi del 900, e domani sera tripudio finale con cena sulla neve trainati sulla slitta dai cani.
La citta' e' deliziosa, la gente corretta e simpatica non come quelle merdacce de El Calafate. Cibo ottimo, a parte la centolla ossia il granchio che non sa di una ceppa. Tanta stanchezza addosso e mi manca l'Italia, la gata mia e monteverde vecchio. Domenica sera si parte per Roma. Besos
23 agosto 2005
Parque Los Glaciares

I ghiacciai, era una vita che sognavo di vederne. Avevo gia' visto il ghiacciaio Vatnajokull in Islanda, ma sentivo dentro di me che non era esattamente quello che volevo (bytheway sul ghiacciaio islandese fui lasciato da solo dopo una litigata per non ricordo quale sclero altrui per la n-esima volta). Qui finalmente, grande soddisfazione: ghiacciai immensi nel loro colore azzurro (per la rifrazione della luce sotterranea che ce li fa vedere ultravioletti, ultrabianchi, insomma una roba fighissima tipo startrek) e una navigazione sui rami del lago Argentino con i blocchi di ghiaccio e gli iceberg che ti vengono incontro.
C'e' il ghiacciaio Perito Moreno, quello piu' famoso, che adesso spacca in due un ramo del lago creando un effetto incredibile, con il lago principale da una parte e, a qualche metro di distanza, il resto del braccio che ha formato un lago separato dal resto con l'acqua ad una altezza diversa dal resto. Un vaffanculo alla teoria dei vasi comunicanti, insomma.
Altro ghiaccio, boschi pietrificati in una foresta di licheni che sembra uscita da una favola dei fratelli Grimm, una guida turistica eccezionale (grazie Paula!) e la cioccolata calda piu' buona del mondo, perche' il cacao lo tostano in maniera diversa dalla nostra, lasciandogli un gusto fruttato che il nostro Nesquik non conosce.
Fa freddo, il freddo che volevo e che cercavo. Besos frios!
21 agosto 2005
Ghiacciaio Perito Moreno
Fatto: abbiamo attraversato tutta la Patagonia in autobus. Certo, le condizioni erano ottimali (Sedili di prima classe, DVD, cena a bordo e riscaldamento a palla) ma la traversata e' stata lunghissima, per 24 ore complete. Il risultato e' il ricordo di un viaggio nel deserto, dove ogni tanto una collina o un gruppo di pecore appare per farti un salutino, ma il resto rimane puro deserto.Solo nelle ultime due ore, lentamente, e' apparsa qualche traccia di ghiaccio, poi altro ghiaccio, poi qualche lago gelato, poi ancora ed ancora. E finalmente: il freddo. Montagne innevate, temperatura sotto lo zero, neve e pioggia. "El Calafate", un posto di montagna ad un passo dalle Ande e dal ghiacciaio Perito Moreno che, come nelle foto, e' enorme e di un azzurro mai visto prima. E freddo, freddissimo: il gelo arriva sul corpo e ti divora senza pieta'.
E' vero purtroppo che qui, come raccontano le guide, i negozi tendono a truffare i turisti e gli hotel pure: diciamo che la regola non si e' smentita, ma nei diari di viaggio le disavventure non facciamole entrare, no?
Besos.
19 agosto 2005
La Patagonia nuda e cruda
Bella la Patagonia. Ah, si. Pero' il deserto e' deserto. E noi ci prepariamo, tra un paio di ore, ad attraversarlo tutto. Dopo tanti voli aerei, ci aspettano una ventina di ore che da Puerto Madryn ci porteranno in pullman a El Calafate, sotto il ghiacciaio. In mezzo tante ore di strada, di deserto, di ciottoli che rimbalzano, di frenate per evitare pecore e lepri patagoniche, fango (gia' ieri ci siamo impantanati e siamo rimasti nel deserto ad aspettare i soccorsi!).La pelata n.2 e' terrorizzata, io un po' meno. Il deserto mi piace.
La peninsula Valdes

Abbiamo lasciato l'Argentina ed e' iniziato il viaggio in Patagonia. Si, perche' anche se all'interno dello stesso paese, si tratta di due territori completamente diversi. L'Argentina del Nord e' la nostra Italia, calda e sporca, caciarona e accogliente. La Patagonia invece e' la Scandinavia. Le strade sono pulite, le case ordinate, i negozi ben illuminati e tenuti in ordine.
Stamattina da Puerto Madryn per il tour che ci ha portato sulla peninsula: abbiamo visto tante, tantissime balene a distanza di pochi metri, leoni ed elefanti marini a distanza di centimetri (che occhi belli che hanno questi tesori, ne voglio uno a casa...), naturaleza e aire meravigliosi, peccato per il costante freddo e vento. La compagnia di viaggio in questo tour e' stata quella di tre ragazze giapponesi: una lavora all'Ambasciata del Giappone qui a Buenos Aires, mentre le altre due arrivavano fresche dalla terra nipponica. Conversazione un po' difficile, come potete immaginare. Siamo finiti ad elencare tutti i tipi di pesce che si puo' usare per fare il sushi.
Besos...
17 agosto 2005
Speciale Argentina
Giusto per ricordarlo ai passanti, ma nello spazio di questo blog dedicato al cazzeggio e alle cose personali, continuano i post dai piu' infimi cybercafe' dell'Argentina. Besos.
Le cascate di Iguazu'

E' fatta: l'obolo al turismo piu' commerciale e' stato pagato. Le cascate di Iguazu' sono meravigliose, impressionanti, il rio Parana' si fonde con il rio Iguazu' e ne nasce un incubo meraviglioso, in un pezzo di terra diviso da tre nazioni: Argentina, Brasile e Uruguay.
All'aeroporto e' nato subito il gruppo, improvvisato, per i tour: due valenciani, due baschi, e tre italiani. Si parte subito per la visita brasiliana, dove si vede l'intero panorama e ci si avvicina alle cascate e si gode la vista della natura subtropicale. Timbro sul passaporto, minibus che ci segue passo passo, le cascate arrivano e ti esplodono in faccia.
Stamattina la parte argentina: nelle cascate ci si entra dentro, sopra, sotto, ci si spoglia nudi e ci si bagna e si fa il giro sulle rapide, tanta acqua che non finisce mai e ti chiedi da dove cazzo arriva tutta quest'acqua, l'escursione naturalista, gli alberi del pane, i procioni (con la p, non con la effe, maliziosi!), il palmito (non mangero' mai piu' cuore di palma, ci vogliono 5 anni per far crescere una pianta' che dara' un kilo di cuore e non ricresce piu'), la naturaleza, el agua, la jente che te habla de su vida, yo que tento de explicar mi trabajo (formacion continua sobre internet?), todo me gusta muchissimo mi amor!
La gente che si incontra e' sempre piu' bella: tutti in vacanza, tutti con una gran voglia di raccontare e raccontarci, i tanti Argentini che non possono andare all'estero, quelli del Cile, gli Europei che qui si sentono una cosa sola e si sentono fiera della propria UE, e i rarissimi americani confinati in un orrendo Sheraton, un palazzone di cemento che offende il Parque de Iguazu', ma che evidentemente copre la fascia di mercato dei cojoni di turno.
Si comprano regalini, di tutti i generi, perche' in questa parte del mondo una maglietta costa 20 pesos (6 euro), una collanina 1 peso (30 centesimi) e una enorme bistecca di manzo sanguinolenta, che io ovviamente non mangio ma che pare piacere molto alla pelata n.2, sta sui 13 pesos (4 euro).
Lo sapete che gli internet cafe' hanno anche le stanzette private? Chissa' perche'. Besos.
13 agosto 2005
Humahuaca e Cafayate
Salta e' la cittadina piu' significativa del nordest dell'Argentina. In realta', e' una zona di frontiera a cavallo tra la Bolivia, il Cile ed il resto dell'America Latina. I volti della gente sono meravigliosi: sono quelli dei boliviani, degli indios, delle citta' come Humahuaca, trasformata in esempio turistico della civilta' che fu, e di quelle drammaticamente piu' povere, con i bambini che ti regalano un bigliettino di carta dove c'e' scritto il loro nome e indirizzo, "cosi' quando torni a casa mi puoi scrivere e mi mandi qualcosa che non ti serve".
Ho parlato con tanta gente di qua: tutti coscienti del loro essere un "secundo mundo" che non fa parte del nostro, quello ricco, ma neanche di quello piu' povero dell'Africa che viene raggiunto dagli aiuti umanitari. Restano qui, fieri di essere indipendenti e non una fonte di schiavi legalizzati come il Mexico per gli USA e coscienti di pagarne le conseguenze.
Sul bus che ci portava al Canyon, c'erano due ragazze israeliane in vacanza da due mesi, dopo due anni di servizio militare nell'esercito di Israele. Non sto a dilungarmi, ma mi conoscete: me le sono divorate. E' finita con un regalo: un pendaglio con l'occhio azzurro contro il malocchio, quello dei paesi arabi, che "pero' funziona anche da noi". Grazie, chicas.
Per il resto, dulce de leche a volonta'. Credo di essere ulteriormente ingrassato, ma i dolci mi fanno impazzire. Come lo shopping qui a Buenos Aires, ma ve ne raccontero' poi. Besos.
11 agosto 2005
Salta e la fila dei polli

Il viaggio continua da Salta "la linda": cittadina gradevole, di frontiera, dove e' difficile rendersi conto se ci si trova in Argentina, in Bolivia o altrove. Il territorio e' una meraviglia: gole di montagna e picchi dai colori verdi e rossi come non ne avevo mai visti, vigneti ed uliveti come se fossimo in Liguria, e tante facce simpatiche e cordiali, che ti sorridono appena ti soffermi per piu' di un secondo sul loro volto.
Facce belle e persone cortesi, ma anche le popolazioni rurali piu' povere dell'Argentina. Qui per un cretino europeo come me ogni giorno significa sentirsi ricchi: una cena completa costa 7 euro in un ristorante elegante per turisti, 25 euro una doppia in hotel tre stelle con tanto di piscina e internet gratis.
Tanti negozi, ossessivamente in ordine merceologico. C'e' la strada delle scarpe, quella degli abiti per bambini, gli elettrodomestici, etc. I prezzi sono tutti indicati in base alle rate: la stampante per il computer costa 19 pesos per 18 rate. Le scarpe Nike, nel modello fuori produzione da noi, costano tre rate da 50 pesos. Il prezzo intero, insomma, non viene esposto, perche' non se lo possono permettere.
In una fila discreta e numerosa di persone di tutte le eta' attendevano l'offerta speciale del supermercato, un pollo surgelato a 3 pesos, meno di un euro, per un massimo di due polli a testa. Mi sono sentito, giustamente, una merda.
09 agosto 2005
Argentina - El dulche de leche

Ci siamo: dopo le ultime difficolta' romane, tra cui l'esplosione dello scaldabagno di casa con relativo allagamento (se avete visto un piccolo torrente scendere giu' dalla collina del Gianicolo verso Trastevere, beh e' colpa mia), siamo partiti.
Volo di Aerolinas Argentinas da Fiumicino, tentativo fallito di farsi upgradare in business fallito miseramente, abbiamo viaggiato accanto ad un anziano docente universitario tanto tanto intelligente, ma che non chiudeva bocca un attimo. Per fortuna il dio Xanax ci e' venuto incontro: dieci gocce e via, ci siamo fatti otto ore di fila di sonno senza interruzione, tra lo stupore degli altri passeggeri. Al risveglio, freschi come due rose, ci sono stati applausi a scena aperta.
Colazione a casa di Graziela, la frociarola che ci accoglie a braccia aperte e con un enorme vasetto di dulche de leche per la colazione: una specie di caramella alpenliebe fusa in quantita' astronomiche, zucchero puro con un po' di caramello. Insieme torta al cioccolato, alla maranza (si dice cosi'?) latte e caffe'. Poi giro rapido del quartiere Palermo e subito fuga verso l'aeroporto, direzione Salta.
Ora sono a Salta: l'hotel ha un bel computer con Internet a disposizione, un giardinetto con piscina davvero grazioso, peccato che qui sia inverno e ci siano 10 gradi di temperatura. Ma le stradine polverose e caciarone sono come quelle delle fotografie. Gli argentini sono simpatici e cordiali, perlomeno fino ad ora, ma inequivocabilmente brutti. Orrendi, sembrano degli incroci venuti male tra calabresi ed indios.
Aiuto, e' arrivato il clone pelato a portarmi via dal computer. Hasta luego!
06 agosto 2005
To do list
A proposito: se avete amici israeliani, passategli questa lista. Dicono di voler a tornare a far parte delle persone civili di questo pianeta e di voler iniziare a metà mese. Io non gli credo neanche un po', però non si sa mai.
TO DO LIST - DAL 15 AGOSTO
- abbandonare i territori occupati dal 1968 della Palestina
- consentire il ritorno dei quattro milioni di rifugiati palestinesi (fonte UNRWA)
- non impedire la rinascita ufficiale della Palestina, composta dalla Striscia di Gaza, West Bank e Gerusalemme est come capitale.
- garantire una forma economica di compensazione ai palestinesi le cui terre sono state confiscate, le case distrutte, le proprietà rubate durante gli anni della occupazione.
TO DO LIST - DAL 15 AGOSTO
- abbandonare i territori occupati dal 1968 della Palestina
- consentire il ritorno dei quattro milioni di rifugiati palestinesi (fonte UNRWA)
- non impedire la rinascita ufficiale della Palestina, composta dalla Striscia di Gaza, West Bank e Gerusalemme est come capitale.
- garantire una forma economica di compensazione ai palestinesi le cui terre sono state confiscate, le case distrutte, le proprietà rubate durante gli anni della occupazione.
Vacanze in ZonaSedna
Come avrete intuito dalla scarsa attività di questi giorni dovuta al superlavoro dell'ultimora, e come avrete immaginato dal movimento sospetto di milioni di italiani con valigie, borse e zaini in spalla (no, tranquilli, non contenevano bombe!), anche qui si va in vacanza.
ZonaSedna tornerà ad essere aggiornato ad inizio Settembre con i suoi classici interventi sulle guerre globali, sui diritti civili, su Bush e Berlusconi, su Giuliano Ferrara, Feltri, Sofri e sofrini, insomma su queste braccia mancate all'agricoltura che governano l'Italia e ne dettano le linee culturali per le masse.
E' possibile però, chissà come chissà quando (chi coglie la citazione è GAY!), che nell'area di cazzeggio personale io riesca a far arrivare qualche commento dalle vacanze.
Per la cronaca ZonaSedna va in cerca di refrigerio nell'inverno dell'Argentina e della Patagonia. Si parte da Salta, a un passo dalla Bolivia, dove tenterà di convinvere personalmente i suonatori andini di cajon che gli stracciano i coglioni tutte le mattine in metropolitana a non venire in Italia.
Nella tappa successiva si andrà a timbrare il cartellino del turismo commerciale con tanto di foto ricordo alle cascate di Iguazu', bisogna per forza vedere la parte argentina e quella brasiliana, "Includiamo pure la gita alle missioni?", "No, grazie". E la bottiglietta con l'acqua della cascata sa già dove deve ficcarsela.
Quindi Buenos Aires, tentando di evitare accuratamente tutto il bricabrac del tango argentino che mi da il voltastomaco. Ma lì c'è l'amica argentina che ci dovrebbe dare le giuste informazioni.
Poi Patagonia: la ricerca dei pinguini nella penisola Valdés (che arrivano a fine Agosto ma ce ne sarà pure qualcuno in anticipo, e che diamine!) e degli altri animali, il deserto della Patagonia, la mitica Ruta 40 (tutti dicono che è mitica, quindi lo dico pure io), la neve ed i ghiacciai del Perito Moreno fino a concludere con gli zero gradi di Ushuaia, il clima ideale per ZonaSedna. Da quanto mi hanno raccontato, è un posto meraviglioso come l'Islanda con l'unico fastidio che parlano questa lingua latina che ricorda tristemente il nostro orrendo italiano. Tenterò comunque, a gesti, di farmi capire. Ma l'hispanico col cazzo che lo parlo.
ZonaSedna tornerà ad essere aggiornato ad inizio Settembre con i suoi classici interventi sulle guerre globali, sui diritti civili, su Bush e Berlusconi, su Giuliano Ferrara, Feltri, Sofri e sofrini, insomma su queste braccia mancate all'agricoltura che governano l'Italia e ne dettano le linee culturali per le masse.
E' possibile però, chissà come chissà quando (chi coglie la citazione è GAY!), che nell'area di cazzeggio personale io riesca a far arrivare qualche commento dalle vacanze.
Per la cronaca ZonaSedna va in cerca di refrigerio nell'inverno dell'Argentina e della Patagonia. Si parte da Salta, a un passo dalla Bolivia, dove tenterà di convinvere personalmente i suonatori andini di cajon che gli stracciano i coglioni tutte le mattine in metropolitana a non venire in Italia.
Nella tappa successiva si andrà a timbrare il cartellino del turismo commerciale con tanto di foto ricordo alle cascate di Iguazu', bisogna per forza vedere la parte argentina e quella brasiliana, "Includiamo pure la gita alle missioni?", "No, grazie". E la bottiglietta con l'acqua della cascata sa già dove deve ficcarsela.
Quindi Buenos Aires, tentando di evitare accuratamente tutto il bricabrac del tango argentino che mi da il voltastomaco. Ma lì c'è l'amica argentina che ci dovrebbe dare le giuste informazioni.
Poi Patagonia: la ricerca dei pinguini nella penisola Valdés (che arrivano a fine Agosto ma ce ne sarà pure qualcuno in anticipo, e che diamine!) e degli altri animali, il deserto della Patagonia, la mitica Ruta 40 (tutti dicono che è mitica, quindi lo dico pure io), la neve ed i ghiacciai del Perito Moreno fino a concludere con gli zero gradi di Ushuaia, il clima ideale per ZonaSedna. Da quanto mi hanno raccontato, è un posto meraviglioso come l'Islanda con l'unico fastidio che parlano questa lingua latina che ricorda tristemente il nostro orrendo italiano. Tenterò comunque, a gesti, di farmi capire. Ma l'hispanico col cazzo che lo parlo.
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