30 settembre 2005
Fotografie estive dall'Argentina
Cliccare qui, please.
Saverio e l'Oscar di papà
Parliamo del figlio di Maurizio Costanzo, tale Saverio. Questo Saverio si è messo in testa, un giorno, che doveva fare il regista. Lo deve aver deciso presto, dato che secondo la biografia è nato nel 1975 ed ora a 30 anni è già candidato agli Oscar.
Leggiamo la biografia: "Saverio si laurea in sociologia delle comunicazioni alla Sapienza" e a 22 anni "realizza due spot contro la droga per Fabrica e scrive la sceneggiatura del corto Il Numero e di Una famiglia per caso, telefilm prodotto da Rai Uno". Ci sono migliaia di ragazzi che studiano per anni per fare gli attori, i registi, i redattori e non riescono. Lui, senza alcuno studio o preparazione, a 22 anni scrive le sceneggiature per RaiUno? Fortunato.
Proseguiamo nella biografia: inizia finalmente a lavorare "come aiuto regista a 23 anni a New York per il regista svizzero Reiro Kaduff nel film The Business of Death". Esperienza importante e formativa? Non lo sapremo mai, perché cercando su Internet non c'è traccia di questo film e di questo regista. Sul principale database mondiale del cinema, IMDB (http://www.imdb.com/), non esistono. Ampliando la ricerca, neanche su Google si trova una traccia dell'esistenza di tal regista, citato in un festival internazionale, ad una proiezione privata, ad una pizzata tra registi svizzeri. Niente. Esiste solo nella biografia del nostro Costanzo jr. A pensare male, si potrebbe credere che questa attività lavorativa sia stata completamente inventata.
Andiamo avanti: il ragazzo "gira documentari e fa l'operatore" e poi decide di fare il grande salto. Si presenta all'Istituto Luce ed a Rai Cinema per proporgli la produzione della sua Opera Prima. Eccezionale, l'Istituto Luce: offrono un milione di euro ad uno che non ha mai studiato regia e non ha mai fatto nulla nel campo cinematografico per la produzione del film.
Il film "Private", girato in Calabria, esce addirittura nelle sale ed è ovviamente un flop. Ci sono strizzate d'occhio alle tecniche di regia di Lars Von Triers, alla nuova cinematografia israeliana fatta con videocamere amatoriali - ed economiche, non da un milione di euro - ed una spruzzata di pacifismo di maniera ma il risultato è modesto. Il pubblico non va a vederlo e la critica, per paura, tace.
Arriviamo ad oggi: sei produttori cinematografici e cinque esperti professionisti del cinema italiano selezionano le pellicole tra le quali scegliere il candidato italiano all'Oscar. Vengono ovviamente proposti titoli apprezzati da critica e pubblico: il film della Comencini, di Veronesi, di Faenza. Titoli apprezzati negli ultimi festival, ai quali si aggiunge anche il mediocre Ozpetek di "Cuore sacro", senza grosse chance, e il documentario del "figlio di", senza alcun ragionevole motivo.
Sei produttori decidono. Chissà: forse fanno il conto di quante ore di programmazione televisiva Mediaset vengono gestite da Maurizio Costanzo e da sua moglie, moltiplicano i passaggi televisivi degli attori dei propri film nei programmi di Costanzo per il prezzo dei biglietti nelle sale cinematografiche. Tirano le somme: Saverio è nato per avere successo. Saverio vincerà gli Oscar. Fanculo i registi veri.
26 settembre 2005
Lavoro e vacanza
E se questo essere vivi in funzione del lavoro che ti consente di avere i soldi per andare in vacanza non sia una forma di consumismo spinto e cretino. E' pure vero che qui non possiamo stare a casa a trastullarci con i figli e i telecomandi, siamo fatti di altra materia che necessita di stimoli mondani e mondiali, ma il dubbio rimane.
Detto questo, prossima tappa Londra. Due biglietti x il musical, perche' non bisogna mai farsi mancare nulla. Pero' poi si torna, etc.etc.
Le ipocrisie sulla cocaina
Da Kate Moss, modella di successo che in questi giorni sta subendo un vero e proprio linciaggio mediatico da parte di coloro che fino a ieri pippavano cocaina insieme a lei, fino all'attore delle telenovelas italiane (non ricordo il nome) che è appena finito in carcere perché una delle veline/letterine/puttanelline che aveva in casa è morta per una sniffata di troppo, ogni volta che si parla di cocaina scende un velo di ipocrisia che fa rabbrividire.
Drogarsi è lecito nel mondo in cui viviamo: l'illecito è quello di farsi beccare. Che si tratti di un viceministro di Forza Italia o di una attrice tettona caduta in disgrazia, non si trova nessuno disposto a parlare e a raccontare la realtà di centinaia di migliaia di italiani che consumano periodicamente, nei fine settimana o nelle grandi occasioni, la loro sbriciolata di coca con la stessa semplicità di una birra media al pub sottocasa.
Negare, negare sempre, pure l'evidenza. E poi accettare la via d'uscita che il mondo dei media ti impone: il ruolo della vittima fallita e del brutto girone della droga nel quale si era involontariamente caduti. Un po' di piagnisdei davanti alle telecamere e qualche copertina sui settimanali, una cena nella comunità di Muccioli a Capodanno, un reality-show televisivo dove pentirsi e dichiararsi pronto a "nuove sfide" (leggasi nuove pippate lontano da sguardi indiscreti) e via, tutto è passato.
Sembra facile, e forse lo è per chi vive nello show business. Ma come la mettiamo per tutti gli altri, quelli che la coca la consumano tra amici a casa il sabato sera con la pizza a domicilio e il Dvd appena noleggiato? Ne vogliamo parlare o bisogna sempre far finta di nulla?
23 settembre 2005
Storace, in diretta dal MedioEvo
Sono di ieri due notizie: la conferma, avallata dal Ministro, che al Policlinico di Milano sulle donazioni di sangue fatte al Centro Trasfusionale non vengono garantiti i controlli contro il virus Hiv e contro l'epatite e che il Policlinico ritiene di sopperire a tali controlli impedendo ai donatori gay di donare il proprio sangue, sulla base della credenza popolare e medioevale che i gay (e solo loro!) sono portatori di infezioni come l'Hiv e l'epatite.
L'altra notizia, è quella che conferma il divieto di effettuare interruzioni volontarie di gravidanza attraverso farmaci che risparmiano alle donne l'intervento chirurgico e i conseguenti dolori. Bisogna partorire ed abortire con dolore e sofferenza, così come la Bibbia un paio di millenni fa aveva stabilito.
Cosa aspettarci in futuro? Provo ad indovinare: i prossimi passi saranno il divieto dell'utilizzo di farmaci anestetici (dopo i casi siciliani) ed interventi chirurgici con bisturi non sterilizzati, così il Ministero risparmia un sacco di soldi. Peggio per voi che avete voluto ammalarvi ed operarvi. Altrimenti, l'alternativa: una bella clinica privata all'estero, di proprietà di qualche amico, dove donazioni, aborti, interventi chirurgici ed anestesie verranno fatte con le strumentazioni del 2005.
21 settembre 2005
Cinico blog
20 settembre 2005
Pacs a la page
Non ce la faccio a commentare le stronzate di Rutelli, uno che diventò segretario del Partito Radicale facendo certi servizietti a Marco Pannella e che adesso fa il vaticanense. Non riesco a dirvi fino in fondo cosa penso di Ruini e della sua organizzazione, la "Chiesa Cattolica", che - dati alla mano - risulta essere la più pericolosa organizzazione pedofila del mondo per numero di processi e di persone implicati in attività criminali a danno di minori.
Meno che mai riesco a scrivere qualche risposta sulle dichiarazioni di Ratzinger, un vecchio omosessuale che vive in Vaticano con i suoi gatti e col suo amante, il segretario bavarese biondo e palestrato che si porta in giro costantemente, e si permette di sputare sulle convivenze altrui.
Sinceramente, non ce la faccio proprio a commentare. Mi scusate, eh?
15 settembre 2005
Notte bianca con bomba
Cosa ci facevano dei carabinieri in una caserma con una bomba tra le mani? Ancora non si sa, perché l'omertà regna sovrana. "Quella bomba non è arrivata per posta", come afferma il comandante provinciale dei Carabinieri. "Non è stata lanciata dall'esterno", magari da una finestra. "Non faceva parte di esplosivo sequestrato precedentemente", dice ancora. Ed aggiunge che "era stata costruita recentemente". Una specie di indovinello che nasconde qualcosa che non vogliono dirci.
Quei motivi sul come e perché due carabinieri stessero maneggiando una bomba pericolosa in caserma, poche ore prima di un evento pubblico dove una bomba di quel genere avrebbe potuto fare una strage.
Motivi che le tante persone presenti nella caserma dei carabinieri in quel momento conoscono fin nei minimi particolari, che potrebbero spiegare cosa ci faceva una bomba nella Caserma e chi l'aveva realizzata, su perché quella bomba era pronta ad esplodere e perché quei due carabinieri, invece di chiamare gli artificieri per disinnescarla, ci stavano facendo altro. E cosa, in particolare, di altro ci stavano facendo. O ci volevano fare.
Update: vedo che anche Rita la pensa male come me, meno male che non sono l'unico matto.
Fonti:
http://www.repubblica.it/2005/i/sezioni/cronaca/caserm/ordignobellico/ordignobellico.html
http://www.comune.latina.it/news.php?id=1755
13 settembre 2005
Banana Republic
10 settembre 2005
Enrico lo sprovveduto
Ripartiamo da capo: "L'Espresso", settimanale d'opposizione al governo presieduto dal suo datore di lavoro e stampato da una casa editrice diversa e concorrente da quella del suo datore di lavoro fa un inchiestona sui raccomandati assunti a PosteItaliane, ex società pubblica ed ora interamente privata con le azioni in mano agli amici del suo datore di lavoro. Nel suddetto scoop giornalistico saltano fuori lettere, telefonate e cene di raccomandazione organizzate da Fini, Tremonti e tutti gli altri politici che fanno parte della coalizione del suo datore di lavoro.
Ora: lei, sig. Mentana, decide di fare una puntata televisiva del suo show giornalistico dedicata allo scoop dell'Espresso su PosteItaliane sulla rete televisiva di proprietà del suddetto datore di lavoro nonché capo del suddetto governo nonché azionista della suddetta azienda postale etc.etc.
Sig. Enrico, sia gentile: vuole proprio farci credere che la trasmissione non sia andata (e non andrà mai) in onda per via di qualche minuto in piu' nel programma di barzellette che precedeva il suo? Per favore, eh.
09 settembre 2005
Fazio e quello che non capisco
Sui quotidiani, da ormai un paio di settimane, la vicenda Fazio occupa costantemente la prima pagina.
Io, ad essere sincero, non l'ho seguita molto perche' mi sembrava abbastanza banale: il Governatore e' stato beccato con le mani nel sacco a gestire le sorti delle banche italiane secondo interessi personali (e quelli dei suoi amici) piuttosto che secondo i criteri istituzionali che gli competevano. Quindi, fuori Fazio e la questione finiva li'. Ingenuo che sono, eh?
Invece no: questa vicenda ha messo in movimento le fanghe piu' torbide di questa nazione. Decreti legge contro le intercettazioni telefoniche, cosi' il prossimo Fazio potra' tranquillamente farsi corrompere sul cellulare senza problemi di privacy, il sostegno della Lega contro un governatore che non gli era mai piaciuto, il soccorso di quelli che fino a pochi mesi fa proponevano Fazio come sostituto di Berlusconi alla guida del governo di centro-destra e gli attacchi di quelli che vogliono definitivamente bruciare la sua candidatura a leader della Casa delle Liberta', le telefonate che partono dal Colle e pregano Fazio di dare le dimissioni, i banchieri della Banca Centrale europea che sogghignano e non si schierano, fino ad arrivare alla discesa in campo del Vaticano che dalle pagine dell'Osservatorio Romano lo descrive come un santo.
Io non ho capito che cosa si e' smosso e quali equilibri lo scandalo Fazio e' andato a mettere in crisi, ma mi pare che qui sotto ci sia roba piu' che grossa. Se qualcuno ne ha capito piu' di me, please, lo spazio commenti e' aperto.
07 settembre 2005
Fuoriuscito da un pisciatoio londinese
Io mi rendo conto che a Londra ci sono problemi di terrorismo e di sicurezza per cui certe libertà non ci possono più essere, però vedi che succede a chiudere tutte le darkroom delle discoteche e i cessi pubblici nelle stazioni ferroviarie? Succede che poi ne salta fuori di tutto.
06 settembre 2005
Il confino che ci aspetta
Nessun reato: l'aver espresso un'opinione diversa da quella del regime bastava per essere imprigionati all'improvviso e portati con la forza in località segrete, isole deserte o località sperdute sul territorio in ostaggio della polizia locale o in veri e propri carceri privi dei propri diritti civili, senza più contatti con la propria famiglia e i propri amici.
Al confino di polizia sono finiti i più grandi intellettuali antifascisti, politici, operai, sindacalisti e omosessuali forzatamente disposti su minuscole porzioni di terra in mezzo al mare, così da separarli fisicamente, moralmente e socialmente da qualsiasi contatto con il resto del Paese. L'unica libertà che mantenevano era quella di pensare e di scrivere. Nelle privazioni del confino fascista sono nati gli scritti che hanno dato radici alla nostra Costituzione e quegli ideali che, con Ernesto Rossi e Altiero Spinelli, hanno fatto più forte negli anni l'unità europea. Carlo Levi scrisse, dal confino di Eboli, il suo romanzo "Cristo si è fermato ad Eboli".
Il governo Berlusconi, a distanza di 60 anni, ha ripristinato il medesimo provvedimento contro chi manifesta opinioni contrarie alla politica internazionale dell'attuale Governo: ieri, a Torino, nel nome di un decreto firmato dal ministro Pisanu è stato rapito in casa propria e portato via forzatamente Bouiriqi Bouchta, musulmano fondamentalista torinese, di professione macellaio, reo di avere "giustificato l'11 settembre o quanto meno di essersi rifiutato di prenderne le distanze", come dichiarato dal parlamentare Borghezio della Lega Nord che ha fortemente voluto questo brutale provvedimento.
L'uomo è stato portato via davanti agli occhi della famiglia nel cuore della notte. Agli stessi non è stata data alcuna informazione sulle sorti del proprio congiunto: si dice che sia stato obbligato al confino in Marocco, sua terra d'origine, ma non c'è nessuna notizia certa. Questo è il nostro governo, ora come allora. Un segnale gravissimo che vuole spaventare chi nella comunità musulmana manifesta idee diverse da quelle dominanti. Perché non ci siano più voci di dissenso, ma solo un pensiero unico a favore della guerra contro il mondo arabo.
Fonti:
http://www.repubblica.it/2005/h/sezioni/cronaca/allertaitalia2/imamtorino/imamtorino.html
http://www.piazzaliberazione.it/pagine/agg27-07-05/tenconi.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Confino
03 settembre 2005
Se l'ospedale di Sirchia discrimina i gay
La prima, fondamentale, è questa: il Policlinico di Milano dovrebbe controllare il sangue dei donatori in ogni sua cellula, ogni goccia, prima di utilizzarlo. Questa è l'unica regola fondamentale che sta alla base di un centro trasfusionale e che consente di tutelare la salute di chi riceve il sangue donato, non certo una selezione in base alle abitudini sessuali dei donatori.
A venticinque anni dalla scoperta del virus dell'Hiv e delle tecnologie per rilevare la sua presenza nel sangue, scartare i donatori omosessuali è un comportamento da incompetenti prima che da razzisti. Come se volessero "ridurre il rischio" alla fonte per poi risparmiarsi tutti quei controlli, costosi e complicati, sul sangue dei donatori che il Policlinico dovrebbe fare obbligatoriamente. Oppure come se volessero "risparmiare" i soldi necessari per fare i controlli sul sangue post-donazione, chissà. Quello che è sicuro che dietro a questa piccola discriminazione un qualche motivo ci sarà.
La seconda questione sulla quale riflettere è l'importanza, anche politica, del Policlinico di Milano. Non stiamo parlando di un ospedale pubblico qualunque, magari in una cittadina di provincia dove un infermiere un po' ignorante ha rifiutato la donazione di sangue ad un gay: stiamo parlando dell'ospedale dove l'ex-Ministro Girolamo Sirchia regna e governa da più di 30 anni. Stiamo parlando di una decisione discriminatoria e contraria alle leggi vigenti che ricade sulla responsabilità del Direttore del Dipartimento di Medicina Trasfusionale del Policlinico Mario Scalamogna, braccio destro dell'ex-ministro Sirchia nonché suo partner professionale da decenni in mille avventure nel mondo dell'imprenditoria medica. Stiamo parlando dell'ospedale che, durante il periodo del Ministero Sirchia, ha ricevuto quantità notevoli di denaro dal governo Berlusconi per la creazione di strutture e laboratori all'avanguardia, anche proprio per il Centro Trasfusioni fondato trent'anni fa da Sirchia stesso, più di ogni altro ospedale italiano.
Non sentite anche voi una certa puzza di bruciato?
Fonti:
La Repubblica - http://www.repubblica.it/2005/i/sezioni/cronaca/gaymi/polemiche/polemiche.html
http://nadironlus.org/modules.php?name=News&file=article&sid=829
http://medicina.unica.it/rassegna/rassegna060103.txt
02 settembre 2005
Biografia di Afef
Sta per candidarsi nell'Udeur, nelle prossime elezioni politiche. A suo modo non è una stronza e credo sia decisamente più intelligente di certa gentaccia che frequenta attualmente il nostro Parlamento. Però, perché a me tutto questo mi da comunque il mal di mare?