03 maggio 2006

Bella gente

Bella gente che c'è in giro. Bertinotti, per esempio: uno che ha fatto passare neanche 72 ore dalla risicata vittoria elettorale per cominciare subito a pretendere poltrone e ministeri peggio di un avanzo merdoso democristiano dei vecchi tempi o di un dentista leghista di fresca, freschissima memoria.

E poco cambia che al discorso di insediamento alla Camera parli di operai ed operaie: quella e' roba che conosce meglio il suo predecessore Pierferdinando Caltagirone, che quanto prendono al nero i rumeni che costruiscono i suoi palazzoni nelle borgate romane lo sa a memoria.

Bella gente pure nell'economia, dove i grandi imprenditori iniziano a far cassa e a scappare da questa Italiaccia. Tipo la famiglia Benetton, che dopo aver venduto agli spagnoli la società Autostrade si preparano a cedere la loro metà di Telecom Italia alla Mediaset di Silvio Berlusconi, che non sia mai che resta senza qualcosa da fare ora che non è più al governo.

Un'Italia massacrata da tanta bella gente che pensa solo ai cazzi propri, qualunque sia l'orientamento politico, perché la cultura di base è sempre la stessa. Un'Italia dove i coglioni rimangono quelli che hanno studiato educazione civica alle scuole medie e ci credevano sul serio: altro che un'Italia spaccata in due con venticinque mila voti di differenza. Qui c'è un plebiscito totale a favore dei paraculismo, partito unico della bella Italia.

Ed io? Brava persona pure io, che leggo dello scontro sulla legge Biagi e non so da che parte stare perché fanculo il lavoro precario e lo sfruttamento, certo, ma poi penso che il posto fisso me lo garantisce proprio quello che l'Epifani vuole buttare a mare, e se è così io con che soldi ci vado sull'Himalaya quest'estate? Eh, son cose.

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