Ieri D'Alema? Stop: dimenticato. Oggi si tifa per Napolitano. Come nel fortunato ciclo di film "Men in Black", siamo ormai abituati e rassegnati a farci formattare la memoria secondo le necessità di chi ci governa. E' un continuo blink di lampadine rosse che ci accecano e ci privano di tutto quello che ricordavamo e sulla base del quale ci facevamo delle opinioni.
Il governo Prodi nel 1996 cadeva per mano di Fausto Bertinotti e Massimo d'Alema, con una spallata pure degli ex-dc di Marini. Blink, dimenticato: Prodi li ha fatti eleggere ai massimi vertici istituzionali attuali, ne manca solo uno da piazzare e prima o poi ci si riuscirà.
Qui a Roma campeggiano i manifesti dei "Moderati per Veltroni", nuova lista capeggiata da Alberto Michelini, ex giornalista del Tg1 ma soprattutto ex-candidato di centro destra alle Regionali del 1995 dove perse per pochi voti contro Piero Badaloni, e candidato trombato alle politiche di due mesi fa in Forza Italia. Ora è nel centro-sinistra. Possibile che me ne ricordi solo io?
Il governo D'Alema due legislature fa ha garantito che nessuna legge di riassetto del sistema delle telecomunicazioni andasse a toccare gli interessi economici di Mediaset e che nessuna riforma istituzionale venisse approvata senza l'approvazione di Berlusconi. Silvio, do you remember our Bicamerale? Evidentemente no, pare che ora D'Alema sia solo un comunista che va contro gli interessi di Forza Italia. Blink!
Noi siamo qui, ridotti come dei poveri deficienti a fare il tifo ogni giorno a una persona diversa, in attesa che gli autori cambino idea, come fosse un ridicolo reality-show, e che magari trucchino il televoto. Ma nella puntata scorsa non era successo qualcosa? No, dimenticatelo.
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