31 gennaio 2006



prova

La bestia negli Oscar

Mi fa particolarmente piacere tornare sull'argomento: "La bestia nel cuore", il bel film di Cristina Comencini farà parte della cinquina dei film candidati all'Oscar come migliore film straniero.

Per chi non ha seguito la vicenda qui su Zonasedna, si ricorda che il film della Comencini era stato scartato dalla giuria di "esperti" italiani per far posto al film - che nessuno aveva mai visto - del figlio di Maurizio Costanzo, suscitando piu' di qualche malumore.

Una giuria cosi' tanto di parte e cosi' ossequiosa di fronte al potere che non si era neppure resa conto che quel film era *incandidabile*, in quanto girato in lingua diversa dall'italiano. Quindi, dopo la figuraccia e il dietrofront, si era restituito al film della Comencini la candidatura che si meritava.

Tutto e' bene quel che finisce bene.

28 gennaio 2006

Bossi e Moratti

Sarebbe carino che per una volta il cognome Bossi non fosse legato solo al malato di mente neonazista che tutti conosciamo, e che il cognome Moratti alla delinquente che ha distrutto la scuola italiana.
Io, se fossi a Milano, domani alle primarie voterei proprio Bossi Moratti.
Ma se riuscissi a rubare una seconda scheda voterei pure per Dario

25 gennaio 2006

Merda giornalistica

Visto che siamo finiti a parlare di televisione nel precedente post, con tanto di commenti inkazzati della blogstar di turno offesa nell'onore, direi di restare sull'argomento.

Ieri Fabrizio Morri, responsabile comunicazione dei DS, parlando del Tg1 ad un convegno sulla comunicazione ha detto: "Non vorrei più vedere Telegiornali di merda che nascondono la realtà oltre ad essere faziosi sicuramente".

Alzata di scudi, ovviamente: Usigrai, sindacato dei giornalisti Rai, fa fuoco e fulmini. La professionalità dei giornalisti è offesa. L'onore infangato.

A tanti come me piacerebbe però capire dove stanno questi giornalisti tanto professionisti e tanto sensibili al proprio onore quando il Tg1 ogni sera, alle ore 20.00, trasmette servizi finto-giornalistici basati su notizie false, chi è che in redazione il pomeriggio trasforma i comunicati stampa di Forza Italia in servizi di cinque minuti, chi scrive e monta il panino informativo con trenta secondi di intervento di Prodi preceduto e seguito da interventi di 3 minuti dei vari leader del Polo, dov'erano quando Daniela Tagliafico, vicedirettore, non ha retto piu' la merda che doveva mangiare tutti i giorni ed ha dato le dimissioni?

Insomma: ci sono degli alieni alla redazione del Tg1 che hanno rapito i giornalisti veri, oppure quella merda è vostra e ve ne assumete la responsabilità?

23 gennaio 2006

Arrendersi all'evidenza

Uno ci prova pure a scrivere cose intelligenti sui blog, ci si impegna e ne fa una questione di principio, e si illude che su Internet le cose siano diverse.
Poi però, passando da un link ad un altro, si finisce su un post sul Grande Fratello 6 con 656 commenti e ci si arrende all'evidenza: questa nazione e la gente che ci vive non merita di uscire dalla merda nella quale sguazza attualmente. Vi meritate un ventennio di Berlusconi, vi meritate Previti, Giuliano Ferrara, Adriano Pappalardo e Storace.

21 gennaio 2006

Blond escalation

Ale', e' fatta. Si e' visto Brokeback Mountain e le aspettative sono state tutte rispettate: il film non e' un capolavoro, ma soltanto il meno peggio tra i film dell'ultima produzione americana. Voto 6. Si piange quando si deve piangere, si ammirano i panorami e si fanno ipotesi di vacanze americane, si sogghigna quando si deve ridere, ci si strizza il cuore quando il regista ha deciso di farlo.

Nessuna variazione rispetto al racconto originale: quindi il film e' stranamente lento per essere un film americano, ma lo si regge benissimo. L'adattamento cinematografico pero' e' buono, come ben fatta e' la regia: purtroppo il film ci crolla a causa dell'interpretazione dei due protagonisti. In particolare il belloccio Jake Gyllenhaal, perfetto con il suo nasino rifatto per una festicciola a casa di Dolce & Gabbana a base di cocaina, ma improponibile come custode di pecore sulle montagne americane. Le pecore recitano decisamente meglio di lui.

L'unica parte veramente indimenticabile e' l'escalation bionda di Lureen, che parte da un nero corvino negli anni 60 fino ad approdare ad un biondo Abba alle soglie degli anni 80. Un film dentro il film, praticamente.

19 gennaio 2006

La montagna rotta nel didietro

Ci siamo: stasera nelle sale italiane arriva Brokeback Mountain, il drammone strappacore coi due pecorari (mica dei veri cowboys) che si amano tra un gregge e l'altro e si rincorrono tra mogli e città diverse.

Del film se ne parla un gran bene, ha vinto Venezia e i Golden Globe e ha grosse chance per gli Oscar: sembra tutto perfetto, insomma, ma teniamo conto del livello della cinematografia americana attualmente vicino allo zero assoluto, vale la pena di ricordarsi che l'altro "grande" film per gli Oscar è quello girato da George Clooney.

Qui stiamo organizzando la formazione per andare al cinema, che deve essere ovviamente adeguata e numerosa, temo che il gaypride ci fara' un baffo. Io sono pronto con le lacrime artificiali, perche' pare che bisogna piangere, e con le sceneggiature di Via col Vento e Titanic, per controllare quanto hanno scopiazzato.

Insomma, mi sottopongo alla prova. Ma io di uno di Taiwan che l'altro ieri aveva girato L'Incredibile Hulk non mi fido proprio.

Ben svegliato, Mr. President

Già avevo scritto in occasione del suo messaggio di fine anno di quanto il presidente Ciampi fosse incosciente delle proprie azioni e del suo effettivo operato.

In questi giorni, un'ennesima conferma: solo al termine di 15 giorni di presenza costante, in tutti i canali Rai, Mediaset e Telecom di Silvio Berlusconi, impegnato in una campagna mediatica di diffamazione contro i DS e l'Unione, il sig. Ciampi si è svegliato dal lungo sonno e si è accorto che sarebbe necessario che, "al di là di quelle che sono le norme scritte, venga rispettata in tutte le trasmissioni, e non solo in quelle che sono strettamente elettorali, ma proprio per le presenze nella varie trasmissioni di intrattenimento o di altro genere che la Rai fa" ci siano gli elementi per fare una regolare e libera campagna elettorale.

Belle parole, che un presidente capace avrebbe detto mezz'ora dopo la prima apparizione in video di Berlusconi. Ovviamente, the very late mr. President si è azzardato a dirlo solo 15 giorni dopo. Pagliaccio.

17 gennaio 2006

Il programma dell'Unione

Pare che ci siamo: è disponibile in rete la prima bozza del programma dell'Unione. Duecentosettantaquattro pagine dove si racconta di un'Italia da rimettere in piedi, una Costituzione da riparare, delle Garanzie costituzionali da recuperare, una giustizia penale da ripristinare uguale per tutti.

Ci sono tanti princìpi ed intenzioni per l'online: dall'abolizione dei certificati cartacei, all'impegno per la diffusione dell'Open Source nella P.A., all'accesso ai servizi pubblici mediante canali diversificati che passano per il web ma non solo, fino allo stimolo più volte citato per le azioni (sovvenzioni?) per la diffusione della rete su banda larga.

Ci sono i nuovi diritti da conquistare: i diritti per i cittadini stranieri, la carta dei diritti dei consumatori, e la tutela dei diritti degli animali secondo la Costituzione Europea. E c'è anche l'unione civile: basata sul modello PACS, che viene esplicitamente citato, è una unione che garantisce reciprocamente diritti e doveri e per la quale "non è dirimente il genere dei contraenti". Una brutta frase, ma significa quello che ci si aspettava.

La frase è quella scritta da Luigi Manconi: è saltata solo l'espressione "orientamento sessuale" accanto al "genere dei contraenti", ma la sostanza è identica.

Per leggerlo, dove scaricare un PDF (thanks to Gattonico) che trovate a questo indirizzo sul sito dei Giovani per l'Unione.

15 gennaio 2006

JT LeRoy e tutti noi

J.T. LeRoy era uno scrittore poco piu' che ventenne, timido e introverso, corpo transgender e misogino, che aveva vissuto in prima persona le allucinanti vicende che raccontava nei suoi lavori. LeRoy odiava farsi vedere in giro: una rara apparizione pubblica e' stata proprio in Italia, in una calda estate al Festival delle Letterature dove, con una voce quasi impercettibile, aveva letto con coraggio alcuni estratti dei suoi libri di fronte al pubblico.

I suoi libri, duri e graffianti, raccontavano di una America folle e degradata con adolescenti spinti alla prostituzione dalle proprie madri, tossicodipendenza ed Aids e folli violenze di ogni genere, in un mondo dove ogni sopruso e' vincente se ti fa arricchire e guadagnare piu' soldi, alla faccia degli altri. Lo abbiamo amato in molti proprio per quello che raccontava e per la tenerezza che faceva.

Ora J.T. Leroy se n'e' "andato". O meglio, si e' trasformato nell'immondizia che lui stesso raccontava: il New York Times ha scoperto definitivamente che il fragile scrittore trans non e' mai esistito. I suoi libri li scriveva tal Laura Albert, cantante rock 40enne mai approdata al successo, e le apparizioni in pubblico le faceva sua cognata Savannah Knoop, una ragazzetta che voleva fare l'attrice.

Che dire? Ci siamo fatti fregare? Forse. Ma io credo che "Leroy" vada ringraziato, perche' ci fa riflettere una volta di piu' su quanto sia marcio questo pianeta e la gente che ci vive sopra. E perche' i suoi libri resteranno, a modo loro, dei capolavori.

14 gennaio 2006

Gravidanze virtuali

Da qualche giorno ho ripreso a giocare a The Sims, visto che mi e' stato regalata la versione 2. Per chi non sa cosa e' The Sims, si documenti, che io non c'ho tempo per dare spiegazioni.



L'evento di questi giorni nella famiglia Zonasedna e' stato colossale, una roba da far morire di infarto: e' nato un pupo alieno, dopo una imbarazzante gravidanza della mia meta' virtuale a seguito di un rapimento da parte di una nave stellare. Ora facciamo i turni perche' sta cosina verde, che abbiamo chiamato "Pacsy", ha bisogno di latte e coccole in continuazione. Roba complicata, la paternita'!

10 gennaio 2006

09 gennaio 2006

Pillole di regime

Ho visto, come molti milioni di italiani, il nuovo "programma di informazione" del Tg1, il "dopoTg1". Cinque minuti dove il direttore Minum fa un proclama reazionario a sua scelta diverso ogni sera, in totale assenza di contradditorio.

Questa sera l'obiettivo del programma e del "giornalista" Minum era quello di propagandare il povero Fabrizio Quattrocchi, il mercenario di guerra ucciso in Iraq lo scorso anno, come un eroe nazionale. Ovviamente il tutto era accompagnato dalle riprese inedite della sua uccisione, pompate dalla stampa per tutto il giorno: e' stato ripetuto per tre volte, fino alla nausea, il momento in cui il ragazzo, perduto nella sua follia, dice "adesso vi faccio vedere come muore un italiano", come se la sua morte fosse qualcosa di diverso dei tanti iracheni innocenti che venivano uccisi contemporaneamente a lui, che era andato li' per il gusto di ammazzarli e per i tanti soldi che ne avrebbe ricavato.

Uno spettacolo vergognoso: ma non c'e' da stupirci. Con l'approssimarsi delle elezioni, di questo "giornalismo" di regime ne vedremo sempre e sempre di piu'.

08 gennaio 2006

You spin me round round

Sabato sera e' partito in diretta TV il "Grande Fratello" ennesima edizione in Gran Bretagna: alla prima puntata ha fatto il botto con sette milioni e mezzo di spettatori. Io mi chiedo: perche' a noi ci tocca sorbirci Er Mutanda come vip mentre agli inglesi gli danno in prima serata Pete Burns?

In questo momento, per esempio, il tema e': di che sesso e', esattamente, Pete Burns? Si accettano commenti.

06 gennaio 2006

Qualcosa da ricordare

In queste ore ci sono migliaia di anime, che aspettano con ansia le notizie sulla salute del sig. Sharon.

04 gennaio 2006

Stelle sfortunate

C'è chi nella vita nasce sotto una stella sfortunata: è stato così per Donatella Colasanti, deceduta pochi giorni fa ed annunciato oggi alla stampa.

Poco da dire su una vicenda che tutti conosciamo (i più giovani possono leggerne una dettagliata cronaca da questo sito): e' difficile pero' non pensare allo strazio di queste ultime settimane in cui, immagino da un letto di ospedale, questa donna ha dovuto affrontare ancora una volta l'ultima disgustosa messa in scena della famiglia Ghira.

Donatella ha avuto la forza di gridare, anche in fin di vita, contro le menzogne di quei giudici e quei politici che, a trent'anni di distanza, coprono ancora il terrorismo di destra e i loro idoli. Un coraggio che pochi avrebbero avuto e che la rendono ancora di piu' una donna di un valore inestimabile.

La riforma ce la facciamo noi

Dopo anni oscuri di censure televisive, forse con le prossime elezioni in Rai tornerà il pluralismo. Nel frattempo, il "Comitato per un'altra Tv" ha realizzato una proposta di legge di iniziativa popolare per la riforma del sistema radio-televisivo in Italia.

Mi piacciono le proteste, come sapete, ma ancora di piu' quelle che portano in seno anche qualche proposta positiva: per questo segnalo l'appuntamento del 15 Gennaio 2006 a Roma con Sabina Guzzanti e tanti altri all'Ambra Jovinelli, quando inizierà la raccolta di firme per portare in Parlamento la legge.

E' una iniziativa ovviamente simbolica: le leggi di iniziativa popolare difficilmente hanno raggiunto il cuore dei deputati ma spesso hanno toccato quello degli elettori. Chissà. Si tratta di libertà di espressione, se qualcuno ancora ci crede.

03 gennaio 2006

Dammi oggi la mia marketta quotidiana

Capita continuamente di leggere articoli sui giornali senza capo ne' coda e soprattutto senza notizia, col solo scopo di fare pubblicita' all'azienda citata nell'articolo. Si chiamano markette, come ha insegnato finalmente a tutti lo splendido programma di Chiambretti. Stamattina mi e' capitata sotto gli occhi questa qui, ma ogni giorno sui nostri quotidiani ce ne sono a centinaia.

La marchetta giornalistica muove una piccola economia fatta di regali, inviti a cena, biglietti per il teatro, buoni sconto in libreria, computer e automobili "in prova" che l'azienda si scorderà di richiedere indietro, fino al classico dei soggiorni per conferenze alle Maldive o in Thailandia con troia minorenne inclusa - questa destinata solo ai direttori e ai loro vice, che bisogna risparmiare. Un universo sommerso della cui esistenza ci dovremmo ricordare ad ogni sciopero dell'Ordine nel nome della liberta' di informazione, ma che ogni volta ci dimentichiamo.

Anche questo e' uno specchio dell'Italia: senza marchette crollerebbe la stampa italiana. Provate a togliere da un qualunque quotidiano nazionale gli articoli marchetta e lo spazio occupato dalla pubblicita' e vi ritroverete con un quotidiano poco piu' grande del Riformista, diciamo che ne restano sei-otto pagine, niente di piu'. E che vogliamo far fallire l'industria delle cartiere e delle tipografie? Anche questo fa girare l'economia, eh.

Aggiornamento Calendario

Si avvisano i gentili lettori che il Calendario Rettoriano, che ha da tempo sostituito il calendario Gregoriano per il calcolo degli anni della divina Rettore e conseguentemente di tutti noi, e' aggiornato al 2006.

L'aggiornamento e' avvenuto in diretta la sera del 31 Dicembre 2005 quando la Rettore, via satellite in diretta TV da Lido di Jesolo per il programma di fine anno "FestivalTV" ha dichiarato alla presentatrice le testuali parole:

"Quando cantavo Splendido Splendente ero una ragazzina, avevo solo 19 anni".

Ora: le registrazioni SIAE ricordano che Splendido Splendente e' uscito nel 1979. Quindi, sulla base del Regio Regolamento rettoriano del 1890, il Calendario Rettoriano ufficiale e vigente viene aggiornato secondo le informazioni per la quale la Divina quest'anno e' nata nel 1960.

Si prega anche, al fine di limitare al massimo possibili errori e confusioni, di cancellare e rimuovere in qualunque modo le informazioni relative all'anno 1976 (partecipazione a Sanremo della sedicenne Rettore) e tournee' del 1973 con Lucio Dalla e Nccp (tredici anni), che potrebbero creare difficolta' nella completa accettazione del Calendario Rettoriano.

Ps. domani lo scrivente compie gli anni, sono rigorosamente 29.

01 gennaio 2006

Senza rimpianti, Carlo Azeglio

Ieri sera l'ultimo discorso del Presidente Ciampi al termine del suo mandato, con le consuete reazioni di approvazione e soddisfazione delle varie parti politiche, nessuna esclusa.

E' un caso interessante quello di Ciampi e del suo rapporto con i cittadini e con i media: ci hanno convinto a considerarlo tutti come un ottimo Presidente, come uno che ha lavorato per il bene comune, che è stato equidistante e sopra le parti e quant'altro. Eppure è proprio sotto gli occhi di questo Presidente inesistente, poco vigile e complice che la nostra povera Repubblica abbia vissuto i peggiori momenti dopo quelli dei tristi anni della dittatura di Mussolini.

Leggo dal testo integrale del discorso di Ciampi:

- "Ho insistito nel richiamare i simboli più significativi della nostra identità di nazione": eppure è proprio lui l'uomo che ha firmato la legge di dissoluzione dello Stato Italiano, trasformato in una ridicola federazione di Regioni per soddisfare le voglie indipendentiste e campaniliste di un partito al governo, la Lega Nord.

- "... e nel rievocare il nesso ideale che lega il risorgimento alla resistenza, alla repubblica, ai valori sanciti nella sua carta costituzionale". Bei propositi: purtroppo il Presidente Ciampi è l'uomo che si appresta a firmare nei prossimi giorni una legge che dichiara i Partigiani e coloro che lottarono per la Resistenza alla stregua dei criminali di Salò, ossia dei banditi, una bella legge voluta da Alleanza Nazionale per esigenze elettorali.

- "Ho affermato la laicità dello stato. E ho fortemente sentito l'importanza della felice convivenza, in questa città di roma, di due stati, indipendenti e sovrani". Strano: mai, dopo il Concordato dei primi anni del 900, lo Stato Italiano aveva dovuto subire violenti e continui attacchi alla sua libertà da parte dello stato Vaticano e dai suoi rappresentanti politici, nell'assoluta assenza di una risposta da parte del Presidente stesso in difesa della nostra libertà di legiferare.

- "Come presidente, ho voluto esprimere il senso della dignità di cittadino di una libera democrazia": una libera democrazia che è stata umiliata da una legge elettorale imbrogliona e approvata a maggioranza tre mesi prima delle elezioni che in un paese civile nessun Presidente serio avrebbe mai firmato. Nessuno, eccetto questo Presidente poco capace.

- "La mia generazione si è impegnata nel salvaguardare lo spirito che ci animò all'indomani di una guerra orrenda": curioso che lo dica proprio il Presidente che, per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale, ha autorizzato una guerra a uno stato straniero provocando almeno 30.000 morti, tutti iracheni, e solo poche decine di italiani occupanti.

Questo è stato l'ultimo discorso di Ciampi: Sig. Presidente, l'ufficio stampa del Quirinale ha fatto un ottimo lavoro, ha scritto bene quello che doveva dire e noi tutti ci ricorderemo bene di lei. Ma la realtà, purtroppo, è un'altra cosa e questo la storia se ne ricorderà.