30 marzo 2007

Bye bye Barbiere

Da ieri ha chiuso i battenti il "Barbiere della Sera", il sito di pettegolezzi e sputtanamenti giornalistici, dopo sette anni di (dis)onorata carriera. Troppo complicato gestire i commenti e gli insulti, le raccomandate degli avvocati, le querele e tutto il resto, secondo quanto hanno scritto i gestori.

Il Barbiere era così: un posto per lavare in piazza (virtuale) i panni sporchi delle redazioni giornalistiche italiane. Ricordo ancora quel potente direttore generale di una certa azienda dove lavoravo che la sera da casa scriveva sul Barbiere le porcate di cui era complice o artefice, mentre il mattino successivo si lamentava di chi aveva divulgato informazioni riservate accusando la sua stessa redazione. E come lui, centinaia di altri giornalisti hanno fatto la stessa cosa.

A me quel viscidume sulle pagine del Barbiere mi serviva per ricordarmi che brutto mondo è quello dei giornalisti in Italia, qualora ne avessi qualche rimpianto. E quindi un po' mi mancherà.

21 marzo 2007

Sircana e la trans


C'è la foto di un uomo che una sera si è fatto un giretto in macchina ed è passato davanti a qualche trans che battevano sul marciapiede. Ne ha guardati alcuni, magari ci ha scambiato due parole, e poi forse se ne è andato. O magari si è fermato, ne ha fatto salire uno, e in cambio di una trentina di euro si è fatto fare un pompino.
In un mondo normale questi sarebbero cazzi suoi o al massimo di sua moglie o di chi gli sta accanto. Ma purtroppo non è così, siamo in Italia, spaghetti e mandolino.

19 marzo 2007

Criminali di guerra


Come ricordano già altri, siamo arrivati a quattro anni di guerra di occupazione dell'Iraq. Una delle guerre più feroci di questi ultimi decenni: noi, sotto la bandiera dell'Onu, abbiamo ucciso almeno 650.000 persone con il solo motivo di rubare il loro petrolio e manteniamo tutt'ora un feroce regime militare per controllare l'Iraq. Vale la pena di leggersi questo pezzo de "El pais" che ricorda gli artefici e i complici di questa carneficina.

11 marzo 2007

Le belle bandiere

Ce n'erano tante alla manifestazione per le Unioni Civili a Roma: complice la giornata ventosa, le bandiere riempivano la piazza e sventolavano allegramente.

C'erano quelle coi garofani rossi, che non ricordano più Bettino e possono nuovamente esporsi pubblicamente, c'era quella antica della rosa del pugno, c'erano quelle "della pace" con l'arcobaleno dei sette colori insieme a quelle "gay" con un colore in meno. C'erano le bandiere verdi del sole che ride e c'era pure, defilata, quella dei DS che si vergognava a stare così da sola. C'erano quelle dei Raeliani, il culto extraterrestre che ha più di un conto in sospeso con il Vaticano, e quelle rosse convinte di Rifondazione.

Mancava però la gente, davvero poca rispetto al significato di quella manifestazione: una richiesta di diritti civili di una parte di cittadini meriterebbe la presenza di milioni di persone che credono nella democrazia e ne condividono i valori. Peccato.