Un mito. Ci si sono messi in quarantacinque, a fare il Comitato per il "Partito Democratico".
E questi quarantacinque ieri hanno fatto una grande riunione del comitato, per decidere le cariche del Presidente e del Segretario del "Partito Democratico".
Pensa che ti ripensa, discuti e ragiona. Tutti e quarantacinque. Le grandi menti del centro-sinistra italiana.
I nomi li hanno discussi tutti, hanno scelto e valutato. Hanno fatto le ore piccole, 'ste grandi menti.
E finalmente stamattina tutti i 45 in coro hanno deciso. Dopo ore ed ore di laboriosa discussione, intensi contrasti, analisi del contesto e valutazioni politiche di alto livello alla fine del grande diBBBBBattito alle spalle hanno detto. Il Presidente del Partito Democratico sarà:
"Romano Prodi".
PS: il Segretario? Troppo lavoro ieri, sono stanchi. Ce lo diranno a Ottobre, il nome di Walter.
31 maggio 2007
22 maggio 2007
In principio erano i talebani
Va sempre più di moda in tutto il mondo l'estremismo religioso, il razzismo nel nome di qualche Dio porco, la violenza e la sopraffazione del prossimo nel nome di qualche stupida religione.
Qui in Italia il Vaticano cerca di proibire la trasmissione di un documentario che mostra le coperture e l'omertà del Clero a favore dei preti pedofili, mentre la BBC ci ride dietro.
In Israele la catena di negozi di abbigliamento Zara è sotto un violento attacco degli ultraortodossi perché hanno messo in vendita dei vestiti fatti di lino e cotone, una fra le tanti ridicole proibizioni dell'ebraismo.
Nella chiesa anglicana si prospettano scismi a causa della posizione troppo democratica e liberale della chiesa madre inglese rispetto a temi come quello dell'omosessualità.
Ancora me la ricordo, la brava Emma Bonino che gridava contro i talebani e diceva di voler combattere una guerra giusta in Afhganistan per liberare le donne dall'orribile burka: sono passati diversi anni e ci sono stati centinaia di migliaia di morti civili, ma le donne afghane il burka ce l'hanno ancora tutte. E per quelle italiane poco ci manca.
Qui in Italia il Vaticano cerca di proibire la trasmissione di un documentario che mostra le coperture e l'omertà del Clero a favore dei preti pedofili, mentre la BBC ci ride dietro.
In Israele la catena di negozi di abbigliamento Zara è sotto un violento attacco degli ultraortodossi perché hanno messo in vendita dei vestiti fatti di lino e cotone, una fra le tanti ridicole proibizioni dell'ebraismo.
Nella chiesa anglicana si prospettano scismi a causa della posizione troppo democratica e liberale della chiesa madre inglese rispetto a temi come quello dell'omosessualità.
Ancora me la ricordo, la brava Emma Bonino che gridava contro i talebani e diceva di voler combattere una guerra giusta in Afhganistan per liberare le donne dall'orribile burka: sono passati diversi anni e ci sono stati centinaia di migliaia di morti civili, ma le donne afghane il burka ce l'hanno ancora tutte. E per quelle italiane poco ci manca.
17 maggio 2007
25 centesimi in beneficienza con Madonna

Su MSN in esclusiva per tutta la settimana c'è una nuova canzone di Madonna: Hey you, scritta per il concerto londinese di Luglio, quello contro l'inquinamento del pianeta.
La canzone si scarica gratuitamente: anzi, MSN da' pure 25 centesimi di dollaro per ogni download alla Alleanza per la Protezione del Clima
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inquinamento,
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musica
16 maggio 2007
Svendita di chiese a Los Angeles
Ultima di una lunga lista, è di oggi la notizia che anche l'arcidiocesi di Los Angeles della nostra Chiesa Cattolica è costretta a mettere in vendita la sua sede principale ed altri 50 edifici per risarcire dei crimini pedofili compiuti dai propri preti.
A Los Angeles fino allo scorso Dicembre la Chiesa del sig. Ratzinger ha già pagato 40 milioni di dollari per risarcire le vittime di 46 diverse violenze fatte dai propri preti, ma i soldi ancora non bastano: ci sono 500 cause legali ancora in piedi.
La notizia la trovate ovviamente sulle prime pagine della stampa internazionale (qui da BBC): l'omertà dei media italiani si conferma anche stavolta.
A Los Angeles fino allo scorso Dicembre la Chiesa del sig. Ratzinger ha già pagato 40 milioni di dollari per risarcire le vittime di 46 diverse violenze fatte dai propri preti, ma i soldi ancora non bastano: ci sono 500 cause legali ancora in piedi.
La notizia la trovate ovviamente sulle prime pagine della stampa internazionale (qui da BBC): l'omertà dei media italiani si conferma anche stavolta.
Uno in meno tra i razzisti

Il pianeta si è liberato di Jerry Falwell poche ore fa e non si può che esserne contenti. Falwell era un predicatore razzista americano di grande ricchezza e grande successo, grazie ai fondi raccolti in televisione ed al potere politico che aveva accumulato negli anni.
Le sue tesi pazzesche hanno risuonato ovunque negli Stati Uniti: la strage dell'11 Settembre a New York, per esempio, a suo dire era una punizione di Dio a causa delle perversioni dei "pagani, degli abortisti, delle femministe, dei gay e delle lesbiche".
Bill Clinton, secondo Falwell, era un boss della malavita e del traffico di cocaina pronto ad uccidere giornalisti nemici: era così convinto di questa tesi che nel 1994 finanziò un film-documentario con testimonianze contro Clinton. Testimoni tutti falsi, ovviamente, come fu poi scoperto. Celebre fu anche la sua battaglia contro i pupazzi Teletubbies della televisione: da proibire, perché sempre secondo lui erano fonte di messaggi subminali omosessuali.
Un personaggio pericoloso che ha fatto del male a tutta l'America, forte dei suoi milioni di dollari. Ma per alcuni, un modello da seguire: qui in Italia certi italiani ammiravano la sua grande capacità di creare "dei forti gruppi di pressione sui parlamentari", come diceva anni fa a L'Espresso Roberto De Mattei, consulente di AN piazzato poi - inspiegabilmente - da Gianfranco Fini alla vicepresidenza del CNR, nonché, guarda un po', uno degli ideologi del "Family day" di questi giorni. Ops.
13 maggio 2007
Viva l'Europa, viva l'Eurofestival
Sabato sera, mentre qui in Italia si spegnevano i riflettori sulla manifestazione razzista del "Family Day" con più di 500.000 partecipanti, in Europa si festeggiava uno degli eventi più strambi e colorati dell'anno: l'Eurofestival della canzone.
E' una roba da 100 milioni di spettatori TV alla quale partecipano da almeno trent'anni tutte le nazioni europee: una festa di canzoni pop, dance e trash che ogni anno fa il botto degli ascolti e delle vendite e fa sentire l'Europa un po' più unita. E che fa sentire quanto l'Italia sia lontana mille chilometri dal cuore dell'Europa.
L'Eurofestival è una gran festa per tutti meno che per noi dato che l'Italia si è auto-esclusa dalla manifestazione qualche anno fa. Costava troppo, dice la RAI, e non faceva grandi ascolti: a me piacerebbe sapere quanto sono costati alla RAI gli special dal Brasile sul viaggio del Papa con il quale ci hanno ammorbato per tutto il weekend e soprattutto chi cazzo li ha guardati...
Detto questo: qui accanto c'è il video di Drama Queen, per la Norvegia. Ma anche i The Ark, dalla Svezia, meritano un'occhiata. Per le amiche lesbo vale la pena di dare un'occhiata alla cantante che ha vinto, una maschiona dalla Serbia. E poi tutto il resto: zio YouTube ha già tutto quello che la stronza Rai ci ha negato anche quest'anno.
E' una roba da 100 milioni di spettatori TV alla quale partecipano da almeno trent'anni tutte le nazioni europee: una festa di canzoni pop, dance e trash che ogni anno fa il botto degli ascolti e delle vendite e fa sentire l'Europa un po' più unita. E che fa sentire quanto l'Italia sia lontana mille chilometri dal cuore dell'Europa.
L'Eurofestival è una gran festa per tutti meno che per noi dato che l'Italia si è auto-esclusa dalla manifestazione qualche anno fa. Costava troppo, dice la RAI, e non faceva grandi ascolti: a me piacerebbe sapere quanto sono costati alla RAI gli special dal Brasile sul viaggio del Papa con il quale ci hanno ammorbato per tutto il weekend e soprattutto chi cazzo li ha guardati...
Detto questo: qui accanto c'è il video di Drama Queen, per la Norvegia. Ma anche i The Ark, dalla Svezia, meritano un'occhiata. Per le amiche lesbo vale la pena di dare un'occhiata alla cantante che ha vinto, una maschiona dalla Serbia. E poi tutto il resto: zio YouTube ha già tutto quello che la stronza Rai ci ha negato anche quest'anno.
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eurofestival,
musica,
televisione
12 maggio 2007
Anche GAY è famiglia
In Italia il 10%* circa della popolazione è omosessuale: cinque milioni e duecentomila persone che non sono contro la famiglia ma che chiedono tutela per i propri nuclei familiari.
Infatti, più del 50% vive in coppie stabili da oltre cinque anni ed il 10% ha già figli. Un milione e duecentomila famiglie di cittadini italiani, gay e lesbiche, regolari e maggiori contribuenti, che vivono senza tutela giuridica, ai quali i nostri rappresentanti politici hanno chiesto, come agli altri, l’ennesimo sacrificio economico per il risanamento dei conti pubblici, senza però dare alcun dignitoso riconoscimento. Si tratta, di fatto, della più importante minoranza che viene completamente negata senza paragoni con qualunque altra.
L’Italia, non ha ancora recepito le Direttive Comunitarie e, a oggi, è ancora inadempiente, superata, perfino, dalla cattolicissima Spagna, dalla ex comunista Repubblica Ceca e dalla Francia dove il neo Presidente Sarkozy, rappresentante di una destra moderna e laica, si è dichiarato favorevole alle Unioni Civili. Molti omosessuali sono anche cattolici e, al pari degli eterosessuali, cercano la propria fede all’interno di un percorso consapevole e sofferente, loro malgrado, in contrasto con i dettami della Chiesa.
La Chiesa nelle parole di Papa Ratzinger ha dichiarato di avere iniziato una nuova era di crociate per recuperare le posizioni perse, soprattutto in Europa. Un’ era di fondamentalismo religioso in cui i cittadini omosessuali italiani rappresentano il primo nemico. Da qui il no della Chiesa alle Unioni di Fatto! Avere una posizione laica non vuol dire essere contro la religione. Rivendicare uguali diritti per le coppie di fatto, non significa essere contro la famiglia e/o attaccare l’istituzione del matrimonio! Significa, invece, chiedere che le leggi dello stato tutelino tutti i cittadini in egual misura in quanto individui e non in quanto oggetto di speculazione ideologica. Lo scenario politico del nostro paese è, oggi, molto complesso: da una parte la politica dello Stato Vaticano che impedisce un moderno e sano sviluppo civile e democratico; dall’altra i nostri rappresentanti, che spesso dimenticano di esercitare con laicità il loro mandato; infine, i media, che stanno alimentando i pregiudizi e non l’informazione sulle persone e sulle famiglie omosessuali.
La convivenza tra Stato Italiano e Stato Vaticano non deve costituire un intralcio alla naturale evoluzione dei diritti umani.
Le violazioni di tali diritti, infatti, saranno un domani studiate sui libri di Storia al pari di quei capitoli di cui, oggi, ancora, ci vergogniamo. Famiglia, dall’italico familiares, vuol dire casa, convivenza, accoglienza: AMORE, anche
AMORE GAY! Quello stesso amore nel quale ci riconosciamo ogni giorno con i nostri partner, e con cui accudiamo e cresciamo i nostri figli nonostante l’odio
che certi media, certa Chiesa e certa politica ci monta contro.
Imma Battaglia con gli amici manager e imprenditori omosessuali italiani
dirittigay@gmail.com
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Infatti, più del 50% vive in coppie stabili da oltre cinque anni ed il 10% ha già figli. Un milione e duecentomila famiglie di cittadini italiani, gay e lesbiche, regolari e maggiori contribuenti, che vivono senza tutela giuridica, ai quali i nostri rappresentanti politici hanno chiesto, come agli altri, l’ennesimo sacrificio economico per il risanamento dei conti pubblici, senza però dare alcun dignitoso riconoscimento. Si tratta, di fatto, della più importante minoranza che viene completamente negata senza paragoni con qualunque altra.
L’Italia, non ha ancora recepito le Direttive Comunitarie e, a oggi, è ancora inadempiente, superata, perfino, dalla cattolicissima Spagna, dalla ex comunista Repubblica Ceca e dalla Francia dove il neo Presidente Sarkozy, rappresentante di una destra moderna e laica, si è dichiarato favorevole alle Unioni Civili. Molti omosessuali sono anche cattolici e, al pari degli eterosessuali, cercano la propria fede all’interno di un percorso consapevole e sofferente, loro malgrado, in contrasto con i dettami della Chiesa.
La Chiesa nelle parole di Papa Ratzinger ha dichiarato di avere iniziato una nuova era di crociate per recuperare le posizioni perse, soprattutto in Europa. Un’ era di fondamentalismo religioso in cui i cittadini omosessuali italiani rappresentano il primo nemico. Da qui il no della Chiesa alle Unioni di Fatto! Avere una posizione laica non vuol dire essere contro la religione. Rivendicare uguali diritti per le coppie di fatto, non significa essere contro la famiglia e/o attaccare l’istituzione del matrimonio! Significa, invece, chiedere che le leggi dello stato tutelino tutti i cittadini in egual misura in quanto individui e non in quanto oggetto di speculazione ideologica. Lo scenario politico del nostro paese è, oggi, molto complesso: da una parte la politica dello Stato Vaticano che impedisce un moderno e sano sviluppo civile e democratico; dall’altra i nostri rappresentanti, che spesso dimenticano di esercitare con laicità il loro mandato; infine, i media, che stanno alimentando i pregiudizi e non l’informazione sulle persone e sulle famiglie omosessuali.
La convivenza tra Stato Italiano e Stato Vaticano non deve costituire un intralcio alla naturale evoluzione dei diritti umani.
Le violazioni di tali diritti, infatti, saranno un domani studiate sui libri di Storia al pari di quei capitoli di cui, oggi, ancora, ci vergogniamo. Famiglia, dall’italico familiares, vuol dire casa, convivenza, accoglienza: AMORE, anche
AMORE GAY! Quello stesso amore nel quale ci riconosciamo ogni giorno con i nostri partner, e con cui accudiamo e cresciamo i nostri figli nonostante l’odio
che certi media, certa Chiesa e certa politica ci monta contro.
Imma Battaglia con gli amici manager e imprenditori omosessuali italiani
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10 maggio 2007
Il 12 Maggio della vergogna
Sabato a Roma ci sarà una grave manifestazione razzista contro gli omosessuali e contro i conviventi non sposati secondo il rito religioso della Chiesa cattolica.
Come comportarsi, che fare? Qui si tratta di reagire e ognuno di noi può provare a farlo, ci deve provare. A mio parere le candele sulle finestre sono cazzate e le contromanifestazioni dei radicali sono ad effetto nullo senza la presenza dei media.
Per questo l'unico gesto non simbolico ma concreto che si può adottare è quello di reagire: cambiare atteggiamento, da sabato in poi, con coloro che a quella manifestazione ci sono andati o che hanno scelto di aderire e sostenerla.
Reagiamo, diciamogli di vergognarsi, sputiamogli in faccia, restituiamo loro l'odio e il veleno che ci buttano addosso, disprezziamoli, sbattiamo le porte in faccia a tutte le suore e ai preti che ci capitano a tiro. Guardiamoli in faccia e diciamogli di vergognarsi a tutti coloro che mandano i propri figli dai boy scout (Associazione italiana guide e scouts d'Europa), a chi vi chiede soldi agli angoli delle strade (Comunità di Sant'Egidio), ai colleghi che vanno a Messa e frequentano i circoli (Azione cattolica), ma anche alla zia che soffre di ernia (Associazione ernia-diaframmatici), a quei tizi ai quali regalavate i vostri abiti vecchi (Ass. volontariato Caritas), al vostro farmacista (Unione cattolica farmacisti italiani), al sordo che vi vende l'accendino (Federazione sordomuti), agli imprenditori abbruzzesi (Giovani Imprenditori Confindustria - L’AQUILA) ed a tutti i componenti delle altre organizzazioni che partecipano a questa vergogna.
Questa gente ha perso la testa e la coscienza ed è pronta a qualsiasi schifezza: la persecuzione razziale contro gli ebrei nella seconda guerra mondiale, ma anche quelle più recenti in Africa o a un passo da casa in Bosnia Herzegovina sono iniziate così. Chi va alla manifestazione del 12 Maggio non ha alcuna scusante ne' motivi accettabili ne' posizioni intermedie: è un razzista che merita disprezzo e merita di essere isolato, escluso dalla società civile, dalle persone perbene.
Come comportarsi, che fare? Qui si tratta di reagire e ognuno di noi può provare a farlo, ci deve provare. A mio parere le candele sulle finestre sono cazzate e le contromanifestazioni dei radicali sono ad effetto nullo senza la presenza dei media.
Per questo l'unico gesto non simbolico ma concreto che si può adottare è quello di reagire: cambiare atteggiamento, da sabato in poi, con coloro che a quella manifestazione ci sono andati o che hanno scelto di aderire e sostenerla.
Reagiamo, diciamogli di vergognarsi, sputiamogli in faccia, restituiamo loro l'odio e il veleno che ci buttano addosso, disprezziamoli, sbattiamo le porte in faccia a tutte le suore e ai preti che ci capitano a tiro. Guardiamoli in faccia e diciamogli di vergognarsi a tutti coloro che mandano i propri figli dai boy scout (Associazione italiana guide e scouts d'Europa), a chi vi chiede soldi agli angoli delle strade (Comunità di Sant'Egidio), ai colleghi che vanno a Messa e frequentano i circoli (Azione cattolica), ma anche alla zia che soffre di ernia (Associazione ernia-diaframmatici), a quei tizi ai quali regalavate i vostri abiti vecchi (Ass. volontariato Caritas), al vostro farmacista (Unione cattolica farmacisti italiani), al sordo che vi vende l'accendino (Federazione sordomuti), agli imprenditori abbruzzesi (Giovani Imprenditori Confindustria - L’AQUILA) ed a tutti i componenti delle altre organizzazioni che partecipano a questa vergogna.
Questa gente ha perso la testa e la coscienza ed è pronta a qualsiasi schifezza: la persecuzione razziale contro gli ebrei nella seconda guerra mondiale, ma anche quelle più recenti in Africa o a un passo da casa in Bosnia Herzegovina sono iniziate così. Chi va alla manifestazione del 12 Maggio non ha alcuna scusante ne' motivi accettabili ne' posizioni intermedie: è un razzista che merita disprezzo e merita di essere isolato, escluso dalla società civile, dalle persone perbene.
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