31 ottobre 2008

Addio UniCredito Italiano: lo spezzatino in salsa leghista della più importante banca ex-italiana.

Dal 1 Novembre 2008 scompare in gran parte d'Italia la Unicredit Banca. Non è uno scherzo: la principale banca italiana, con più di 4500 agenzie, se ne va da buona parte del territorio nazionale, le sue filiali scompaiono dal 60% della nazione. Amen. Addio. Kaputt.

Come è possibile leggere in tutte le comunicazioni ufficiali, Unicredit Banca continuerà ad esercitare la sua attività bancaria soltanto nel nord leghista, dalla Valle d'Aosta sino all'Emilia Romagna, ma non avrà più presenze territoriali o sportelli nel resto d'Italia.

Tutti gli altri poveri correntisti passano improvvisamente sotto altre banche: i clienti in Sicilia dal 1 Novembre vengono "ceduti" ad un'altra banca - attualmente di proprietà dello stesso gruppo - che si chiama "Banco di Sicilia". Si tratta di una banca locale che esercita ed ha sportelli soltanto in Sicilia e che - anche se ha lo stesso azionariato di Unicredit Banca - non è Unicredit Banca. E' un'altra banca con nuovi CAB ed ABI. Un soggetto giuridico diverso al 100%.

I correntisti del centro-italia (Lazio, Toscana, Umbria, Campania, Molise, Abruzzi, Puglia, Calabria, Basilicata) vengono ceduti ad un'ulteriore banca, anche essa giuridicamente indipendente, che si chiama "Unicredit Banca di Roma". Ma anche in questo caso non fatevi ingannare dal nome: è una banca autonoma, che non ha sportelli sul territorio nazionale ma soltanto dalla Toscana fino alla Calabria e che non avrà sportelli nel nord-italia né in Sicilia.

Il risultato: un correntista di Unicredit Banca che vive a Palermo da oggi è diventato correntista del Banco di Sicilia. Se vorrà fare un prelievo o versare dei soldi - per esempio - a Milano, non avrà uno sportello della propria banca a disposizione. Per fare una operazione sarà costretto ad appoggiarsi ad una banca appartenente allo stesso Gruppo. Questa gli offrirà la possibilità di fare prelievi o versamenti ed anche visualizzare l'estratto conto dal bancomat. Non sarà la sua banca ad offrirgli il servizio bancario al di fuori del suo territorio, quindi, ma una delle altre due banche indipendenti.

Queste tre nuove banche dichiarano che dal 1 Dicembre - e non dal 1 Novembre, comunque - offriranno presso i propri sportelli a titolo gratuito "le principali operazioni di conto corrente" - le principali significa non tutte - anche ai correntisti delle banche "straniere", ma è bene sapere che i correntisti dell'ex Unicredit Banca non hanno alcuna garanzia legale che questo accordo "commerciale" tra tre banche indipendenti venga mantenuto per sempre. Oggi è gratis, domani chissà.

Ci si potrebbe chiedere cosa si nasconde dietro una manovra così complessa e ridicola. La risposta va sostanzialmente in due direzioni: la prima motivazione è di carattere prettamente politico. Il gruppo bancario, poco gradito all'attuale governo, tenta una operazione piuttosto umiliante che va a riconoscere le tesi politiche della Lega Nord con la separazione dell'Italia in tre parti: Padania, Italia centrale e Mafialand.

La seconda è di carattere economico. Con le leggi sul federalismo fiscale le banche regionali e non più nazionali potrebbero godere di vantaggi e potrebbero organizzarsi fiscalmente come meglio credono. Magari vendendo una delle tre banche, per esempio quella di Sicilia, ai libici. O più banalmente perché tra pochi mesi "le principali operazioni di conto corrente" gratuite tra le tre banche potrebbero non esserlo più, a causa della congiuntura economica e blablabla del momento. E allora i balzelli per i prelievi di Bancomat appena si esce dalla propria regione diventeranno una florida realtà, per loro.

Bye bye Sterling!

La compagnia aerea lowcost Sterling ha dichiarato bancarotta ieri ed ha chiuso. Chi aveva prenotato un volo con loro a partire da oggi può dire addio ai suoi soldi e chi, malauguratamente, è già partito con un volo Sterling in questi giorni e deve fare il viaggio di ritorno dovrà urgentemente cercarsi un altro aereo, altrimenti non torna a casa. Questo vale per tutti i passeggeri, nessuno escluso.

Finisce male un'altra lowcost: i principali azionisti, dopo vari passaggi di mano, erano diventati alcuni fondi di investimento islandesi. Con il crollo del sistema economico in Islanda (l'unico Stato che in queste settimane ha dichiarato "bancarotta") e di tutte le sue banche principali, la Sterling si è trovata con le casse completamente vuote. E quindi... 1200 dipendenti vanno a spasso. Argh.

30 ottobre 2008

I'm not a perfect man

E' appena terminato il lungo spot elettorale di Barack Obama: trenta minuti nell'ora di punta, alle otto di sera, su 7 canali nazionali (NBC, CBS, FOX...), una operazione costosa che serviva a convincere gli ultimi indecisi e disinteressati al voto per la presidenza USA.

Uno spot-documentario che è iniziato con i volti di tanti americani distrutti dalla crisi economica: la madre con due figli che non ce la fa più a pagare le rate del mutuo, l'anziano che ha visto la sua pensione volatilizzarsi con il crollo dei fondi pensione a causa delle Borse, la donna pensionata di colore che prende 12 diverse medicine ogni giorno e non ha più i soldi per comprarle ed il marito 72enne costretto a tornare al lavoro, i giovani che hanno perso il lavoro perché le aziende per guadagnare più soldi hanno preferito trasferirsi off-shore. Senza accuse ai Repubblicani o a Bush, ma osservando semplicemente la realtà senza paraocchi.

Poi ci sono state le sue promesse: gli investimenti nell'educazione, la riduzione delle tasse, la sanità pubblica, la difesa dell'ambiente ed il rilancio delle energie alternative, il taglio delle spese di guerra. "Sono preoccupato per le madri, i figli, i pensionati, i giovani, per tutti quelli che non ce la fanno più a tirare avanti".

La frase migliore: "Io non sono un uomo perfetto.Io non sarò un Presidente perfetto, questo non ve lo posso promettere. Ma vi prometto che non vi racconterò bugie, che ascolterò la vostra voce, che sarò sempre onesto, che discuterò, che affronterò tutti i problemi senza escludervi, senza nascondervi nulla, che aprirò a tutti le porte del governo per restituirvi la democrazia che vi è mancata.". Grande Barack.

27 ottobre 2008

La campagna razzista contro Obama


La parte più dura della campagna della destra americana contro Barack Obama è iniziata in queste ore, con la diffusione in grande stile della notizia dell'arresto di due ragazzi armati che avrebbero ideato un piano per ucciderlo.

Si tratta di una mezza bufala: i due ragazzi sono stati arrestati dieci giorni fa, ma la notizia è stata tenuta in caldo fino a quest'oggi, per usarla politicamente contro Obama. Se ci fosse stato un rischio serio, la notizia non sarebbe mai arrivata alla stampa e soprattutto non sarebbe stata diffusa dall'agenzia "Alcool, armi e tabacchi" ma sarebbe stata seguita, con un pochino di serietà in più, dalla Cia o dall'Fbi.

Quello che è chiaro ed evidente è il messaggio sul quale la campagna elettorale della destra punterà in questi giorni. Il messaggio di McCain è fondamentalmente questo: "Obama è più nero di quanto sembrasse, al punto che i neonazisti vogliono ucciderlo. Anzi, volevano pure uccidere centinaia di studenti afro-americani. Siete proprio sicuri di volerlo votare? Siete sicuri di voler scatenare nuovamente una guerra razziale negli USA a causa sua?"

Insomma, un messaggio dirompente che potrebbe avere successo e cambiare all'ultimo momento il voto di un elettorato come quello americano che, ormai come quello italiano, è composto da gente credulona e profondamente ignorante di fronte alla quale basta rievocare la paura dell'uomo nero per fargli votare un vecchio rincoglionito come McCain.

22 ottobre 2008

Berlusconi cerca il morto

Leggo di questi ragazzini griffati D&G con le tasche gonfie di cellulari e dei soldi di papà che pare vogliano diventare all'improvviso difensori del diritto di studio. Ragazzini cresciuti a pane e Italia Uno, con una credibilità ed una preparazione culturale vicina allo zero assoluto. Ragazzini ai quali nessuno ha mai spiegato cosa sia un servizio d'ordine auto-gestito, tanto per dirne una.

Dall'altra parte c'è il dittatore che dice di voler entrare nelle Università con le pistole armate della polizia con il significato che tutti conosciamo. Sono le parole di un feroce delinquente che ha autorizzato, tanto per ricordarne una, le violenze della polizia di Genova contro i manifestanti al G8.

Insomma: qui c'è un mix insostenibile e pericoloso anche solo per poche ore. Da una parte la banda di criminali che ci governa pronta a chiudere le scuole per rubare sempre di più soldi pubblici e portarli nelle proprie casse e dall'altra dei ragazzini imbecilli ai quali vorrebbero togliere il giocattolo dell'Università, il loro pretesto per restare a casa da mamma fino ai 35 anni. Metterci in mezzo delle pistole è una roba veramente pazzesca.

Un appello alla ragione ad entrambi: Berlusconi, non si spara sulla propria audience, lo sai? Che ne sarà dell'auditel di Italia Uno se gli spari addosso? E voi, bambini, ve ne tornate tutti a casetta a guardare il daytime di Maria de Filippi, per favore? Che non siete proprio la generazione giusta per fare le rivoluzioni.

15 ottobre 2008

Saviano, sbrigati.

Lo scrittore Roberto Saviano ha annunciato di lasciare l'Italia perché non si sente più sicuro e vuole vivere una vita normale. Il mafioso Renato Schifani, attuale presidente della Camera dei deputati in Italia, gli dice di aspettare ad andarsene, perché ci penserà lui.
Io, fossi Saviano, farei la valigia in fretta e furia ADESSO.

Niente alieni causa traffico

Ovviamente, come era fin troppo facile immaginare, gli alieni non si sono fatti vedere. Il copione della bufala è stato sempre lo stesso, scaduta la data prevista (in tutti i fusi orari) il sito blog della "medium" australiana è stato chiuso. I suoi adepti si disperano online, lei ha blindato porte e non parla con nessuno, forse è già in vacanza coi soldi guadagnati col libro e le interviste di questi giorni pre-invasione aliena.

La medium ha lasciato poche parole: "Thank you. I am deeply hurt and confused and your words are appreciated. Blossom". E a chi gli chiede se ha provato a ricontattare gli alieni per capire, che so, se gli si è rotta l'astronave al casello autostradale, risponde: "I have tried for an update. Maybe it's me ... my TRUST level
appears to have gone out the window. Sorry."

La bufala stavolta era davvero carina ed aveva fatto irruzione nella realtà: gli scommettitori britannici avevano avuto impennate di scommesse, la stampa era pronta, qualche tv in Alabama aveva potenziato i servizi per essere pronta a riprendere lo sbarco. Sarà per la prossima ... bufala.

13 ottobre 2008

Dopodomani arrivano gli alieni!


Dunque, le cose stanno più o meno così. C'è questa medium australiana, mi pare, che porta il nome di Blossom Goodchild, la quale afferma da un po' di mesi di essere in contatto con gli alieni, quelli della "Federazione della luce".

Gli alieni le avrebbero annunciato che finalmente è giunto il momento di rivelarsi all'umanità e che dal 14 Ottobre, per tre giorni, tutti noi potremo vedere una enorme astronave nello spazio sopra la Terra, sopra l'emisfero sud del pianeta, così da poter avere il "primo contatto" con una specie di un altro pianeta. Il momento sarebbe stato scelto dagli alieni perché siamo vivendo un momento di transizione economica importante che ci porterà a superare il capitalismo per arrivare ad una forma di economia in stile Star Trek, dove non ci sarà più bisogno di soldi, ci vorremo tutti bene, i politici non ruberanno più, etc.etc.

Ovviamente per tutti è chiaro che si tratta di una bufala. La signora in questione scomparirà tra due giorni, dirà che gli alieni hanno sbagliato strada, oppure come i Testimoni di Geova dirà che la fine del mondo è spostata di qualche decennio.

Quello che colpisce è che il numero di siti dedicati all'evento, la quantità di video che appaiono su Youtube in queste ore è bello ampio, come se migliaia di utenti della Rete in tutto il mondo si fossero messi d'accordo per creare un evento "bufala" su scala mondiale. Che poi dietro ci sia il lancio di una nuova bibita (che so, la Alien Cola) o semplicemente il lancio del libro della medium suddetta non è importante.

La voglia di giocare a creare un'illusione di massa di tanta gente, fino al punto che qui e la qualcuno comincia a crederci davvero, fa impressione. Oltretutto ricorda il metodo per il quale qui in Italia Berlusconi riesce a governare: creando una bufala e raccontandola in giro per mesi fino a quando la gente ci crede. Però per una volta non è il politico di turno a fregare i cittadini, ma il contrario.

08 ottobre 2008

Se il capitalismo va a puttane


Non è facile comprendere cosa stia succedendo nelle borse mondiali in questi giorni, complice il crollo di tante banche internazionali. Dai giornali vengono raccontate cazzate, la tv lancia slogan berlusconiani, insomma se uno vuole arrivare davvero a capire come e perché il nostro beneamato sistema economico è arrivato probabilmente al capolinea allora fa fatica a trovare qualche informazione valida.

Dalle maglie del Politburo che governa l'informazione italiana oggi è scappato un articolo di Zygmunt Bauman su La Repubblica scritto molto bene, chiaro e semplice, alla portata di tutti, che invito tutti a leggersi magari facendo un rapido controllo del contenuto del nostro portafogli. Come dire: volevamo abbattere il capitalismo facendo la rivoluzione ed invece bastava solo qualche pezzo di plastica.

"L'odierna stretta creditizia non è risultato del fallimento delle banche. Al contrario, è il frutto del tutto prevedibile del loro straordinario successo: successo nel trasformare una enorme maggioranza di uomini e donne, vecchi e giovani, in una genìa di debitori."

(PS: tra Facebook e lavoro non ho gran voglia di scrivere in questi giorni, portate pazienza)