Dal 1 Novembre 2008 scompare in gran parte d'Italia la Unicredit Banca. Non è uno scherzo: la principale banca italiana, con più di 4500 agenzie, se ne va da buona parte del territorio nazionale, le sue filiali scompaiono dal 60% della nazione. Amen. Addio. Kaputt.Come è possibile leggere in tutte le comunicazioni ufficiali, Unicredit Banca continuerà ad esercitare la sua attività bancaria soltanto nel nord leghista, dalla Valle d'Aosta sino all'Emilia Romagna, ma non avrà più presenze territoriali o sportelli nel resto d'Italia.
Tutti gli altri poveri correntisti passano improvvisamente sotto altre banche: i clienti in Sicilia dal 1 Novembre vengono "ceduti" ad un'altra banca - attualmente di proprietà dello stesso gruppo - che si chiama "Banco di Sicilia". Si tratta di una banca locale che esercita ed ha sportelli soltanto in Sicilia e che - anche se ha lo stesso azionariato di Unicredit Banca - non è Unicredit Banca. E' un'altra banca con nuovi CAB ed ABI. Un soggetto giuridico diverso al 100%.
I correntisti del centro-italia (Lazio, Toscana, Umbria, Campania, Molise, Abruzzi, Puglia, Calabria, Basilicata) vengono ceduti ad un'ulteriore banca, anche essa giuridicamente indipendente, che si chiama "Unicredit Banca di Roma". Ma anche in questo caso non fatevi ingannare dal nome: è una banca autonoma, che non ha sportelli sul territorio nazionale ma soltanto dalla Toscana fino alla Calabria e che non avrà sportelli nel nord-italia né in Sicilia.
Il risultato: un correntista di Unicredit Banca che vive a Palermo da oggi è diventato correntista del Banco di Sicilia. Se vorrà fare un prelievo o versare dei soldi - per esempio - a Milano, non avrà uno sportello della propria banca a disposizione. Per fare una operazione sarà costretto ad appoggiarsi ad una banca appartenente allo stesso Gruppo. Questa gli offrirà la possibilità di fare prelievi o versamenti ed anche visualizzare l'estratto conto dal bancomat. Non sarà la sua banca ad offrirgli il servizio bancario al di fuori del suo territorio, quindi, ma una delle altre due banche indipendenti.
Queste tre nuove banche dichiarano che dal 1 Dicembre - e non dal 1 Novembre, comunque - offriranno presso i propri sportelli a titolo gratuito "le principali operazioni di conto corrente" - le principali significa non tutte - anche ai correntisti delle banche "straniere", ma è bene sapere che i correntisti dell'ex Unicredit Banca non hanno alcuna garanzia legale che questo accordo "commerciale" tra tre banche indipendenti venga mantenuto per sempre. Oggi è gratis, domani chissà.
Ci si potrebbe chiedere cosa si nasconde dietro una manovra così complessa e ridicola. La risposta va sostanzialmente in due direzioni: la prima motivazione è di carattere prettamente politico. Il gruppo bancario, poco gradito all'attuale governo, tenta una operazione piuttosto umiliante che va a riconoscere le tesi politiche della Lega Nord con la separazione dell'Italia in tre parti: Padania, Italia centrale e Mafialand.
La seconda è di carattere economico. Con le leggi sul federalismo fiscale le banche regionali e non più nazionali potrebbero godere di vantaggi e potrebbero organizzarsi fiscalmente come meglio credono. Magari vendendo una delle tre banche, per esempio quella di Sicilia, ai libici. O più banalmente perché tra pochi mesi "le principali operazioni di conto corrente" gratuite tra le tre banche potrebbero non esserlo più, a causa della congiuntura economica e blablabla del momento. E allora i balzelli per i prelievi di Bancomat appena si esce dalla propria regione diventeranno una florida realtà, per loro.



