Ieri sera, dopo qualche anno di attesa, nelle sale di tutto il mondo è arrivato il nuovo film della saga di Star Trek. Dopo il flop dell'ultima serie televisiva, Enterprise, la Paramount ha investito centinaia di milioni di dollari su questa nuova pellicola, con l'obiettivo di rilanciare la saga creando nuovi fan e tentando di mantenere anche quelli vecchi, assai numerosi.Se fate parte dei vecchi fan si consiglia di andare a vedere il film con lo spirito di qualcuno che è disposto a scendere a compromessi e ad accettare quello che di buono c'è nella nuova versione, un po' come quando avete sentito Giusi Ferreri cantare "La Bambola" di Patti Pravo e vi siete detti, rassegnati, che in fondo non la cantava poi così male.
Chi era con me in sala ed ignorava completamente la saga di Star Trek dice di essersi anche divertito un bel po', in effetti il film si vede volentieri e non annoia, c'è tanta azione ed incuriosisce. Però per i Trekkers, gli appassionati che conoscono i dettagli della saga, gli effetti speciali potrebbero non bastare e la sceneggiatura grida vendetta.
Il film è un patchwork - una coperta di pezzi diversi - cuciti assieme dignitosamente ma visti e stravisti ma, detto questo, andatelo pure a vedere. E' carino, ma non è un capolavoro. E soprattutto non c'è Giusi Ferreri.
[Attenzione, spoiler! Da qui in poi si commenta la trama compreso il finale, non leggete se non volete saperlo]
Il film inizia con un breve prequel del prequel, che racconta le sorti del padre del capitano Kirk che fa esattamente quello che ci si aspetta da un capitano quando la nave affonda. Segue una mezz'ora del telefilm Fonzie dove il giovane Kirk fa il bullo del quartierino per un po', fino a quando attirato dalla gnocca - di Uhura - decide di arruolarsi nell'Accademia della Federazione. Nel frattempo il giovane Spock fa il Sapientino: risolve le equazioni di trigonometria invece di guardare Cartoon Network, impara a controllare le emozioni, si laurea a pieni voti ma rifiuta gloria e potere a Vulcano per andare alla scoperta della Terra.
C'è il cattivo: l'uomo Nero, di nome e di fatto, cattivo come su C.S.I. Miami, ossia lo è diventato perché gli hanno fatto le cattiverie a lui e adesso quindi si vendica, son 25 anni che sta lì a organizzare la vendetta. Qui cominciano i viaggi nel tempo, che gli sceneggiatori hanno deciso di spiegare minuziosamente, manco fosse il National Geographic, così da far capire bene tutto ai neofiti e consentendo così ai Trekkers di tirare fuori la tronchesina per le unghie e dedicarsi per un po' alla cura del proprio corpo.
Kirk prosegue la sua carriera di cadetto sbruffone: frequenta bar identici a quelli di Star Wars e fa sesso con una donna verde - con due tette, non tre, qui sta la differenza con Balle Spaziali, mentre incontra tutta la ciurma, da Sulu in poi. Ognuno fa la il suo numero di cabaret, Uhura fa robba con Spock (e qui il pubblico ha rumoreggiato, son partite le minacce al proiezionista), si salvano le vite l'un con l'altro in circostanze variegate e stringono patti di eterna amizicia, inventano il teletrasporto a transcurvatura, partono alla conquista della nave del Nero cattivo - che probabilmente compra gli arredi della sua astronave dallo stesso Ikea dei Borg, visto che è la stessa roba - e via così.
La grande emozione di Leonard Nimoy non c'è: lui appare, si, e recita pure in diverse scene. Ma recita come un cane ed il doppiaggio grida vendetta, la voce italiana lo fa fischiare come fosse un vecchio con la dentiera. Fa il paro con il povero Chekov che ha un insopportabile e fastidioso accento russo. E' vero che nella serie americana l'accento russo ce l'aveva, ma nella versione italiana l'avevano eliminata. Beh, ora parla di nuovo come un venditore di vodka importata illegalmente.
Il cattivo Nero spadroneggia e fa saltare i pianeti, pure quelli che secondo il canone di Star Trek non sono mai saltati per aria, alla stessa maniera degli alieni di Tom Cruise. Anche il finale lascia decisamente a desiderare i Trekkers più affezionati. La nave Enterprise si salva con l'espulsione del nucleo di curvatura. Sai che novità: quella santa donna del capitano Kathryn Janeway si è salvata la pelle cagando fuori il nucleo a curvatura per decine di puntate di Star Trek Vojager, oltretutto con tonnellate di tensione e pathos in più (e le creste sulla fronte di B'Elanna chi se le dimentica) mentre qui l'espulsione del nucleo è poco più di un peto.
Insomma: non c'è un'idea originale che sia una, ma alla fine le coperte rappezzate della nonna non sono brutte e contengono pezzettini di tessuto che magari che ci hanno emozionato in passato e che ci ricordiamo bene. Long life and prosper.
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