Sui quotidiani di questi giorni, a Roma, ha avuto una certa rilevanza la "notizia" che la nuova linea C della metropolitana, un'opera iniziata almeno 15 anni fa e non vedrà la luce se non fra tanti altri anni, potrebbe essere "un'opera inutile per i cittadini e costosa, secondo il giudizio di urbanisti e cittadini"
E' curioso come nasce la "notizia", che poi notizia non è. Si parte da un cittadino residente al quartiere Celio, uno che ha casa e studio di proprietà proprio lungo il percorso sotto il quale dovrebbe passare la nuova metropolitana. Il cittadino teme le vibrazioni della metropolitana sotto il suo appartamento. Condivisibile.
Cosa fa il cittadino in questione? Beh, si da da fare. Invece di scrivere a "Striscia la notizia" o di allungare una mazzetta di alcuni milioni di euro a chi può far cambiare il tracciato della metropolitana, cosa che farebbe normalmente un qualunque italiano, il cittadino si ricorda che questa sarebbe ancora una democrazia. Quindi prova a protestare, anche se magari tutto il mondo è contro di lui. Fa un comitato di quartiere, il "Comitato Progetto Celio", con qualche condomino e qualcuno del palazzo di fronte. Poca roba, insomma.
I suoi lamenti arrivano ad Italia Nostra, associazione cultural-ambientalista che adora schierarsi su temi ambientali con risvolti politici. Poi arrivano i giornalisti e la grancassa: quelli del Corriere della Sera, mi pare per primi, trovano la storia interessante e la fanno diventare una notizia coi titoloni. Dal "mi girano le palle perché tra qualche anno il lampadario mi vibrerà ogni tre minuti" al "la Metro C è una operazione costosa e inutile ".
Bello, si chiama democrazia. Un luogo dove le esigenze del singolo vanno ascoltate anche con attenzione. Dove si decide e vince la maggioranza. Quindi, grande rispetto per chi protesta. Ma poi i cinque milioni di restanti cittadini di Roma e dintorni che hanno bisogno come il pane di una linea metropolitana in più possono, democraticamente, prendere a sonore pernacchie il "Comitato" ed invitarlo a trasferirsi in campagna.

1 commenti:
oh, democrazia!
Da quanto tempo che non la vedevo...
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