26 marzo 2010

E se facciamo la rivoluzione online

La manifestazione di ieri sera organizzata da Michele Santoro e dall'Usigrai contro la censura sull'informazione TV, trasmessa via satellite da Sky ed in streaming da decine di Web informativi, ha aperto una strada importante per la comunicazione in Italia e forse anche per la lotta politica.

D'altronde, per un popolo di tele-dipendenti prima che cittadini, l'uso della televisione e di Internet può essere l'unico strumento di comunicazione che rimane. La TV già c'è, ma anche Internet è entrata in tutte le case con forza, grazie e soprattutto ai ragazzi più giovani ed alla generazione dei Digitla Native, ossia coloro che sono nati dopo l'avvento di Internet e che non lo vivono come uno strumento "innovativo" o futuristico, ma come quotidiana realtà.

L'evento di Bologna è stato gestito in maniera eccezionale ed unica, ma non "irripetibile": non è detto che lo stesso modello organizzativo e comunicativo non possa essere utilizzato anche per altre manifestazioni. Pensiamo a quelle più importanti, nazionali, su temi sindacali o politici, dove il fastidio dei cittadini bloccati nel traffico ed il disinteresse degli organi di stampa annullano di fatto quelli che sono gli effetti che una manifestazione dovrebbe produrre.

Forse una strada nuova si è aperta. La televisione non è più soltanto lo strumento col quale un regime di destra si è fatto strada nella testa degli italiani negli ultimi 30 anni, ma anche lo strumento che potrebbe risvegliare le coscienze. Non in poche ore o pochi giorni, ma nello spazio di anni necessari per rivoluzionare il cervello di tanti italiani.

Chissà: magari stavolta la rivoluzione la facciamo davvero. Per questo fra i tanti interventi della manifestazione TV/Internet di ieri, qui inserisco il migliore che c'è stato, che riassume la drammatica situazione italiana in poche parole e con una lucidità stravolgente: l'intervento di Mario Monicelli.

1 commenti:

Nico ha detto...

Mi fa orrore pensare che sia necessario 'inventarsi' trasmissioni come queste per scavalcare una censura, benché temporanea (fino a prova contraria!!!). Ovvero mi fa orrore pensare che possa esserci una censura e non si possa scegliere di utilizzare il telecomando, appunto, per SCEGLIERE.
Da un altro punto vista, finalmente si utilizza la rete in tutte le sue potenzialità, riportando l'attenzione sul media e sul valore dei contenuti e dell'informazione che tramite la rete possono essere espressi (per i più 'ostici'... andatevi a rivedere e studiare la campagna elettorale di Obama!)