Al di là di come si risolveranno veramente le cose, bisogna riconoscere che Berlusconi ha trovato il suo asso della manica per queste elezioni, come con "l'abolizione dell'ICI" di due anni fa.
Berlusconi in queste ore è diventato l'uomo che vuole salvare l'Alitalia, pronto a mettere a disposizione anche i suoi soldi di famiglia - e i suoi figli burattini - per salvare l'Alitalia. Gli altri sono i cattivi che vogliono vendere e far fallire Alitalia, gli altri vogliono il male dell'Italia.
Per i tanti moderati indecisi questo è l'evento che fa prendere la decisione: votare Berlusconi. Per l'elettore medio di Forza Italia e di Alleanza Nazionale, tipicamente un cittadino con titolo di studio medio-basso e con l'unica fonte di informazione data dalle reti tv Mediaset, questo messaggio è dirompente, eccezionale.
La scomparsa di Uolter Veltroni indica chiaramente la sua grande difficoltà in questo momento. Non sa che dire e quindi si nasconde. D'altro canto a nulla serve ragionare, spiegare, far capire che Berlusconi non salverà un bel nulla, che Alitalia è già una azienda fallita che non può più pagare stipendi ai suoi dipendenti, che Alitalia è fuori dal mercato internazionale e non ha futuro, che Malpensa non vale nulla come aeroporto ma è solo una macchina per rubare soldi allo Stato e distribuirli ai dirigenti della Lega Nord, che è già un miracolo aver trovato uno straniero che si prende una azienda fallita e tenta di rimetterla in piedi.
Dopo le elezioni, ovviamente, il capo del governo Berlusconi si rimangerà tutto. Ma i tanto gli elettori avranno già votato ed eletto: in poche ore due puntate in più di Matrix e di Porta a Porta sulla Franzoni o sulla nuova star Vernarelli - per il quale è già in atto la fase di beatificazione - e tutto si dimentica.