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lunedì, ottobre 08, 2007

Otto mesi importanti


ZS: "Ciccio, ciccio, ciccio hai letto?"
RNP: "Si si già letto"
ZS: "Se le cose vanno storte qui... lo facciamo in Nuova Zelanda".


Il 12 Febbraio sul Gtalk partiva la carica di due tipi che vogliono sposarsi in un paese dove vigono leggi discriminatorie contro alcune unioni ed alcuni matrimoni e che quindi cercano un'alternativa possibile.
C'era stata la proposta di legge Dico, subito affossata dai malavitosi dell'Udeur. Poi quella manifestazione del 10 Marzo a Piazza Farnese con le sveglie che squillavano e la nostra che suonava un po' più certa delle altre.
Poi c'è stata l'incazzatura per l'incontro con la neozelandese omofoba dell'Ambasciata a Roma. Quindi le fedi di titanio cercate in tutta Europa e finalmente trovate ad Amsterdam.
Poi le mail, le telefonate, il celebrante migliore che poteva capitarci, i documenti, le valigie, il Registry Office, la ragazza maori che viene fuori a salutarci ("Siete i primi italiani!").
E poi gli amici di Auckland, la celebrazione e la gioia. E poi il ritorno a Roma: gli amici, i colleghi, il festeggiamento di sabato sera, il grazie di cuore a tutti.
E ieri a conclusione la bella pagina su Liberazione, con tanto di foto, grazie Saverio. Se anche una sola altra persona farà lo stesso, sarà grandioso, missione compiuta.

P.S. per chi vuole info e dettagli sulle questioni burocratiche, scrivetemi pure in mail: zonasedna AT gmail PUNTO com

giovedì, maggio 10, 2007

Il 12 Maggio della vergogna


Sabato a Roma ci sarà una grave manifestazione razzista contro gli omosessuali e contro i conviventi non sposati secondo il rito religioso della Chiesa cattolica.

Come comportarsi, che fare? Qui si tratta di reagire e ognuno di noi può provare a farlo, ci deve provare. A mio parere le candele sulle finestre sono cazzate e le contromanifestazioni dei radicali sono ad effetto nullo senza la presenza dei media.
Per questo l'unico gesto non simbolico ma concreto che si può adottare è quello di reagire: cambiare atteggiamento, da sabato in poi, con coloro che a quella manifestazione ci sono andati o che hanno scelto di aderire e sostenerla.

Reagiamo, diciamogli di vergognarsi, sputiamogli in faccia, restituiamo loro l'odio e il veleno che ci buttano addosso, disprezziamoli, sbattiamo le porte in faccia a tutte le suore e ai preti che ci capitano a tiro. Guardiamoli in faccia e diciamogli di vergognarsi a tutti coloro che mandano i propri figli dai boy scout (Associazione italiana guide e scouts d'Europa), a chi vi chiede soldi agli angoli delle strade (Comunità di Sant'Egidio), ai colleghi che vanno a Messa e frequentano i circoli (Azione cattolica), ma anche alla zia che soffre di ernia (Associazione ernia-diaframmatici), a quei tizi ai quali regalavate i vostri abiti vecchi (Ass. volontariato Caritas), al vostro farmacista (Unione cattolica farmacisti italiani), al sordo che vi vende l'accendino (Federazione sordomuti), agli imprenditori abbruzzesi (Giovani Imprenditori Confindustria - L’AQUILA) ed a tutti i componenti delle altre organizzazioni che partecipano a questa vergogna.

Questa gente ha perso la testa e la coscienza ed è pronta a qualsiasi schifezza: la persecuzione razziale contro gli ebrei nella seconda guerra mondiale, ma anche quelle più recenti in Africa o a un passo da casa in Bosnia Herzegovina sono iniziate così. Chi va alla manifestazione del 12 Maggio non ha alcuna scusante ne' motivi accettabili ne' posizioni intermedie: è un razzista che merita disprezzo e merita di essere isolato, escluso dalla società civile, dalle persone perbene.

domenica, aprile 01, 2007

Uno straccio di laicità

perché non se ne può veramente più

domenica, marzo 11, 2007

Le belle bandiere

Ce n'erano tante alla manifestazione per le Unioni Civili a Roma: complice la giornata ventosa, le bandiere riempivano la piazza e sventolavano allegramente.

C'erano quelle coi garofani rossi, che non ricordano più Bettino e possono nuovamente esporsi pubblicamente, c'era quella antica della rosa del pugno, c'erano quelle "della pace" con l'arcobaleno dei sette colori insieme a quelle "gay" con un colore in meno. C'erano le bandiere verdi del sole che ride e c'era pure, defilata, quella dei DS che si vergognava a stare così da sola. C'erano quelle dei Raeliani, il culto extraterrestre che ha più di un conto in sospeso con il Vaticano, e quelle rosse convinte di Rifondazione.

Mancava però la gente, davvero poca rispetto al significato di quella manifestazione: una richiesta di diritti civili di una parte di cittadini meriterebbe la presenza di milioni di persone che credono nella democrazia e ne condividono i valori. Peccato.

sabato, febbraio 10, 2007

Le Unioni civili all'Italiana

Ora che tutti ne hanno parlato, finalmente prendo un po' di respiro e dico la mia. Io sul disegno di legge Di.Co. ci metto la firma subito. Purtroppo al Senato non ci sono i numeri per farla passare, ma chissà che qualcuno cambi idea e decida di riportare l'Italia tra i paesi più civili del pianeta.
E' un disegno di legge che rende il contratto di matrimonio tradizionale una roba di serie B. Tre anni per dire che una convivenza è realmente stabile, nove anni per confermare che si è costruito qualcosa insieme, una passeggiata all'Anagrafe per separarsi senza troppi drammi ed avvocati e lungaggini burocratiche.
Insomma, io incrocio le dita.