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giovedì, gennaio 24, 2008

Niente autobus per la fidanzata schiava


Tasha Maltby è una ragazza inglese gothic (all'epoca noi dicevamo "dark") che ha scelto di essere la "cagnetta" del proprio fidanzato. Una slave in piena regola, 24 ore su 24: il suo ragazzo Dani Graves la porta con sé ovunque rigorosamente al guinzaglio. E la tratta, appunto, come fosse un animale.

La notizia nasce quando qualche giorno fa il padrone e la sua cagnetta se ne vanno a fare una bella passeggiata in autobus: l'autista del bus li vede e protesta. "Sull'autobus non facciamo salire ne' animali ne' tipi strambi". E li butta fuori. Loro protestano, la ragazza era regolarmente al guinzaglio, ma non c'è stato nulla da fare.

Ovviamente sono già arrivate le scuse della compagnia del bus: in effetti la ragazza apparteneva al genere umano e il regolamento sugli animali non andava applicato.

Insomma: mentre a Londra discutono su come considerare una ragazza che vuole essere trattata come un animale, noi qui c'abbiamo il Papa che autorizza e benedice le discriminazioni razziali contro le diverse sessualità.

martedì, gennaio 15, 2008

La possibilità di rispondergli a tono


Quando nei mesi scorsi il presidente iraniano Ahmadinejad fu invitato a parlare alla Columbia University ci furono reazioni molto accese: alla fine l'incontro fu possibile perché venne garantito agli studenti il diritto di fare domande e di rispondere alle provocazioni del folle presidente.
All'Università La Sapienza di Roma il nazista Ratzinger avrebbe fatto uno show con i suoi proclami contro la scienza, contro la medicina, contro l'aborto, contro le donne, contro i gay, contro il divorzio, contro il preservativo, insomma contro la varia umanità. E nessuno avrebbe potuto rispondere a tono.
Bastava garantire il diritto di opinione e di parola: ad entrambe le parti, però.

venerdì, dicembre 07, 2007

Corsi e ricorsi storici


La persecuzione e lo sterminio degli ebrei da parte di Hitler era basato su fondamenta religiose. Qualcuno dovrebbe ricordarlo alla senatrice del PD Paola Binetti, sostenitrice della violenza omofobica in Italia per motivi "religiosi".

mercoledì, maggio 16, 2007

Uno in meno tra i razzisti


Il pianeta si è liberato di Jerry Falwell poche ore fa e non si può che esserne contenti. Falwell era un predicatore razzista americano di grande ricchezza e grande successo, grazie ai fondi raccolti in televisione ed al potere politico che aveva accumulato negli anni.

Le sue tesi pazzesche hanno risuonato ovunque negli Stati Uniti: la strage dell'11 Settembre a New York, per esempio, a suo dire era una punizione di Dio a causa delle perversioni dei "pagani, degli abortisti, delle femministe, dei gay e delle lesbiche".

Bill Clinton, secondo Falwell, era un boss della malavita e del traffico di cocaina pronto ad uccidere giornalisti nemici: era così convinto di questa tesi che nel 1994 finanziò un film-documentario con testimonianze contro Clinton. Testimoni tutti falsi, ovviamente, come fu poi scoperto. Celebre fu anche la sua battaglia contro i pupazzi Teletubbies della televisione: da proibire, perché sempre secondo lui erano fonte di messaggi subminali omosessuali.

Un personaggio pericoloso che ha fatto del male a tutta l'America, forte dei suoi milioni di dollari. Ma per alcuni, un modello da seguire: qui in Italia certi italiani ammiravano la sua grande capacità di creare "dei forti gruppi di pressione sui parlamentari", come diceva anni fa a L'Espresso Roberto De Mattei, consulente di AN piazzato poi - inspiegabilmente - da Gianfranco Fini alla vicepresidenza del CNR, nonché, guarda un po', uno degli ideologi del "Family day" di questi giorni. Ops.

giovedì, maggio 10, 2007

Il 12 Maggio della vergogna


Sabato a Roma ci sarà una grave manifestazione razzista contro gli omosessuali e contro i conviventi non sposati secondo il rito religioso della Chiesa cattolica.

Come comportarsi, che fare? Qui si tratta di reagire e ognuno di noi può provare a farlo, ci deve provare. A mio parere le candele sulle finestre sono cazzate e le contromanifestazioni dei radicali sono ad effetto nullo senza la presenza dei media.
Per questo l'unico gesto non simbolico ma concreto che si può adottare è quello di reagire: cambiare atteggiamento, da sabato in poi, con coloro che a quella manifestazione ci sono andati o che hanno scelto di aderire e sostenerla.

Reagiamo, diciamogli di vergognarsi, sputiamogli in faccia, restituiamo loro l'odio e il veleno che ci buttano addosso, disprezziamoli, sbattiamo le porte in faccia a tutte le suore e ai preti che ci capitano a tiro. Guardiamoli in faccia e diciamogli di vergognarsi a tutti coloro che mandano i propri figli dai boy scout (Associazione italiana guide e scouts d'Europa), a chi vi chiede soldi agli angoli delle strade (Comunità di Sant'Egidio), ai colleghi che vanno a Messa e frequentano i circoli (Azione cattolica), ma anche alla zia che soffre di ernia (Associazione ernia-diaframmatici), a quei tizi ai quali regalavate i vostri abiti vecchi (Ass. volontariato Caritas), al vostro farmacista (Unione cattolica farmacisti italiani), al sordo che vi vende l'accendino (Federazione sordomuti), agli imprenditori abbruzzesi (Giovani Imprenditori Confindustria - L’AQUILA) ed a tutti i componenti delle altre organizzazioni che partecipano a questa vergogna.

Questa gente ha perso la testa e la coscienza ed è pronta a qualsiasi schifezza: la persecuzione razziale contro gli ebrei nella seconda guerra mondiale, ma anche quelle più recenti in Africa o a un passo da casa in Bosnia Herzegovina sono iniziate così. Chi va alla manifestazione del 12 Maggio non ha alcuna scusante ne' motivi accettabili ne' posizioni intermedie: è un razzista che merita disprezzo e merita di essere isolato, escluso dalla società civile, dalle persone perbene.

domenica, aprile 01, 2007

Uno straccio di laicità

perché non se ne può veramente più