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venerdì, ottobre 12, 2007

La pace negata

Al Gore ha vinto il Nobel per la Pace, un riconoscimento bello ed importante per le attività che sta facendo sui temi ambientali della difesa del pianeta.

Curiosa la vita con le sue sliding-doors: Al Gore è il Presidente degli Stati Uniti eletto democraticamente il 7 Novembre del 2000 al quale, con la più grave truffa elettorale di questi anni, è stato tolto il ruolo per assegnarlo al candidato che aveva perso le elezioni, ossia George W. Bush.

Cosa ha significato avere un criminale come George W. Bush alla presidenza USA - o meglio, un imbecille dietro al quale si nasconde un gruppo di criminali - lo sappiamo tutti: dittature rinvigorite grazie ai soldi statunitensi, fine degli accordi di pace tra Israle e Palestina, strage dell'11 Settembre, guerra contro l'Afghanistan, guerra contro l'Iraq... tutto per un bilancio di centinaia di migliaia, forse milioni di persone morte a causa della politica violenta e guerrafondaia di quell'uomo e dei poteri "forti" che rappresenta.

Per questo il Nobel ad Al Gore e al movimento che rappresenta fa piacere, ma contemporaneamente provoca rabbia a chi ha un po' di memoria, poiché quel premio rappresenta anche e soprattutto la Pace che in questi anni ci è stata negata e che il Presidente degli Stati Uniti Al Gore avrebbe potuto garantirci.

lunedì, marzo 19, 2007

Criminali di guerra


Come ricordano già altri, siamo arrivati a quattro anni di guerra di occupazione dell'Iraq. Una delle guerre più feroci di questi ultimi decenni: noi, sotto la bandiera dell'Onu, abbiamo ucciso almeno 650.000 persone con il solo motivo di rubare il loro petrolio e manteniamo tutt'ora un feroce regime militare per controllare l'Iraq. Vale la pena di leggersi questo pezzo de "El pais" che ricorda gli artefici e i complici di questa carneficina.

domenica, febbraio 18, 2007

Cambiare il corso delle cose in Iraq

Hillary Clinton e la sua campagna elettorale online stanno raggiungendo una qualità eccezionale nei modi e nei contenuti. Il video messaggio di questa settimana è dedicato alla guerra in Iraq e parla con le parole che nessun politico italiano si sognerebbe mai di dire. "Voglio essere chiara", dice Hillary. "Se George Bush non termina questa guerra prima di andarsene dalla Presidenza, lo farò io appena sarò Presidente."

E giù ad elencare la sua road map per l'interruzione del conflitto contro l'Iraq: ritiro dei militari, conferenza di pace internazionale, supporto esterno ad un governo realmente democratico. Leggo e raffronto quanto dice Hillary rispetto alle dichiarazioni dei nostri leader dopo la manifestazione di Vicenza e mi rendo conto che c'è da vergognarsi.