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giovedì, marzo 20, 2008

La mossa vincente: salvare Alitalia.

Al di là di come si risolveranno veramente le cose, bisogna riconoscere che Berlusconi ha trovato il suo asso della manica per queste elezioni, come con "l'abolizione dell'ICI" di due anni fa.

Berlusconi in queste ore è diventato l'uomo che vuole salvare l'Alitalia, pronto a mettere a disposizione anche i suoi soldi di famiglia - e i suoi figli burattini - per salvare l'Alitalia. Gli altri sono i cattivi che vogliono vendere e far fallire Alitalia, gli altri vogliono il male dell'Italia.

Per i tanti moderati indecisi questo è l'evento che fa prendere la decisione: votare Berlusconi. Per l'elettore medio di Forza Italia e di Alleanza Nazionale, tipicamente un cittadino con titolo di studio medio-basso e con l'unica fonte di informazione data dalle reti tv Mediaset, questo messaggio è dirompente, eccezionale.

La scomparsa di Uolter Veltroni indica chiaramente la sua grande difficoltà in questo momento. Non sa che dire e quindi si nasconde. D'altro canto a nulla serve ragionare, spiegare, far capire che Berlusconi non salverà un bel nulla, che Alitalia è già una azienda fallita che non può più pagare stipendi ai suoi dipendenti, che Alitalia è fuori dal mercato internazionale e non ha futuro, che Malpensa non vale nulla come aeroporto ma è solo una macchina per rubare soldi allo Stato e distribuirli ai dirigenti della Lega Nord, che è già un miracolo aver trovato uno straniero che si prende una azienda fallita e tenta di rimetterla in piedi.

Dopo le elezioni, ovviamente, il capo del governo Berlusconi si rimangerà tutto. Ma i tanto gli elettori avranno già votato ed eletto: in poche ore due puntate in più di Matrix e di Porta a Porta sulla Franzoni o sulla nuova star Vernarelli - per il quale è già in atto la fase di beatificazione - e tutto si dimentica.

martedì, marzo 18, 2008

Uccidere e scappare


Stamattina, passando sul Lungotevere di fronte al Vaticano, ho visto i segni in strada di un incidente ed ho pensato ad uno dei tanti che si trovano in giro per la città. Più avanti sulla strada ho visto i segni con il gesso ed i numeri: 1, 2, 3... ossia quei segni che indicano dove un corpo umano è caduto, dove ha rotolato, dove è stato scaraventato da una automobile. Per almeno cento metri c'erano segni scarabocchiati sul cemento che finivano con la segatura a nascondere ed asciugare le tracce di sangue. Morte, ho pensato.

Ho letto dopo sui quotidiani online quanto accaduto: due ragazze irlandesi uccise da un pazzo a folle velocità alle tre di notte. Gli articoli, dapprima omertosi sul nome e nazionalità del conducente, adesso cominciano a raccontare. Raccontano del figlio 32enne di un politico ex UDC e ora de "La Destra" di Storace che gira, strafatto sicuramente di alcool - e si è rifiutato di fare il test anti-droga - a bordo del suo Mercedes classe B per le strade della città a tutta velocità. Investe le due ragazze, le trascina per decine di metri lungo la strada, poi scappa a tutta velocità e torna sotto casa, non prima di essersi scontrato con altre auto in sosta, dove finalmente viene acciuffato dalle macchine della polizia municipale.

Cerco il nome su Internet e saltano fuori le sue foto su Facebook, la faccia da culo abbronzata e sfacciata di chi, come tanti oggi, vive probabilmente dei tanti soldi di papà. Salta fuori una delle tante case di proprietà (immagino sempre del padre) che lui utilizza come bed & breakfast per turisti stranieri. Proprio quei turisti che lui stanotte ha investito e straziato senza alcuna pietà, senza alcuno scrupolo. E ravanando in Rete salta fuori pure il comunicato stampa del papà stesso di due mesi fa che protestava per la sicurezza degli automobilisti su quel tratto del Lungotevere, nella corsia opposta.

Mi viene tanta voglia di pena di morte: non quella di Stato, quella che disprezziamo tutti, che uccide a freddo qualcuno che magari si è anche pentito. Ma quella più umana, più irrazionale, quella che scatena i linciaggi e che ha fatto impiccare Mussolini a Piazzale Loreto. La rabbia di chi non ne può più di vivere in un paese dove l'ingiustizia, l'illegalità e l'imbecillità trionfano.

Update: su Youtube un video del deficiente in questione.

giovedì, febbraio 07, 2008

Yes we can

A me Barack Obama non convince più di tanto, ma il video fatto dal rapper dei Black Eyed Peas a supporto dello slogan "Yes we can" è proprio bello. Una frase piccola piccola, ma che probabilmente ha fatto girare il vento definitivamente dalla sua parte. E che in versione rap suona ancora meglio.


mercoledì, febbraio 06, 2008

Er tuitter di Uolter - 1


Uolter ha deciso che vuole stare da solo. Solo, solo, senza quei rompicoglioni dei comunisti e degli ambientalisti. Me ne impippo dell'ambiente io.

mercoledì, gennaio 30, 2008

Sul Senato prossimo venturo

Ho trovato interessante da leggere sul blog di Marckuck questa analisi sui numeri e sui possibili risultati delle prossime elezioni al Senato: date un'occhiata. Dati alla mano, il Silvio non ha grandi possibilità di trionfi. Non si capisce quindi perché voglia correre tanto alle urne.

mercoledì, gennaio 23, 2008

Mettiamoci in tiro


Da Parigi, l'ultima collezione Dior. Abiti muniti di apposito casco, adatti a proteggersi dalle cazzate del prossimo governo di centro-destra. Ma senza dimenticarsi che siamo persone splendide e non cattolici bigotti come ci vorrebbero. Alé.

sabato, gennaio 19, 2008

Italia.out

Leggo in giro del portale sul turismo italiano Italia.it che da ieri non è più accessibile sul web. E contemporaneamente leggo un sacco di cazzate, ma tante assai, su quanto sarebbe costato, su chi l'aveva voluto, etc.etc. Lanci di merda e linciaggi mediatici, sprechi di denaro pubblico e progetti di valore che non riescono a nascere.
Che schifo di paese è questo.

lunedì, aprile 23, 2007

Partiti democratici, ritornati democristiani

Ma di questo partitino democratico, di questo compromessino storico con trent'anni di ritardo, ce n'era proprio bisogno? A me fa orrore.

sabato, febbraio 10, 2007

Le Unioni civili all'Italiana

Ora che tutti ne hanno parlato, finalmente prendo un po' di respiro e dico la mia. Io sul disegno di legge Di.Co. ci metto la firma subito. Purtroppo al Senato non ci sono i numeri per farla passare, ma chissà che qualcuno cambi idea e decida di riportare l'Italia tra i paesi più civili del pianeta.
E' un disegno di legge che rende il contratto di matrimonio tradizionale una roba di serie B. Tre anni per dire che una convivenza è realmente stabile, nove anni per confermare che si è costruito qualcosa insieme, una passeggiata all'Anagrafe per separarsi senza troppi drammi ed avvocati e lungaggini burocratiche.
Insomma, io incrocio le dita.

lunedì, gennaio 29, 2007

Una giornata perfetta

Mariella Gramaglia è uno dei migliori politici in campo che abbiamo in Italia. Una donna capace che sa fare e sa creare dal nulla. Si può dire tranquillamente, senza timore di esagerare, che in ogni pezzetto moderno che Roma ha mostrato in questi ultimi anni, c'è stato spesso lo zampino di Mariella.

La scelta di questi giorni di Mariella di lasciare l'Assessorato romano e partire verso l'India per dedicarsi ad un progetto a favore delle donne indiane in difficoltà mi commuove e mi emoziona. C'è ancora qualcuno, in questo schifo di pianeta, che ha a cuore il prossimo e non soltanto il proprio conto in banca, e che ha il coraggio di mollare per un po' una brillante carriera politica nel nome di qualcosa che in passato avremmo chiamato "un ideale".

domenica, gennaio 21, 2007

She's back

L'avvio della campagna elettorale di Hillary Clinton è un bell'evento: parla diretto al cuore ed al cervello degli americani pensanti, quelli che hanno un computer con Internet e sono stanchi della non-informazione dei media tradizionali. Per carità, Hillary è un bluff mediatico come qualunque altro politico statunitense, ma bisogna riconoscere che il personaggio lo stanno costruendo bene.

Ricordo quando qualche anno fa avevo dato una mano a chi doveva progettare il sito Internet di Rutelli per la sua campagna alla presidenza del Consiglio. E ricordo le cortesi pernacchie ricevute ai suggerimenti di aprire un blog, una chat e di mettere dei video. Parlare al cittadino? E perché mai?

Il messaggio di Hillary è chiaro: io ascolto i miei concittadini. Rispetto al menefreghismo del clan di Bush è un grande passo in avanti.