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sabato, marzo 15, 2008

Melodiefestivalen 2008

Niente da fare: al MelodieFestivalen (il Sanremo svedese) stasera i miei preferiti, i gemelli Rongedal, non ce l'hanno fatta. Ha vinto la gnoccona Charlotte Perrelli, sposata con un ristoratore italiano, che potete vedere qui, e rappresenterà quindi la Svezia al prossimo Eurofestival. Approposito, non avete idea di quanti ristoranti e pizzerie italiane ci sono a Stoccolma: c'è più pizza margherita lì che a Milano, probabilmente. E pure bbona.

lunedì, marzo 03, 2008

L'ultimo e poi smetto

Giuro che non parlo più di Sanremo per almeno un paio d'anni, ma almeno fatemi scrivere due chicche che vi siete sicuramente persi.
La migliore: la festa di Paolo Meneguzzi in discoteca. Buffet eccezionale, free drinks tutta la notte, musica fantastica, vipss a go-go. Una roba che non si vedeva più dal 1987. Peccato solo che Paolo a un certo punto abbia voluto cantare le sue robe, ahia.

La peggiore: Sergio Cammariere. Non la canzone, che era un bel medley di veccchie canzoni di Mina, ma l'esserselo ritrovato alla fila dietro in aereo, mentre io cercavo di dormire e lui aveva deciso di fare il cruciverbone ad alta voce con le sue orrende assistenti.

lunedì, febbraio 25, 2008

Le pagelle di Sanremo - 1

Visto che mi tocca accompagnare l'altra metà da giovedì in quel di Sanremo, eccomi a seguirlo in TV e a dare i voti come un qualunque blogger. Portate pazienza.

Qui i voti della prima serata: per quelli sulla seconda serata potete cliccare su su questo link.

Piero Meneghuzzi - 4 - Una nenia insopportabile, roba dei peggiori Sanremo, manco Marco Masini avrebbe cantato una robaccia simile. E' probabilmente l'ultima volta che lo vediamo vivo. Non lo vedremo mai più. Salvo eleggerlo padrino dei prossimi Gaypride, ci tocca.

L'Aura - 7 - Piace abbastanza. E' un prodotto commerciale clone di Elisa, inventato in studio dalla casa discografica, ma lei almeno è simpatica. Ha riciclato sul palco la parrucca di Anna Tatangelo dell'anno scorso, ma indubbiamente la canzonetta aveva il suo fascino ed un certo stile. Sicura playlist su RDS e Radio Deejay.

Toto Cutugno - 3 - Canzone orrenda, tirata fuori dai cassetti delle canzoni non incise negli anni 80. Arrangiata in maniera impresentabile, violini ed archi ridicoli, Toto stecca in continuazione e comunica tanta tristezza. Esibire una brutta malattia come pretesto per stare a Sanremo è disonesto.

Frankie Hi Nrg - 6 - Testo interessante, ritmo scopiazzato dai ritmi latinoamericani, niente di nuovo, fa quello che si aspettava, non c'è una virgola di emozione, nessun desiderio di partire a fare la rivoluzione. Ci si contava di più.

Fabrizio Moro - 5 - Tanto impegno discografico per lanciare il giovanotto come un successore di Vasco Rossi o Luca Carboni, ma la canzoncina è davvero modesta. Segno che con i soldi comunque non si comprano grandi autori o grandi canzoni. Al massimo si fa uno spot pubblicitario alle scarpe da ginnastica indossate dal cantante.

Anna Tatangelo - 7 - La canzone è strappacore ed emozionante, paesana e ruffiana quanto basta, perfetta per il Sanremo classico, con tanto di crescendo finale. E poi Anna c'ha una gran voce. "Dimmi che male c'è se ami un uomo come te" non diventerà l'inno dei gay, ma qualche cervello atrofizzato dei cattolici potrebbe riaccendersi per qualche secondo.

Michele Zarrillo - 6 - Un successone sulle frequenze di RadioRai dedicate al traffico sulle autostrade, assolutamente insignificante per tutti gli altri. Scivola via come un bicchiere di acqua San Benedetto naturale, senza manco le bollicine. Appena cantata è già un modesto evergreen. Zarrillo comincia a somigliare fisicamente a Cutugno.

Eugenio (Edoardo?) Bennato - 6 - Lo aspettiamo quando canterà una canzone dedicata al Nord. Per adesso, solita tarantella world music nappule danze pummarola Little Italy, etc senza infamia e senza lode. Decente, bravi musicisti e coristi.

Battutaccia estemporanea: non sapevo che il figlio di Dodi Battaglia (che canta tra i "ggiovani") facesse il truccatore e fosse tanto amico della Tatangelo.

Max Gazzé - 8 - Dopo ore di orecchie distrutte, qualche minuto di musica piacevole. Poesia pura e suoni belli, archi eccezionali, canzone deliziosa e sofisticata che si vorrebbe riascoltare subito per riscoprirne subito le parole. Max è bravo pure se non gli funzionano gli auricolari spia.

Tricarico - 6 - Pezzo interessante, ma la presunzione del personaggio rende tutto insopportabile. E poi è stonato come una campana. Se vuoi fare il premio Tenco non venire a rompere i coglioni al circo di Sanremo, cretino.

lunedì, gennaio 07, 2008

E dudu' dadada'

No, dico, ma perché io a fine febbraio mi dovrei fare otto ore di treno per andare a sorbirmi Minghi & Mietta che cantano, pure separati? E Little Tony e Loredana Berté, centosessanta anni in due? Non so. E' anche vero che le trenette al pesto che si trovano lì, in effetti...