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martedì, gennaio 29, 2008

Le violenze della Chiesa cattolica in Svizzera

In questi giorni la Svizzera è scossa dall'ennesimo caso di preti pedofili. La storia è quella consueta: violenze, preti trasferiti tra Svizzera e Francia per far perdere le tracce e mandare in prescrizione il reato, indennizzi alle famiglie delle vittime e tante coperture da parte della diocesi locale della Chiesa cattolica.

Ah, sulla stampa italiana ovviamente non c'è traccia della notizia. Qui un po' di link, in italiano e in francese.

Le Matin
Swiss Info (italiano)
Swiss Info - 2 (italiano)

venerdì, dicembre 07, 2007

Corsi e ricorsi storici


La persecuzione e lo sterminio degli ebrei da parte di Hitler era basato su fondamenta religiose. Qualcuno dovrebbe ricordarlo alla senatrice del PD Paola Binetti, sostenitrice della violenza omofobica in Italia per motivi "religiosi".

venerdì, novembre 16, 2007

Campioni del mondo, campioni del mondo!

Altrove ci si metterebbe a festeggiare per la coppa del Mondo di Volley vinta dall'Italia con la nazionale femminile. Questo se lo sport fosse una cosa sana.

Invece siamo in Italia, dove si va alla partita di calcio armati di coltelli, bastoni e biglie di piombo, e si comincia a lanciarli contro i tifosi di un'altra squadra già nel parcheggio di un autogrill. E ci si lamenta non per la continua violenza, ma se al poliziotto che interviene gli scappa per errore un proiettile.

giovedì, aprile 19, 2007

La stessa nostra faccia


Guardo le foto di Cho Seng Hui, il ragazzo sudcoreano che ha ucciso 32 studenti del suo college americano qualche giorno fa: sono le foto tratte da un videomessaggio girato tra il primo omicidio di due studenti e la strage di altri 30. Immaginavo di vedere lo sguardo di un pazzo ed invece ritrovo lo stesso sguardo e la stessa faccia dei marines americani o di Bruce Willis in uno dei suoi numerosi film violenti, la stessa espressione di chi si sente forte e potente grazie al potere di una pistola nelle mani.

Quel ragazzo ha la nostra stessa faccia: quella che esibiamo in ufficio coi subordinati (per chi ne ha) o guardiamo sul volto del nostro capo tutte le mattine. Cosa c'è ancora da stupirci, insomma, se un ragazzo fa quello che il mondo gli ha insegnato a fare? Che differenza c'è tra sparare ai propri compagni di classe senza alcun motivo o sparare contro centinaia di civili iracheni, senza alcun motivo?

Anzi, lancio pure una proposta agli amici "radicali pannelliani non violenti", i più grandi sostenitori italiani del libero uso ed abuso delle armi da fuoco. Perché non fate un bel referendum anche qui in Italia per liberalizzare l'uso e l'acquisto delle armi qui in Italia? Alla Coop, come coi farmaci. E son certo che stavolta le lobby non direbbero di no.